Nicola Sanna: Sono un sindaco votato da tutti i cittadini e non solo dal Pd
«Non posso azzerare la Giunta». A disposizione degli 11 consiglieri del “correntone” ci sarebbe adesso il 70 per cento delle deleghe. Manca però proprio il Pd: «Mi appello ai vertici nazionali: mandino un commissario»

Sassari. Solo un problema di eccessiva durata della riunione col gruppo del Pd ha impedito che giovedì pomeriggio si chiudesse il dibattito sulle linee programmatiche del sindaco. Ma lunedì prossimo questo avverrà. «Contavamo di raggiungere la Sala consiliare poco dopo ma la riunione del gruppo del Pd si stava dilungando troppo. A seguito della richiesta di Tonino Falchi il presidente Piu doveva dare conto del numero legale». Il primo cittadino Nicola Sanna minimizza quanto accaduto in Consiglio comunale e spiega che il problema è stato solo di durata dell’incontro con i consiglieri del Partito Democratico.
La situazione relativa alla posizione degli 11 consiglieri delle aree Demontis-Spissu-Lai continua comunque a condizionare il lavoro della Giunta e del Consiglio stesso. «Io e i miei assessori stiamo lavorando tranquillamente. È in corso una verifica e, appena conclusa, ci saranno conseguenze per la Giunta. Questo lo sapevamo e del resto l’11 giugno, quando ho varato l’esecutivo, ho detto subito che tre posizioni sarebbero state suscettibili di variazione. L’ho poi confermato al momento dell’insediamento del Consiglio», spiega Nicola Sanna. Adesso però il “generale agosto” interromperà i “lavori” della politica cittadina. Sarà comunque una breve pausa, subito dopo Ferragosto. Intanto lunedì ci sarà la prossima seduta di Consiglio.
«Ricordiamoci che nel Pd manca da tempo il segretario cittadino, che non c’è un segretario provinciale, mentre il segretario regionale è come se non esistesse. A questo punto mi appello al nazionale: che da Roma mandino un commissario che gestisca l’attività del partito in questi mesi prima del congresso regionale», propone Sanna. «Sono un sindaco votato da tutti i cittadini (alle elezioni dello scorso 25 maggio ha avuto il 65,3 per cento dei consensi, ndr) e non dal solo Pd, che ha sì raccolto 20mila voti (precisamente, 19205, su un totale per la coalizione di 43833, ndr), ma, di questi, sono stati 9mila che hanno consentito l’elezione degli 11 consiglieri (su 13) del Partito Democratico. A loro, che non mi hanno sostenuto alle primarie, faccio un appello: che tengano presente che il Pd è fatto di 20mila elettori. La lista era composta al 50 per cento da chi aveva sostenuto me e da un 50 che aveva sostenuto Angela Mameli. Non si può pensare che la Giunta me la dettino altri». E del resto anche Ganau nel 2010 aveva alla fine scelto lui. «Per esempio, a me allora sarebbe piaciuto avere la delega all’Ambiente. Eppure, da subito, mi sono messo a disposizione», ricorda Nicola Sanna. E adesso? «Non posso azzerare la Giunta. Non esiste e non rientra nelle mie valutazioni e nelle capacità di comprensione. La mia Giunta è del resto provvisoria e l’ho detto subito. Questo anche a seguito del rifiuto a ricoprire l’incarico di assessore: ho contattato i consiglieri per i tre assessorati e mi hanno risposto di no». L’ultima proposta prevederebbe addirittura il 70 per cento delle deleghe a disposizione, ma tre non si toccano, con persone e deleghe che non sono a tempo (il sindaco non fa però i nomi). I posti in Giunta a disposizione sono comunque sempre tre (lascerebbero quindi Luca Taras, Maria Francesca Fantato e Luigi Polano), con la possibilità di scegliere adesso tra un ventaglio più ampio di deleghe. «Mi segnalino gli assessori, anche esterni al Consiglio. L’unica cosa che chiedo è che non abbiano carichi penali pendenti. Io adesso devo pensare a governare. È il sindaco che deve assumere le decisioni». Le posizioni in totale sono dieci, i nove assessori più la presidenza dell’Assemblea. I rapporti iniziali dovevano essere cinque al Pd ed il resto agli alleati. Poi però il Partito Democratico ha avuto anche la presidenza (con Antonio Piu). «Devo tenere presente il resto della coalizione», dice Sanna. Di più insomma non si può fare. I posti in Giunta dei rappresentanti degli altri partiti non possono essere discussi, le deleghe invece possono essere ridistribuite. Ma, rimanendo nel Pd, Gianni Carbini (che è anche vicesindaco) e Monica Spanedda (che avevano sostenuto Nicola Sanna al secondo turno delle primarie di aprile stringendo un patto a tre) sembra (ma è solo un ragionamento che si fa negli ambienti politici cittadini: da Palazzo Ducale non è stato fatto nessun nome) siano dei “pilastri” della Giunta.
Intanto il lavoro della Giunta procede spedito. Grazie all’impegno dell’Anci e dell’assessore regionale della Programmazione sono stati recuperati 45 milioni di euro del Fondo Unico, su 55 milioni di euro tolti dalla Giunta Cappellacci. «Ci siamo ritrovati oggi (giovedì, ndr) al Nuraghe Losa. È un risultato importante. Mancherebbero ancora 10 milioni». E poi il Puc. «Nel programma avevo scritto sei mesi per la chiusura del Piano Urbanistico Comunale. Io sono dell’idea di non toccare nulla. Ci sono comunque 104 punti le cui modifiche vanno comunicate alla Regione. Siamo già andati a Cagliari in Assessorato. Abbiamo messo su un calendario di incontri con la nuova dirigente della Pianificazione Urbanistica, Elisabetta Neroni, che è subentrata al predecessore, Marco Melis. Poi un funzionario è venuto da noi». Nei giorni scorsi l’incontro a Roma con il ministro Orlando per il mantenimento della Sezione distaccata della Corte d’Appello e per il futuro dell’area dell’ex carcere di San Sebastiano, destinata alla cittadella giudiziaria.
«Lunedì – conclude Nicola Sanna – riprenderemo con le dichiarazioni programmatiche, che tra l’altro, per accelerare i tempi, ho presentato dopo 25 giorni dall’insediamento del Consiglio, mentre il termine massimo è di 50 giorni. Chi ci sta governa, chi non ci sta deve assumersi le sue responsabilità».
Luca Foddai





