Da Matrìca le materie prime per le bioplastiche

Ferrari: «Abbiamo realizzato il primo impianto in tempi asiatici, 22 mesi, ma seguendo standard europei». Per adesso si utilizzerà olio di girasole. Ganau: «Dobbiamo puntare allo sviluppo della filiera a monte».

MatricaInaugurazione4Porto Torres. Ma qual è la materia prima utilizzata negli impianti di Matrìca (joint venture tra Versalis e Novamont)? Il primo impianto di Matrìca, inaugurato ufficialmente lunedì mattina alla presenza del ministro dell’Ambiente Galletti, per il momento utilizza olio di girasole. La struttura è denominata “P01”, ed è collocata nella parte ovest dell’area destinata alla chimica verde all’interno di quella più ampio del vecchio Petrolchimico. “P01” è destinata a produrre materie prime come monomeri e intermedi: l’acido azelaico serve per il Mater-Bi di Novamont e le bioplastiche, tutto realizzato nello stabilimento di Terni (come le buste biodegradabili). Nel secondo impianto, a est, denominato “P02” e che entrerà in marcia dopo l’estate (ma è previsto anche un terzo impianto), saranno prodotti oli estensori vegetali per il mercato degli pneumatici, nonché basi per biolubrificanti, plastificanti per polimeri, formulazioni cosmetiche. I tre impianti, realizzati con un investimento di circa 180 milioni di euro, a regime produrranno bio-prodotti per una capacità complessiva di circa 70mila tonnellate all’anno. I dipendenti di Matrìca attualmente sono circa 130, che diventeranno 145, compresi quelli che lavorano al Centro di ricerca.

CardiCamposperimentale
Un campo sperimentale di cardo di Matrìca

E i cardi? Le distese che si notano sulla litoranea per Stintino, all’altezza di Fiume Santo, fanno parte di un progetto sperimentale che prevede 400 ettari così coltivati. Anche dal cardo si ricava olio oleico. Inizialmente a Porto Torres verrà utilizzato quello che deriva dal girasole. Con un’origine ben precisa: la Francia. Anche se va detto che esistono diversi fornitori a livello internazionale. La filiera locale delle materie prime rimane però uno dei passaggi più importanti di tutto il processo produttivo, anche da un punto di vista occupazionale.

GianfrancoGanau
Gianfranco Ganau

«È questo un momento speciale, perché inizia a diventare realtà quanto previsto in un accordo che ha significato tantissimo per questo territorio. Tre sono i punti fondamentali: il lavoro, il rispetto degli accordi e l’attenzione all’ambiente con le bonifiche», ha detto nel suo intervento alla cerimonia con la presenza del ministro dell’Ambiente Galletti la presidente della Provincia Alessandra Giudici. «Chiediamo che la prima fase dell’intervento sia celere e che siano rispettate le scadenze. È un processo che mette insieme ricerca e innovazione, vero motore per creare occupazione nel futuro», ha aggiunto l’assessore regionale dell’Industria Maria Grazia Piras. Più esplicito il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau. «I nuovi sindaci sosterranno questa iniziativa con la stessa forza dei loro predecessori», ha detto l’ex primo cittadino sassarese. «Dobbiamo puntare allo sviluppo della filiera a monte. È questo uno degli obiettivi di Matrìca. Crediamo che insieme a Università e istituzioni del mondo agricolo vada studiata e incentivata la filiera a valle per il monomero», ha detto Ganau.

Ferrari
Daniele Ferrari

«E noi siamo qui per raccogliere la sfida», ha detto il presidente di Matrìca Daniele Ferrari, che è anche amministratore delegato di Versalis (gruppo Eni). «Abbiamo dato concretezza in tempi record a un progetto all’avanguardia, condotto con un forte impegno nella ricerca e nella progettazione di impianti industriali che rappresentano un’eccellenza nel panorama dell’industria chimica mondiale. Abbiamo realizzato il primo impianto in tempi asiatici, 22 mesi, ma con standard europei, a partire dall’applicazione delle norme sulla tutela del lavoro. È importante ricordare che produrremo additivi che poi potranno essere utilizzati per aumentare il coefficiente di rotolamento degli pneumatici. Sono quindi prodotti biodegradabili di qualità che si innestano nella chimica tradizionale Matrìca, nella sintesi dei valori di cui sono portatori i suoi due partner, porta il proprio contributo di innovazione per la competitività dell’industria chimica italiana, creando una solida piattaforma tecnologica capace di catalizzare nuovi progetti in un’ottica di sostenibilità a lungo termine e di integrazione con il territorio», ha proseguito Ferrari. «Versalis ha intrapreso, oramai da alcuni anni, un percorso che la vede oggi attiva in prima linea nella chimica da rinnovabili. Il nostro modello di business – ha aggiunto il presidente di Matrìca – punta a valorizzare le competenze tecnologiche ed ingegneristiche interne e le sinergie di prodotti con la chimica tradizionale, in network con partner internazionali di eccellenza, in modo che la chimica da rinnovabili possa sviluppare al meglio il suo potenziale di innovazione, contribuendo a rinnovare e far crescere un’industria strategica per il nostro Paese».

Con Matrìca importante passo avanti. L’intervento del sindaco di Porto Torres Beniamino Scarpa all’inaugurazione dei nuovi impianti nell’area del vecchio Petrolchimico

Bastioli
Catia Bastioli

«La vera sfida è collegare ciò che produciamo qua con le materie prime del territorio. Se sapremo creare una filiera intelligente potremo fare grandi cose. Non possiamo usare oli di palma ma di girasole o di cardo. Il primo impianto di Matrìca che inauguriamo, frutto della collaborazione strategica tra Novamont e Versalis, si avvale di una tecnologia proprietaria radicalmente diversa da quelle esistenti: non utilizza ozono nella reazione di scissione ossidativa dell’olio vegetale e permette di produrre intermedi noti come acido azelaico, acido pelargonio, nonché nuovi prodotti proprietari, attraverso un processo sicuro e a basso impatto ambientale. Questo risultato rappresenta un passaggio chiave di un cammino iniziato più di 20 anni fa da un testardo gruppo di ricercatori che partendo dalla filiera delle bioplastiche sta portando alla realizzazione qui in Sardegna della prima bioraffineria integrata di terza generazione nonché alla trasformazione di altri siti in Italia», ha dichiarato Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont e di Matrìca. «Questo momento rappresenta il punto di partenza di una sfida che mi auguro veda il territorio come laboratorio sperimentale per un nuovo modello di sviluppo che unisca in modo armonico industria, agricoltura, ambiente, innovazione tecnologica, cultura, valorizzando l’immenso capitale umano, di bellezza, di qualità tecniche e di biodiversità di cui questa isola e l’Italia tutta sono portatrici».

 

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