L’olio del Comune di Sennori tesoro di inclusione sociale
Un progetto di recupero benedetto dal Ministero della Giustizia. In tutto 165 litri di olio extravergine ottenuti dalla spremitura di olive raccolte da un gruppo di detenuti del carcere di Bancali

Sennori. Hanno lavorato sodo per circa un mese, raccogliendo le olive negli oliveti di proprietà del Comune di Sennori. Ora, i 165 litri di olio extravergine di oliva ottenuti dalla spremitura di quel raccolto sono un po’ anche i loro. Sono un gruppo di detenuti che scontano la loro pena nel carcere di Bancali e che sono stati inseriti dal Comune e dal Consorzio di cooperative Andalas de Amistade in un progetto di recupero e inclusione sociale benedetto dal Ministero della Giustizia, dall’UEPE e dalla direzione della stessa casa circondariale di Sassari. I 135 litri di olio sopraffino sono andati per il 45 per cento al consorzio Andalas de Amistade, che lo donerà in beneficenza a soggetti bisognosi, e per il resto va a formare la riserva di “Olio del Comune”, un piccolo tesoretto biologico dell’amministrazione comunale che sarà utilizzato anche in questo caso per scopi sociali e opere di solidarietà.
«Questo progetto su cui l’Assessorato all’Ambiente ha voluto scommettere, oltre a creare opportunità di lavoro, vuole sottolineare che tutti, anche coloro i quali hanno commesso errori gravi, hanno diritto ad avere la possibilità di riscattarsi e rimediare ai passi falsi commessi. È un’opportunità che la nostra società non può e non deve negare a nessuno», commenta Vincenzo Leoni, assessore all’Ambiente del Comune di Sennori.
La riserva di olio extravergine di oliva nelle disponibilità del Comune per l’annata 2014/2015 consiste in 11 latte da 5 litri, 19 bottiglie da mezzo litro e 38 bottiglie da un quarto di litro. Tutte perfettamente etichettate con lo stemma del Comune e pronte a rendere onore al gruppo di lavoro che ha speso energie e tempo in un progetto dall’alto valore sociale.






