La Cassazione accoglie il sesto quesito referendario antitrivelle
Il presidente Ganau a Roma all’assemblea dei presidenti delle Assemblee legislative. «Attendiamo che si pronunci la Corte Costituzionale e apriamo subito un tavolo di confronto con il Governo»
Roma. La Corte di Cassazione ha ritenuto ammissibile il sesto quesito referendario. La notizia è arrivata poche ore dopo l’incontro di venerdì mattina a Roma presso la sede della Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome dei delegati regionali delle dieci regioni (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise), alla quale ha preso parte anche il presidente del Consiglio regionale sardo, Gianfranco Ganau.
«L’obiettivo rimane quello di modificare le norme – ha sottolineato ai colleghi delle altre regioni il massimo rappresentante dell’Assemblea sarda – obiettivo in parte raggiunto con le modifiche adottate dal Governo, primo grande risultato dell’azione congiunta dei consigli regionali ma l’auspicio è quello di aprire un confronto sul tema con Palazzo Chigi». All’incontro per volontà del presidente del Consiglio regionale della Basilicata Piero Lacorazza, regione capofila dell’iniziativa referendaria, ha partecipato anche l’avvocato Stelio Mangiatemeli che giovedì su istanza della Corte di Cassazione in merito alle novità introdotte dalla legge di stabilità 2016 (n.208 del 2015) per conto delle regioni ha depositato (ed è stato ascoltato in udienza) la memoria relativa all’azione referendaria e ai quesiti proposti.
«Alla luce dell’ultimo pronunciamento della Cassazione – aggiunge il presidente Ganau – è necessario stabilire insieme come procedere, in attesa dell’udienza in Camera di Consiglio prevista per il 13 gennaio, nel corso della quale la Corte Costituzionale si pronuncerà sull’ammissibilità dei quesiti referendari proposti dai Consigli regionali».






