Il Pci boccia la Regione: la sanità sassarese è al collasso
La situazione del pronto soccorso è devastante: ogni giorno si registrano tra i 70 e gli 80 accessi
Sassari. Il dilagare del covid ha messo drammaticamente in ginocchio la sanità del sassarese e dell’intera isola già provata dalla cattiva gestione degli ultimi anni. Le strutture e i servizi ospedalieri della provincia di Sassari – approdo ormai dei cittadini di mezza Sardegna – sono al collasso e le direzioni strategiche delle due aziende territoriali non forniscono risposte, ignorando e sottovalutando la gravità assoluta della situazione. La federazione di Sassari del Partito comunista italiano e la sezione “Polano-Berlinguer” esprimono piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici di tutti i settori impegnati in questi ultimi due anni a contrastare l’assalto della pandemia e il notevole ridimensionamento dei servizi per la mancanza di personale sufficiente e l’attacco alla sanità pubblica. I comunisti si riconoscono nel documento diffuso da Cgil-Cisl-uil e ribadiscono quanto segue: – Occorre che le aziende sanitarie e l’assessorato studino forme di contenimento per evitare l’approdo degli utenti unicamente all’ospedale di Sassari. La situazione del pronto soccorso è devastante: ogni giorno si registrano tra i 70 e gli 80 accessi, «con una media di permanenza di circa una settimana in attesa di un posto letto», denunciano i sindacati. Ci troviamo di fronte dunque alla sanità negata non solo per le persistenti difficoltà d’organico ma anche perché altre strutture territoriali nel nord e del centro dell’isola sono costrette a rifiutare pazienti e a dirottarli su Sassari
Non solo il pronto soccorso ma anche altre unità operative in particolare dell’area medica e chirurgica sono al collasso perché sotto pressione «a causa dei continui bisogni di ospedalizzazione», denunciano i sindacati così come le unità pediatriche e clinica ostetrica. L’apertura di una nuova unità operativa al “Marino” di Alghero rischia di restare una scatola vuota senza l’assegnazione di risorse umane e professionali. E bisogna fare in fretta. I comunisti concordano che serva l’aiuto di strutture sanitarie, già impegnate, come il Policlinico e il Mater Olbia. Ma la sanità pubblica è al primo posto. I 200 lavoratori e lavoratrici con rapporto interinale devono essere al più presto inquadrati tramite bandi di selezione o concorsi. È in atto una gravissima emergenza. I comunisti non solo sono solidali con i lavoratori e i sindacati ma chiedono un immediato pronunciamento delle istituzioni a partire dall’Amministrazione comunale di Sassari e degli altri Comuni. La Regione, dopo aver versato la tranche di 20 milioni di euro al Mater, si accorga del disastro della sanità sassarese.







