Monitoraggio aereo, sinergie fra l’aeroporto di Oristano e Celestis
È una delle ultime start up emergenti nell’Isola ad alto contenuto tecnologico, nata dall’incontro delle competenze di tre giovani esperti sardi. Conclusi i test per l’utilizzo dei droni
Oristano. Si sono conclusi lo scorso 6 agosto presso l’aeroporto Fenosu di Oristano i test necessari alle concessioni delle autorizzazioni ENAC per l’utilizzo in volo dei sistemi a pilotaggio remoto, SAPR, meglio noti nella vulgata popolare come droni. A richiederli, Celestis s.r.l., una delle ultime start up emergenti nell’Isola ad alto contenuto tecnologico. Nata dall’incontro delle competenze di tre giovani esperti sardi. L’amministratore del progetto in gestazione, la sassarese Gabriella Rubattu, ha investito tutte le energie possibili, senza peraltro cercare finanziamenti pubblici, in una sfida che vale ancor più di una scommessa.
«Nell’ambito della fotogrammetria, del rilevamento a distanza, del rilevamento GIS, della fotografia aerea con termografia e del rilevamento a infrarossi nella silvicoltura e in agricoltura, l’uso degli apparecchi aerei realizzati dalla società specializzata Celestis, offre innumerevoli possibilità», comunica la start upper, che insieme al pilota e all’altro giovane fondatore, ha avviato i protocolli per l’ottenimento delle licenze.
Grazie alla loro elevata precisione, i droni consentono di ridurre in modo considerevole il dispendio di tempo e denaro. I sistemi di informazione geografica (GIS) vengono utilizzati in qualità di sistemi informativi di applicazione spaziale (RIS) nell’ambito di geodiscipline come geografia, geologia, geodesia ed ecologia al fine di analizzare i dati spaziali ottenuti e ricavarne importanti informazioni. La raccolta e la valutazione di informazioni spaziali nel settore dell’amministrazione comunale, della silvicoltura e dell’agricoltura, della tutela ambientale e naturale, oltre che nella pianificazione del paesaggio, possono essere effettuate in modo molto più affidabile, rapido ed efficiente rispetto ai metodi utilizzati finora.
Le prove svoltesi presso l’aeroporto di Oristano sono espressamente previste dal Regolamento ENAC per i “mezzi aerei a pilotaggio remoto” per il conseguimento della certificazione.
«Il tutto si è svolto in conformità delle previsioni regolamentari e gli esiti del test saranno posti alla attenzione della struttura tecnica ENAC che dovrebbe procedere al rilascio della certificazione». Così la direzione regionale Sardegna dell’ENAC nella persona del direttore, avvocato Marco Di Giugno, manifesta importanti potenzialità circa il futuro dello scalo di Oristano: «L’ Aeroporto di Oristano potrebbe diventare, per le sue caratteristiche, come è già avvenuto per l’aeroporto di Taranto Grottaglie, un Flight Test Center ove poter sviluppare in collaborazione con i centri di ricerca in ambito aeronautico presenti sull’isola (quale ad esempio il Distretto Aerospaziale della Sardegna), vari progetti fra i quali anche i mezzi aerei a pilotaggio remoto. L’aeroporto di Oristano per poter tornare a volare ha la necessità di trovare la sua vocazione fra le quali non vi è dubbio possa essere anche quella della ricerca».
La localizzazione del Fenosu, unitamente all’importante presenza di imprese agricole che insistono nel territorio, alimentano interessanti prospettive di attrazione per un comparto di sviluppo scientifico e commerciale. Che sul percorso tracciato da Celestis potrebbe favorire inediti orizzonti di sviluppo e lavoro nell’indotto aeroportuale sardo.






