Nicola Sanna (Pd): «Con Zedda continuiamo sulla strada del rinnovamento»

Intervista al sindaco di Sassari: «Noi sindaci di centrosinistra potremo rappresentare tutte le realtà della Sardegna, fatta di territori differenti, ognuno con la propria autonomia»

NicolaSanna
Il sindaco di Sassari Nicola Sanna

Sassari. Nicola Sanna è sindaco di Sassari dal 2014, quando fu eletto primo cittadino al primo turno con uno schiacciante 65,5 per cento. In precedenza, dal 2009, era stato assessore comunale prima alle Politiche abitative e poi, nella seconda Giunta Ganau, all’importante delega delle Finanze e del Bilancio, insieme a Programmazione e Politiche abitative. Alla fine degli anni ’80 Nicola Sanna era stato nell’Assemblea Civica per un brevissimo periodo, circa sei mesi, subentrando a un consigliere del Pci. Dottore agronomo, lavora per l’agenzia regionale Laore. È stato presidente dell’Ordine provinciale degli Agronomi, docente a contratto nella Facoltà di Veterinaria dell’Università di Sassari e capo di gabinetto presso l’Assessorato regionale dell’Ambiente.

Perché la sua candidatura al Consiglio regionale?
«Perché sento di dover rappresentare in Regione il nostro territorio, con maggior forza e in tutta la sua interezza. Lo faccio nella quotidianità, come sindaco e come presidente della Rete Metropolitana del Nord Sardegna e voglio continuare a farlo in un’ottica regionale, avendo ben presenti gli ambiti nei quali è necessario intervenire, dai trasporti alla sanità, dal lavoro all’agricoltura, e con l’obiettivo di far convergere sul Nord Ovest l’attenzione dei consiglieri regionali degli altri territori».

Con Massimo Zedda il centrosinistra può trovare una vittoria che solo qualche mese fa sembrava complicato potesse conquistare?
«Credo che Zedda rappresenti molto bene quella nuova generazione di amministratori locali, di cui faccio parte e di cui la Regione ha bisogno. Insieme a lui, noi sindaci di centrosinistra potremo rappresentare tutte le realtà della Sardegna, fatta di territori differenti, ognuno con la propria autonomia. Insieme potremo intervenire al meglio sulla riforma degli Enti Locali, che sarà uno dei primi provvedimenti utili del prossimo governo regionale».

NicolaSannadibattitoelettoraleDal 2014 sembra cambiato il mondo nella politica nazionale, regionale e cittadina. Anche il suo rapporto con il Pd è cambiato in questi anni?
«Ci sono stati alti e bassi, ma è evidente a tutti quanto siano in crisi tutti i partiti, anche i più “nuovi”, e si tratta di una crisi che trova la sua origine in tempi ben più lontani. Il Pd continua a dimostrare di essere attivo e di volersi rinnovare anche attraverso strumenti di partecipazione democratica, come le primarie, che restano un elemento innovativo e trasparente, capace di promuovere nuovi gruppi dirigenti, autonomi dalle oligarchie di partito. È ciò che è capitato a me e allo stesso Massimo Zedda nel confronto con Antonello Cabras nel 2012. Credo che il Pd sia ancora un partito capace di esprimere quei valori concreti del popolo di centrosinistra, che continua a vivere la politica come militanza, ma occorre che si spogli dei caratteri dirigistici e ovattati che nei ruoli di governo, spesso, si sono manifestati. Persone come me e Zedda hanno dato il là a un rinnovamento, nei grandi come nei piccoli comuni e occorre continuare su questa strada».

Cosa pensa del governo nazionale gialloverde?
«Da convinto europeista, non posso vedere di buon occhio un governo in cui prevalgono nazionalismi e sovranismi. La storia europea ha dato ampia prova che laddove prevalgono i nazionalismi si va alla guerra. Mi preoccupa l’arretramento, la mancanza di tutela dei diritti fondamentali dell’uomo, l’assenza di politiche di integrazione sociale. E rilevo un grado elevato di improvvisazione e approssimazione e una divisione sulle opere strategiche del paese, che certo non porterà giovamento, anzi ci farà arretrare nelle prospettive di sviluppo e modernizzazione della Sardegna e dell’Italia».

Come è cambiata Sassari durante il suo mandato di primo cittadino? Può fare un bilancio?
«Sassari sta cambiando, perché si stanno ridefinendo anche i suoi confini, sempre più metropolitani e perciò integrati. La nostra città è al centro di un territorio metropolitano e deve rispondere perciò a una visione di area vasta, che la proietti oltre i confini cittadini, come guida della rete metropolitana del Nord Sardegna e, se sarò consigliere regionale, della Città metropolitana a tutti gli effetti. La valorizzazione della città storica, il recupero delle periferie e il collegamento con il territorio metropolitano sono la base del rilancio della città, un rilancio che è già in atto».

Lei stesso, da più di un anno a questa parte, ricorda che per Sassari ci sono milioni di euro di finanziamenti da spendere. Quali sono i progetti più importanti da realizzare?
«Sicuramente l’avvio dei progetti strategici come il centro intermodale, la metropolitana di superficie, il recupero del centro storico e delle Periferie urbane. Queste ultime, lo voglio sottolineare, congelate dal governo gialloverde. Tante centinaia di milioni recuperati con progetti e programmi ormai avviati come gli interventi integrati di rigenerazione urbana previsti dall’Iti, la riqualificazione della Valle del Rosello, la trasformazione del carcere di San Sebastiano in cittadella giudiziaria».

Esiste davvero il “cagliaricentrismo”?
«Esiste una gestione regionale cagliaricentrica che va destrutturata delegando più poteri, più personale alle autonomie locali. La nostra regione è composta da territori differenti, ognuno con una propria specificità, che deve essere presa in considerazione. Sono sicuro che il decentramento sarà una delle questioni centrali delle attività del prossimo governo regionale, anche grazie alla presenza di molti sindaci».

Se lei verrà eletto in Consiglio regionale anche il suo futuro politico sarà chiaro. Se invece così non avverrà, che farà: a maggio ci saranno le comunali, si ricandiderà per un secondo mandato alla guida dell’Amministrazione comunale?
«In questo momento sono concentrato a dare il mio contributo per la vittoria del centro sinistra e per un buon risultato del Pd. Ogni altra ipotesi sul mio futuro politico potrò farla all’indomani delle elezioni, non da solo ma insieme ai sassaresi».

Luca Foddai

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio