Un inno per la Sardegna

La proposta: scegliamolo tramite un concorso di idee per musicisti sardi. L’Isola ha già una bandiera, un gonfalone ed un sigillo. La riflessione di Antonio Deiara

AntonioDeiara
Il professor Antonio Deiara

La Regione Autonoma della Sardegna ha una bandiera, un gonfalone e un sigillo. Si potrebbe completare la normativa “identitaria” con l’indicazione dell’Inno Ufficiale e promuovere un “Concorso di idee” (a costo zero) per musicisti Sardi, ovunque risiedano, finalizzato all’elaborazione e all’orchestrazione del nuovo inno della nostra Isola. È prevedibile che le Orchestre e i Cori dei Conservatori di Cagliari e Sassari sarebbero orgogliosi di eseguire ed incidere la partitura vincitrice. In Consiglio Regionale, lo scorso 28 aprile, è risuonato il “Procurad’e moderare”. Perché si dovrebbe scegliere il testo di Francesco Ignazio Mannu, alla vigilia del duecentoventesimo anniversario della sua composizione?

Dal “punto d’ascolto” musicologico, le problematiche relative agli inni nazionali possono essere sintetizzate nel prospetto seguente. Esistono gli “inni monarchici”, come quelli della Gran Bretagna e della Germania, caratterizzati da un testo di lode al Monarca o lontano dai sentimenti del popolo (visto come insieme di sudditi) e da una linea melodica di estrazione “colta”; gli “inni repubblicani”, si pensi alla “Marsigliese” o al “Fratelli d’Italia”, sono costruiti su esperienze rivoluzionare e connotati da strutture ritmico-melodiche che danno slancio alle aspirazioni di tutti i cittadini (inizio anacrusico e intervallo di quarta o sesta ascendente); in alcune ex colonie francesi ed inglesi, infine, si trovano inni costruiti utilizzando gli stilemi della cultura musicale dello Stato colonizzatore, per cui possiamo parlare di “inni coloniali”, privi di originalità e, di conseguenza, di identità. È possibile pertanto affermare che l’inno è la “bandiera musicale”, quindi identitaria, di un popolo.

In questo momento storico, in Sardegna esistono tre proposte di inno: “Cunservet Deus su Re”, ovvero l’ “Hymnu Sardu Natzionale”, di Giovanni Gonella (musica) e Vittorio Angius (testo), che Benito Saba propone con un nuovo testo; “Sardigna – Innu Sardu” di Lao Silesu (musica) e Antioco Casula “Montanaru” (testo); “Procurade ‘e moderare”, testo di Francesco Ignazio Mannu di Ozieri e melodia popolare della Sardegna, tratta dai “Gosos”.

Il primo inno risulta chiaramente “monarchico” e il nuovo testo non può modificare le strutture ritmico-melodiche proprie di un linguaggio musicale estraneo alla Sardegna. Adottare un brano come quello in questione equivarrebbe ad avere un inno in contraddizione con la presa di coscienza identitaria della Regione Autonoma Sardegna, confermata in occasione de “Sa Die” 2014 dall’assessore Firino e dal presidente Pigliaru, cioè un inno “coloniale”.

La composizione di Silesu e Montanaru rispetta i canoni dell’inno “repubblicano”, sia nel testo (“Est sa terra de Amsicora amada” – recita la prima strofa; “Sardos, Sardos ainoghe sa manu, Sardos tottu ainoghe su coro – declama il ritornello) sia nella musica, caratterizzata dalla cellula ritmica “militare”, secondo la definizione del M° Carlo Delfrati, propria della “Marsigliese” e del “Fratelli d’Italia”. Non essendo conosciuto dai Sardi, tuttavia, non risponde alla caratteristica essenziale di “musica popolare”, cioè “fatta propria dal popolo”.

“Procurade ‘e moderare” rientra pienamente nella categoria di inno “repubblicano” e presenta le peculiarità di composizione “popolare”, sia per quanto attiene al testo di Francesco Ignazio Mannu, sia relativamente alla linea melodica mutuata dai citati “Gosos”. Qualora diventasse Inno Ufficiale della Regione Autonoma della Sardegna, sarebbe indispensabile curare in modo particolare gli aspetti armonico ed agogico, al fine di connotare le versioni per organici diversi dell’ inno stesso nel pieno rispetto del valore identitario dell’elaborazione e dell’orchestrazione della nostra “bandiera musicale”.

Antonio Deiara
Docente di Musica I.C.S. ITTIRI – SS
già Supervisore al B.F.D. del Conservatorio “L. Canepa” – SASSARI

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