La Dinamo non esce dal tunnel

A Varese arriva la quinta sconfitta in sei partite per i sassaresi, sempre più in crisi di gioco e di risultati. Segnali da Whittaker e Charalampopoulos, nulli Tyree e McKinnie

E’ sempre più crisi per la Dinamo Banco di Sardegna, sconfitta anche dalla Openjobmetis Varese con la quale condivideva il penultimo posto in classifica a quota 2. I sassaresi si sono arresi per 90-76 al termine di una partita giocata all’inseguimento dal primo all’ultimo minuto e vinta meritatamente dai padroni di casa, più continui nell’arco della gara soprattutto in attacco. I lombardi hanno confermato la loro efficacia dall’arco, tirando ben 36 volte da oltre la linea dei 6.75 e centrando in 17 occasioni la retina. La Dinamo pur avendo preparato la partita conoscendo bene questa caratteristica dell’avversaria, non è riuscita a contenerla. I biancoblù hanno confermato le loro enormi difficoltà e la scarsa attitudine a mantenere alta la concentrazione e l’intensità per 40 minuti. Ma non è l’unico problema della squadra di Bucchi che, nel giorno in cui i discussi Whittaker e Charalampopoulos sono stati i migliori in campo e Gombauld ha tenuto in piedi da solo la baracca sotto i tabelloni, ha avuto pessimi feedback da Tyree e McKinnie, due americani di nome ma non di fatto, per quanto poco contributo stanno fornendo alla squadra. Tyree è stato inconsistente e non ha mai dato la sensazione di poter essere un go to guy, l’ex Golden State quantomeno ha fornito un contributo a rimbalzo.

In ogni caso da due americani ci si aspetta di incidere in tutt’altro modo, hanno il compito e lo stipendio per fare la differenza e ogni squadra ne ha in organico almeno uno in grado di farla, mentre ora come ora la Dinamo sembrerebbe proprio di no e questo è un problema molto grosso. Senza andare lontano, lo scorso anno gli esterni erano due certezze come Dowe e Robinson che, quest’anno sono stati rimpiazzati da due scommesse come Whittaker e Tyree e le scommesse si sa, sono un azzardo che la metà delle volte non paga o comunque rischia di dare i suoi frutti quando i buoi sono scappati dal recinto.

L’auspicio è che il nuovo arrivato Corey Smith possa aumentare la consistenza di una squadra che al momento può pensare solo esclusivamente a mantenere la categoria (ma nessuno si aspetti Lebron James), il che visti i numeri messi insieme e l’effettivo valore dimostrato è l’unico obiettivo da mettere bene a fuoco, dimenticandosi e togliendosi dalla testa gli anni di gloria passati e recenti.

L’Openjobmetis Varese, reduce dal k.o. in campionato di Venezia e il netto successo in FIBA Europe Cup contro Tbilisi è l’avversaria sulla strada di un Banco di Sardegna che viene dalla sconfitta casalinga contro Tortona e dai tanti problemi, ultimo dei quali l’infortunio di Diop, rimpiazzato da Smith che però non è ancora disponibile. Per coach Bucchi dunque è prevedibile un impiego di diversi minuti sotto le plance per Treier in alternativa a Gombauld.

L’avvio è pirotecnico con tiri da tre e schiacciate e Cauley Stein e Gombauld a fare la voce grossa sotto i tabelloni (10-9 Varese dopo 2 minuti e mezzo). L’approccio difensivo del Banco è discretamente aggressivo, ma alla resa dei conti poco efficace, perchè Varese riesce comunque a far canestro tirando con ottime percentuali. I lombardi sono la squadra che tira più da tre in assoluto (40 tiri di media) e proprio a suon di triple i padroni di casa producono il primo piccolo strappo (21-13). Si corre molto e la partita è piacevole. Whittaker è più convinto del solito e prova a mettere in ritmo i compagni ma Varese nel complesso è più concreta e inizia a trovare anche conclusioni un pochino troppo facili che inducono Bucchi a chiamare il suo primo time out di serata, quando a 1.01 dal termine del primo quarto i suoi sono sotto di dieci (25-15). Il quarto si chiude con l’ennesima bomba della Openjobmetis infilata da McDermott che porta i suoi al massimo vantaggio sul +11 (28-17). Nella sostanza la buona applicazione e intenzione difensiva del Banco dei primi due minuti è andata scoraggiandosi vedendo che Varese riusciva comunque a fare canestro.

Sassari sbaglia ancora dall’arco (0/5) mentre i padroni di casa non si fermano (35-17), la Dinamo viene doppiata ed è in vistosa difficoltà tecnica e mentale. Bucchi cerca una scintilla che possa accendere i suoi, ma è una fase nella quale la differenza di entusiasmo e fiducia fra le due squadre in campo è abissale e la partita è pericolosamente spezzata in due. Il canestro per i biancoblù ha letteralmente il tappo, non entra niente e il linguaggio del corpo è estremamente preoccupante. Il primo centro dalla lunga distanza dei biancoblù arriva dalle mani di McKinnie dopo 14 minuti, ma dalla parte opposta risponde immediatamente Moretti (40-22). Varese tira col 43% da tre (6/14) ed è così che già ha scavato il solco dopo poco più di un quarto di gara. La Dinamo deve necessariamente mettere più pressione sul perimetro se vuole sperare di rientrare in partita. E’ proprio il più discusso Whittaker a cercare di dare l’esempio positivo e a caricarsi i compagni sulle spalle con una tripla e buona presenza sia offensiva che difensiva. La penetrazione di Tyree riporta a -11 il Banco (42-31) che con il pivot varesino Cauley Stein in panchina lima qualcosa. Le bombe di Woldetensae e Cauley Stein (rientrato in campo) riallargano inesorabilmente la forbice ricacciando indietro un Banco che si stava lentamente e faticosamente rimettendo in partita (50-33). La fiammata di Charalampopoulos e Whittaker con parzialino di 4-0 subito, consiglia il time out al coach di casa (50-38) e tiene viva la Dinamo. il greco della Dinamo è efficace in post basso, mentre la tripla di Gentile a fil di sirena che avrebbe riportato sotto la doppia cifra lo svantaggio, si spegne sul ferro per il 52-40 con il quale si va al riposo.

Varese tanto per cambiare inizia con due tiri pesanti di Hanlan ai quali rispondono Whittaker dall’arco (12 punti) e Gombauld dalla lunetta (57-45). Anche Moretti spara da tre che è una bellezza e Sassari cerca di non sganciarsi troppo, appoggiandosi al vivace Gombauld che, lavora bene  sia in attacco che in difesa. Cosa che invece non fa l’abulico McKinnie che, fa il paio con un Tyree che ha l’impatto offensivo dell’ultimo dei panchinari. Dalla parte opposta, Brown infila la sua terza bomba e i biancorossi scappano di nuovo (68-47 al 24°). La Dinamo ha una fragilità vista di rado negli ultimi anni e, vicissitudini negative a parte, manca di spirito di gruppo e soprattutto di quel minimo di talento necessario per competere. Basti pensare che, il migliore è quello che fino a ieri era stato il peggiore, il buon Stanley Whittaker che, forse stimolato dalle voci sul possibile taglio ha voglia di dimostrare di non essere così scarso. Quando meno te lo aspetti però, Sassari riesce a trovare un minimo di orgoglio nel fondo del barile e rialza la testa riportandosi a -11 (71-60) con la difesa e i canestri di Whittaker, Charalampopoulos (11 punti per lui) e Gentile. Treier e Gentile sbagliano la tripla del -8 che avrebbe dato ulteriore slancio alla remuntada ma Varese non ne approfitta e la Dinamo chiude con la penetrazione di Cappelletti il terzo quarto, portando il suo svantaggio sotto la doppia cifra dopo parecchio tempo, vincendo il terzo periodo 22-19 e aprendo prospettive interessanti per gli ultimi dieci minuti.

Gentile per il -7, Charalampopoulos la riapre da tre costringendo al time out la Openjobmetis (71-67 al 32°). Sassari ha due triple per il -1 ma le sbaglia, Varese è in difficoltà e ha perso l’inerzia. Il canestro da sotto con fallo subito di McDermott è provvidenziale per i padroni di casa e interrompe il trend. La Dinamo col quintetto Cappelletti, Treier, Kruslin, Charalampopoulos e Gentile trova efficacia e concretezza. Kruslin fallisce il nuovo -1 dall’arco e la Openjobmetis allunga il vantaggio (75-69). Sbaglia anche Cappelletti, ma non Brown che riporta i suoi a +9 (78-69) a 6 minuti dalla sirena. Shahid mette l’ennesimo tiro pesante varesino che riporta sotto di 10 la Dinamo. Bucchi vuole il time out, il momento è decisivo. Tyree prova a prendersi qualche responsabilità, mette due punti ma poi sbaglia da tre. Il triplone fuori equilibrio di Moretti a 2.50 dalla fine spegne definitivamente le speranze di vittoria della Dinamo che, colleziona la quinta sconfitta su sei partite e resta nei bassifondi della classifica.

Openjobmetis Varese – Dinamo Banco di Sardegna 90-79

Progressione quarti: 28-17 / 52-40 / 71-62 /

Openjobmetis Varese:  Moretti 14, Hanlan 12, McDermott 18, Brown 15, Cauley Stein 14, Woldetensae 9, Shahid 5, Ulaneo, Librizzi 3, Virgilio, Assui N’Guessan. All. Bialasewski

Dinamo Banco di Sardegna: Whittaker 16, Tyree 6, Kruslin 3, McKinnie 8, Gombauld 17, Cappelletti 9, Treier, Raspino, Pisano, Charalampopoulos 16, Gandini, Gentile 4. All. Bucchi

Arbitri: Sahin, Paglialunga, Galasso

I voti biancoblù: Whittaker 6,5, Tyree 4, Kruslin 5,5, McKinnie 5, Gombauld 6,5, Cappelletti 6, Treier 5, Raspino sv Pisano ne, Charalampopoulos 6,5, Gentile 6

Aldo Gallizzi

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