Misure di compensazione per un impianto eolico a Porto Torres e Sassari
Il Consiglio comunale turritano le ha approvate a maggioranza. Il perché di un voto contrario. Di Paola Conticelli
di Paola Conticelli
Lunedi scorso il Consiglio Comunale di Porto Torres ha approvato a maggioranza le misure di compensazione relative alla realizzazione di un impianto eolico di potenza pari a 32,3 MW da ubicare nei comuni di Sassari e Porto Torres. L’impianto eolico è costituito da 13 aerogeneratori della potenza di 2,5 MW, di cui quattro da ubicare nel comune di Porto Torres in località Fiume Santo.
Ricordo che il Consiglio comunale non stava deliberando sull’approvazione o meno del parco eolico, che è stato valutato favorevolmente dall’apparato burocratico con nota n° 15250/2016 del 23/02/2016 non ritenendo di dare nessuna osservazione in sede di conferenza di servizi. Quindi, nessuna informazione su questa importante pratica è arrivata dal febbraio 2016, ma solo alla scadenza dell’iter di approvazione relegando il Consiglio comunale ad un ruolo marginale e di sola ratifica per decisioni prese altrove.
Per la disamina della pratica bisognava conoscere il D.M n. 219 del 10.09.2010 , che stabilisce che in sede di procedimento di Autorizzazione Unica devono essere definite le misure compensative dell’intervento.
In sintesi, si tiene conto dell’applicazione delle misure di mitigazione che costituiscono di per se azioni di parziale riequilibrio ambientale e territoriale.
Sarebbe stato necessario, a questo punto, sapere a quanto ammontano i ricavi complessivi che dovevano essere desunti dal business plan della società che sta facendo l’investimento. Infatti solo conoscendo i ricavi dell’impianto eolico si poteva determinare la congruità o meno delle misure compensative rappresentate dai 4 impianti FTV.
Ora, leggendo con attenzione il quadro economico dei 4 impianti FTV che dovranno essere istallati gratuitamente nel comune di Porto Torres si evince che annualmente ogni impianto, tra energia auto consumata e relativo scambio su posto, raggiunge un importo pari ad € 5.178,85 che moltiplicato per 4 arriva ad un beneficio complessivo di € 20.715,40 su base annua. Tengo a sottolineare che l’importo di € 75.373,55 esposto sulla relazione economica è relativo ad un periodo di venti anni.
Facendo una ricerca sul sito internet GSE, ho potuto rilevare che la tariffa incentivante per gli impianti eolici è di € 0,135 Kw, oltre alla possibilità di avere i cosiddetti certificati bianchi. Ho ragione di pensare che un impianto di 2,5 MW che produce non meno di 4.500 MW, ha un costo di circa 2,5 milioni di euro e gode di circa 600 mila euro (valore molto prudenziale) di incentivi all’anno. Va da se che nel giro di qualche anno l’investimento è completamente ammortizzato e si capisce fin troppo bene che questi scaltri investitori non lasciano che briciole nel territorio.
Inoltre, avevo appurato dal Registro delle Imprese che la società proponente, la Società energetica Sarda Srl con sede a Villaurbana, risulta inattiva e pertanto mi è venuto il dubbio se in tale status potesse proporre la convenzione con il Comune di Porto Torres. In aggiunta, nella stessa visura camerale sono assenti le figure professionali con i relativi titoli per poter esercitare l’attività di istallazione definiti dal d.m 37/2008.
Il vento della Sardegna è un giacimento d’oro e, purtroppo, non vengono tutelati né il territorio né chi ci vive, mentre si dovrebbe prendere ad esempio la legislazione in Danimarca dove le società che installano impianti eolici sono obbligate a offrire fino al 20% delle quote dell’impianto alla popolazione locale.
Queste sono state le ragioni per le quali ho espresso il mio voto contrario alla delibera del Consiglio comunale, non perché sia contraria alle energie rinnovabili ma perché sono cosciente del fatto che non si può assistere passivamente a queste incoerenze a vantaggio di pochi e, soprattutto, a discapito di un territorio che si sta sempre più impoverendo e che si vorrebbe sempre asservito ai più forti.






