Il movimento La Base esordisce a Sassari

Per la prima volta alle elezioni comunali. In lista molti giovani ma anche nomi noti, come l’ex presidente dell’Assemblea Civica Luciano Chessa

La Base 2Sassari. Ancora poche ore e la lista del movimento “La Base” per il rinnovo del Consiglio comunale di Sassari sarà depositata a Palazzo Ducale. «Per il 90 per cento ci saranno novità, persone che per la prima volta si candidano. Nomi che rappresentano la società, con studenti, avvocati, un istruttore di palestra, una commessa e altri, tra cui il candidato più giovane. Siamo convinti che per risolvere concretamente i problemi quotidiani debbano essere presenti in Consiglio comunale proprio coloro che conoscono meglio la realtà di tutti i giorni», spiega Pietro Delogu, coordinatore provinciale del movimento.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAGiovedì pomeriggio, con un’anteprima alla stampa, sono stati presentati i principi ispiratori del movimento, che esordisce così a Sassari (era comunque già presente alle elezioni regionali nel collegio provinciale). «Siamo nati nel 2010. Abbiamo un consigliere comunale a Cagliari ed un consigliere regionale, Efisio Arbau, nostro presidente. Adesso ci proponiamo per il Consiglio comunale. La priorità è avere persone trasparenti, oneste. I grillini protestano ma non propongono. Noi vogliamo portare una ventata di novità. Ed abbiamo fiducia su quello che sarà il nostro risultato», aggiunge Sebastiano Bussu, coordinatore cittadino.

La lista propone il candidato più giovane, come detto: Massimo Rizzu. Ma ci sono anche altri nomi, professionisti conosciuti in città, come l’avvocato Giuseppe Onorato. E politici di esperienza. Luciano Chessa è stato assessore nella prima Giunta Ganau e presidente del Consiglio comunale fino allo scorso marzo. «Sono stato 30 anni nel PSd’Az e quattro anni in un’altra lista (l’Upc, ndr), dove non mi sono trovato bene: in particolare, non è stato fatto niente perché la gente si potesse avvicinare alla politica. Nel 2010 cambiò il 70 per cento dei consiglieri comunali. Ero convinto che grazie a questo potesse arrivare una risposta positiva per la città. Così non è stato. Sono sempre più convinto che dobbiamo cercare di cambiare la base politica. C’è solo da lavorare, essere trasparenti ed impegnarsi per la città», dice Chessa.

La Base 3Nella lista de La Base saranno ospitati candidati di altri partiti, quattro o cinque nomi. Il simbolo però rimarrà quello del movimento. «Noi siamo nati per stare da soli. Daremo ospitalità a chi ce lo sta chiedendo. Ma non si tratta di accordi tra diversi soggetti politici», spiega Delogu. «Nel panorama elettorale sardo siamo una delle poche forze che non ha nessuna corrente interna. Forse perché siamo piccoli… Chissà… Altri partiti hanno comunque avuto problemi a fare la lista».

Dopo il primo turno delle primarie non c’è stato nessun dubbio e l’appoggio a Nicola Sanna al ballottaggio è venuto naturale. Le elezioni del 25 maggio saranno molto importanti e quanto mai significative: si voterà infatti in cinque comuni e, oltre a Sassari, ci sono Alghero, Sorso, Castelsardo ed Illorai. «Con Efisio Arbau condivido la fase costituente del Pd. Poi le nostre strade si sono divise. E abbiamo in comune anche le origini nel mondo agricolo. In Sardegna lui è conosciuto come “l’avvocato dei pastori”. La nostra è una generazione che ha potuto beneficiare in questi ultimi 50 anni di quel famoso ascensore sociale che è stato assicurato dal boom economico», dice Nicola Sanna, candidato sindaco del centrosinistra. «Il Pd vive ancora le contraddizioni delle formazioni politiche di origine. C’è un processo che deve fare il suo corso e che ancora non si è completato. Stiamo contribuendo a costruire un grande movimento progressista. E la presenza di 12 liste dimostra quanto sia alta la voglia di partecipare a questa fase politica. Ci attende un lavoro che non durerà solo cinque anni, ma che ci consegnerà prospettive ulteriori. Grazie alla guida della Regione da parte del presidente Pigliaru potremo costruire un nuovo ciclo e tentare il rilancio di settori fondamentali come quello agroalimentare e dell’allevamento o la chimica verde».

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