Inaugurato il 464° anno accademico dell’Università di Sassari
Cerimonia solenne al Teatro Verdi. Ospite Raffaele Fitto, vicepresidente Commissione Europea
Sassari. Il Teatro Verdi ha accolto venerdì mattina la cerimonia solenne dell’inaugurazione del 464° anno accademico dell’Università di Sassari. Come avviene da alcune edizioni l’evento ha avuto un ospite d’onore. Stavolta era Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme.
In apertura, sulle note del “Gaudeamus igitur”, eseguito dal Coro dell’Ateneo, è entrato il corteo con il Senato accademico e gli ospiti. In prima fila, oltre al sindaco Giuseppe Mascia e al prefetto Grazia La Fauci, erano seduti i parlamentari del territorio, oltre all’ex ministro dell’Interno e senatore Beppe Pisanu e all’ex sottosegretario Giuseppe Cossiga. Tra gli ospiti, sul palcoscenico del Verdi, dove ha trovato posizione il Senato Accademico, insieme ai rettori emeriti Alessandro Maida e Attilio Mastino e al direttore generale Giovanni Maria Soro, il rettore dell’Università di Cagliari Francesco Mola.
È stata la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, a introdurre la cerimonia.
Todde: «Studiare è un atto di libertà, l’Università come motore civile e culturale»
Subito dopo ha preso la parola il rettore Gavino Mariotti. «L’inaugurazione dell’Anno Accademico rappresenta un momento intensissimo di dialogo fra l’Università e l’intero territorio – ha detto –. Fin dall’inizio del mio mandato ho scelto una direzione chiara: operare in sinergia per rendere più competitivo il nostro territorio, facendo perno sulla ricerca scientifica e sul trasferimento delle conoscenze. La comunità accademica ha svolto un lavoro incessante di cerniera tra il mondo universitario, il sistema delle imprese e la cittadinanza».
I numeri parlano di una Università di Sassari in crescita (rispetto al 2024/25). Innanzitutto, le immatricolazioni, 4.301, in vigoroso aumento anche grazie all’introduzione del “semestre libero” per aree medica e veterinaria (ben 900 studenti). Il totale degli iscritti attualmente è di 12.199, in leggera ripresa rispetto allo scorso anno accademico (12.054). Secondo i dati ministeriali (liberamente accessibili, ustat.mur.gov.it) erano 13.667 nel 2020/21: un calo costante negli anni, in linea con il trend nazionale.

L’ateneo sassarese si conferma tra i primi cinque atenei medi in Italia nella classifica Censis: attualmente è quarta, ma l’anno precedente era terza (nel 2020 era invece seconda). È però prima in questa fascia per la qualità delle strutture, grazie a un piano di investimenti da circa 70 milioni di euro destinati all’ammodernamento delle sedi (Polo Umanistico, Veterinaria, Agraria), al nuovo lotto di Piandanna e all’avanguardistico Centro di Simulazione Medica. L’Università di Sassari coordina l’ecosistema e.INS (Ecosystem of Innovation for Next Generation Sardinia), un progetto da oltre 130 milioni di euro volto a rilanciare la Sardegna attraverso la medicina preventiva, il turismo e l’innovazione sostenibile. A tutto questo si aggiunge l’avvio dall’anno accademico in corso del nuovo Dipartimento di Ingegneria, che consolida e sviluppa l’offerta formativa con particolare attenzione ai temi dell’intelligenza artificiale, dei dati e delle applicazioni ingegneristiche in ambiti strategici.
In tutto 620 i docenti. Nel dettaglio, 152 professori ordinari, 296 professori associati, 53 ricercatori universitari, 28 ricercatori di tipo B e 88 di tipo A, ai quali si affiancano tre collaboratori esperti linguistici. Negli ultimi cinque anni, sono stati assunti complessivamente 419 docenti, attraverso progressioni di carriera, scambi contestuali con altri atenei e l’attivazione di posizioni di ricercatori a tempo determinato di tipo A e di tipo B. Per quanto riguarda invece il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, quest’ultimo si compone di 501 figure di cui 3 Dirigenti a tempo indeterminato.
L’offerta complessiva comprende 35 corsi di laurea triennali, 21 corsi di laurea magistrali e 6 corsi di laurea a ciclo unico, affiancati da 10 corsi di dottorato di ricerca, 6 master di I e II livello e 30 scuole di specializzazione. Completano il quadro i percorsi di formazione post-lauream e abilitanti, con riferimento ai corsi per la formazione degli insegnanti, ai corsi di specializzazione per il sostegno e ai percorsi di formazione e abilitazione per la scuola secondaria.
Buone le prestazioni per l’accoglienza degli studenti stranieri. L’Università di Sassari si conferma una finestra sul mondo con 725 mobilità in uscita e l’adesione all’alleanza europea EUNICoast. Grande rilievo è stato dato alla responsabilità sociale, con i corridoi universitari per 20 studenti palestinesi e le borse di studio del progetto Sardegna Formed per studenti provenienti da contesti svantaggiati.
La scaletta è poi proseguita con Nicoletta Pinna, rappresentante dei dottorandi e degli specializzandi, e Antonio Francesco Piana, responsabile dell’Ufficio Ricerca e Qualità, intervenuto per il Personale Tecnico-Amministrativo e Bibliotecario (PTAB).

Particolarmente atteso l’intervento di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea. «Ho accettato questo invito perché l’Europa ha bisogno di ascoltare i territori – ha detto Fitto –: senza una sintesi tra le grandi sfide comuni e le specificità locali non c’è una prospettiva credibile. Il luogo naturale per costruire questa sintesi tra sfide europee e specificità territoriali è l’università: qui il radicamento con il territorio diventa un contributo fondamentale anche a livello europeo. Dobbiamo rafforzare il mercato unico con più semplificazione e capacità di adattamento, per rispondere a bisogni reali e urgenti. E, proprio in questo semestre, sotto la presidenza cipriota, stiamo lavorando per presentare per la prima volta una strategia europea dedicata alle isole, che riconosca le specificità dell’insularità e orienti meglio politiche e risorse. Perché l’obiettivo, alla fine, è uno: “Dare una risposta al diritto di rimanere”».
Ospiti musicali sono stati Maria Giovanna Cherchi, accompagnata da Manuel Rossi Cabizza, i Tenores di Bitti “Mialinu Pira” e il Coro dell’Università di Sassari diretto da Irene Dore. In conclusione, l’allocuzione della Pontefice Massima dell’Associazione Goliardica Turritana, Anda I Maxima Aurea.
La mattinata si è chiusa con la proclamazione ufficiale dell’anno accademico 2025-2026 da parte del rettore Gavino Mariotti, l’ultima del suo mandato, in scadenza il prossimo autunno (la durata è stabilita dalla legge in sei anni, non rinnovabili).









