A Nola i dieci anni della Rete delle Macchine a spalla
Rinnovato il progetto di interscambio culturale tra le città che la compongono. Alla Festa dei Gigli presente una delegazione sassarese
Sassari. Un protocollo d’intesa per realizzare un progetto di interscambio culturale tra le città delle Macchine a spalla, per studiare e promuovere le feste e i contenuti urbani e territoriali a cui sono legate. È il documento che, nella giornata di ieri (domenica), è stato presentato a Nola a dieci anni di distanza dal protocollo che venne siglato nella città campana nel 2006 e che contiene le “promesse” che le città di Nola, Sassari, Viterbo e Palmi (più Gubbio, poi uscita dalla Rete per seguire un percorso autonomo non andato a buon fine e che adesso attende di essere ammessa al riconoscimento dell’Unesco concesso alla stessa Rete) per le loro feste secolari – Festa dei Gigli, Faradda dei Candelieri, Macchina di Santa Rosa e Varia – hanno voluto rinnovare, anche in virtù dell’inclusione, decisa a Baku nel dicembre 2013, nella lista dei Beni immateriali dell’umanità.
Il protocollo è stato condiviso anche dalla città di Gubbio (Festa dei Ceri). È stata rinnovata così la dichiarazione d’intenti del 2006 con un documento che rappresenta la conferma dell’impegno alla cooperazione nell’ambito della Rete delle città delle grandi Macchine a spalla italiane, considerata dall’Unesco “modello e fonte di ispirazione”. La delegazione sassarese era guidata dal sindaco di Sassari Nicola Sanna, dall’assessore alle Politiche culturali Raffaella Sau, dai rappresentanti dell’Intergremio con il presidente Salvatore Spada del Gremio dei Sarti, Gavino Sale del Gremio dei Massai, Raimondo Rizzu del Gremio dei Muratori e Marco Dettori del Gremio dei Macellai.
A Nola proprio ieri si è svolta l’annuale festa dei Gigli che troverebbe le sue origine in un episodio che risale al 410 d.C. quando i cittadini di Nola, in ostaggio dei barbari, furono liberati grazie all’intervento del vescovo Paolino. Otto grandi torri che rappresentano le corporazioni e mestieri, Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto, sfilano per le strade della città in processione seguendo un ordine ben preciso. A suggellare l’anniversario della Rete, uno dei Gigli è stato addobbato riportando il simbolo di ciascuna delle feste. Per Sassari è stato scelto un candeliere stilizzato.
Nella serata di sabato sono stati assegnati il Giglio d’oro e d’argento. Un premio introdotto nel 2010 dall’amministrazione comunale di Nola a seguito dell’amicizia stretta con Sassari nella rete e che ricorda i premi che ogni anno vengono consegnati nella piazza di Palazzo Ducale: il Candeliere d’oro, d’argento e di bronzo istituiti ormai da più di 50 anni a Sassari.
A Nola era presente la responsabile del comitato scientifico e di coordinamento della rete, Patrizia Nardi, che ha seguito ogni passaggio del procedimento di riconoscimento della rete all’Unesco. Lei, a nome della Rete, ha proposto le modifiche alla legge sul sostegno al patrimonio culturale immateriale italiano riconosciuto dall’Unesco. Alla manifestazione di Nola, inoltre, erano presenti anche i parlamentari Alessandro Mazzoli di Viterbo, Giovanna Sanna di Sassari, Massimiliano Manfredi e Paolo Russo di Nola. I quattro, insieme all’onorevole Demetrio Battaglia, nei mesi scorsi hanno raggiunto l’obiettivo di far approvare il disegno di legge di modifica della legge 77 del 2006 che già prevede provvidenze economiche per la tutela dei beni italiani inseriti nell’elenco dei beni materiali. Con la modifica si stanziano le stesse risorse anche per i beni immateriali, inclusi nell’elenco Unesco. La proposta, che è ora all’esame del Senato, consente di allargare la platea potenziale di fruizione di misure economiche anche ai beni immateriali, rendendo possibile la realizzazione dei piani di salvaguardia richiesti dall’Unesco.






