Paganini: «Il centro storico di Sassari non può fermarsi in piazza Tola»

Il coordinatore comunale di Italia Attiva Sardegna denuncia: «Lo stato di degrado e di abbandono è intollerabile». Un progetto per il cuore della città

 

PiazzaTolaSassari. «Cittadini e imprenditori che vivono il centro di Sassari si sentono ostaggi. Quello che era il cuore della città oggi è un ghetto poco sicuro e maleodorante». È quanto mette in evidenza in una nota il coordinatore cittadino di Italia Attiva Sardegna Alessio Paganini.

«È questa la situazione che purtroppo ci si trova davanti oltrepassando la soglia di quella che è piazza Tola. Dopo le 22 vi è un vero e proprio coprifuoco, una volta abbassate le serrande dei negozi che a fatica e coraggiosamente rimangono nel centro storico, le strade si riempiono di extra comunitari, che protetti dai vicoli poco illuminati, possono fare ciò che vogliono indisturbati», dice Paganini. «La denuncia ci arriva direttamente da chi vi lavora e abita. Siamo stati accompagnati in questo tour del degrado. Prostituzione e droga sono le principali attività della zona. Chi delinque può agire in assoluta tranquillità, ormai il territorio è in mano all’illegalità».

«Quello che per altre città d’Italia è un patrimonio storico da valorizzare, per Sassari è una parte della città da abbandonare. Gli stessi sassaresi sono andati via: l’80 per cento dei residenti ormai è extra comunitario. Passeggiando al centro, pare di vivere un’altra città», riprende il coordinatore cittadino di Italia Attiva Sardegna. Ogni vicolo è impregnato di odori di tutti i generi, i cassonetti non sono svuotati con regolarità. «I topi ormai grandi come gatti trovano terreno fertile, più volte la derattizzazione – ci raccontano alcuni residenti -, è stata fatta direttamente da loro. Per non parlare degli edifici che rimangono in piedi sfidando la legge di gravità. La piazza del mercato è alla mercé di tutti: a una certa ora della sera si trasforma in un orinatoio a cielo aperto e non solo; le scale che portano ai posteggi sotterranei non sono da meno, una situazione di totale abbandono».

Italia Attiva Sardegna, accolta la richiesta di aiuto, ha una sua idea ben chiara di come deve essere il centro storico di Sassari, trasformando quello che ormai è diventato un ghetto, in un’opportunità economica per la città. «Abbiamo individuato quattro punti d’intervento per restituire a Sassari la sua parte storica», continua Paganini.

Primo punto: eliminare la delinquenza creando un deterrente, una postazione fissa e una mobile delle forze dell’ordine H24 che vigili e perlustri tutte le zone sensibili. Implementazione di una rete di videosorveglianza che rafforzi la presenza delle forze dell’ordine.

Secondo punto: mettere in sicurezza gli immobili pericolanti, agganciando la nostra proposta all’ordinanza del sindaco Sanna contro il degrado. Rinnovare le facciate degli edifici fatiscenti, mantenendo il prospetto originale, valorizzando metodo e materiali usati per la loro costruzione con un intervento forte a favore del decoro urbano. Su questo fronte, si possono usare i fondi stanziati dal governo per il patto per la Sardegna, firmato da Matteo Renzi proprio a Sassari il 29 luglio scorso. Con la quota parte destinata alla città dei circa 300 milioni stanziati per gli investimenti, il Comune può venire incontro ai proprietari degli edifici da ristrutturare, con l’abbattimento degli interessi sui prestiti presi per i lavori e fare da garante verso gli istituti di credito. Visti i tassi d’interesse attuali, si può valutare anche l’abbattimento in conto capitale.

Terzo punto: profonda pulizia delle strade e dei vicoli, passaggio regolare della nettezza urbana per svuotare i cassonetti della raccolta differenziata, oggi una lamentela forte di chi vive e lavora in zona, aiuterebbe così a eliminare gli sgradevoli odori che aleggiano nei vicoli.

Quarto punto: restituire ai sassaresi la città vecchia, affinché possano nascere nuove attività: baretti, trattorie tipiche e botteghe artigiane un tempo presenti ma che ormai sono quasi scomparse, incoraggiando la loro nascita eliminando le tasse comunali per chi investe.

Per far sì che il progetto funzioni, Sassari deve diventare veramente una città turistica, non solo a parole, non solo per la festa dei Candelieri. Le istituzioni in questo giocano un ruolo fondamentale, devono essere capaci di agganciare quel turismo che arriva da marzo a settembre lungo la zona costiera, invitandolo a visitare la città con il suo bellissimo centro storico, dove ogni vicolo ha una sua storia di vita. Dallo splendido Duomo che ci accompagna verso palazzo Ducale, si può creare un percorso storico che porta i turisti a visitare il cuore della citta, la Fontana di Rosello, fino ad arrivare a quello che rimane delle sue antiche mura. Tutto questo, circondato da un tessuto produttivo che può accogliere il turista, per ristorarlo durante la visita e deliziarlo all’ora di pranzo, facendogli assaporare le nostre specialità culinarie. «Un progetto che deve essere visto come un grande investimento per Sassari, darebbe la possibilità a molti giovani di trovare un lavoro o crearsi un’attività. Chiediamo il massimo impegno al sindaco Sanna e ai suoi assessori affinché questo degrado sia trasformato in una nuova opportunità per la città e restituisca ai sassaresi la parte storica di Sassari che oggi è nascosta e non è più loro», conclude Alessio Paganini.

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