Il documentario secondo Lorenzo Hendel
Il regista della Rai (DOC3, Blu notte e Storie maledette) nei giorni scorsi è stato ospite dell’Accademia di belle arti di Sassari
Sassari. Lorenzo Hendel sa raccontare, su questo non ci sono dubbi. E non solo con la telecamera in mano. Lo hanno capito al volo tutti i ragazzi che per due giorni lo hanno seguito, interessati, negli incontri organizzati dall’Accademia di Belle arti Mario Sironi, a Sassari. Sono stati due appuntamenti dedicati a chi ha voglia di imparare a raccontare. Ma soprattutto per chi fa dei racconti attraverso le immagini un vero e proprio credo. Lorenzo Hendel, regista televisivo e documentarista, è stato responsabile editoriale della trasmissione DOC3 (lo storico spazio di Rai3 dedicato ai documentari), selezionando i documentari e seguendo gli autori nella fase realizzativa dei progetti. Oltre a essere stato regista di fortunatissime trasmissioni su Rai tre come “Blu notte” di Carlo Lucarelli o “Storie maledette” con Franca Leosini.
«Il documentario, da analizzare, per sapere realmente cos’è, non è semplice – attacca Hendel -. Si può dire, forse, cosa non è: una fiction. Tutto il resto potrebbe esserlo. Anche perché le storie che si raccontano sono vere e per questo ancor più affascinanti. È la realtà che si racconta, o meglio, che vuole farsi raccontare. Penso, infatti, che visti certi contenuti, alcuni documentari siano in grado di far concorrenza al cinema».
E non è una nicchia. Il documentario traccia trasversalmente le storie, ne coglie gli snodi in un copione non scritto ma che si evolve in continuazione.
«Il documentario è come un gerundio. È in continua evoluzione e sta a noi, dietro la telecamera, coglierne tutti gli aspetti immaginando un modo per raccontare la storia. E chi lo guarda, lo percepisce che tutto cambia, ma cambia davvero. Ed è questa la sua forza, l’appeal che esercita nei confronti del pubblico».
Lorenzo Hendel è un grande esperto di struttura narrativa del documentario, ha fatto parte delle giurie dei più importanti festival internazionali dedicati ai documentari (Idfa di Amsterdam, Hot Docs di Toronto, Mipcom di Cannes, Milano Film Festival). Una presenza di spessore per un vero e proprio nome del filone legato alla documentaristica. A Sassari ha presentato il suo libro “Drammaturgia del cinema documentario: strutture narrative ed esperienza produttive per raccontare la realtà” e commentato il suo documentario “Quando i bambini giocano in cielo” insieme al direttore dell’Accademia, Antonio Bisaccia. «La presenza di Lorenzo Hendel – ha detto Bisaccia – e le idee che è riuscito a trasmettere rappresentano un valore aggiunto di grande valore sotto il profilo formativo per i nostri ragazzi che hanno dimostrato di aver apprezzato gli incontri che abbiamo organizzato. E una cosa è certa: questo è solo il primo di una serie di attività che la nostra Accademia ha intenzione di attivare nel corso di quest’anno a beneficio degli studenti».






