Quando discriminare una donna significa autoescludersi
Gilda Usai fuori dal PSd’Az con un sms. La riflessione di Carla Puligheddu, presidente dell’Associazione delle Donne Sardiste – A.Do.S.

Porto Torres. A Porto Torres i giochi sono fatti, la coalizione sostenuta dal PSd’Az. Nonostante il buon esito conseguito, non è riuscita ad avvicinarsi alla soglia del ballottaggio. Certo, se la materia della “questione” spinosa, all’epoca dei fatti, fosse stata condotta diversamente, lo scenario di domenica 14 giugno, poteva essere un altro. Gilda Usai, portotorrese sanguigna, di reputazione ed esperienza politica onorevolissima, approda nel PSd’Az nell’anno 2013 in occasione della candidatura al Senato, chiedendone contestualmente l’iscrizione. Gilda aderisce e opera con entusiasmo e passione confidando nei suoi valori, nelle sue regole, nel rispetto dei suoi uomini e delle sue donne, convinta com’era che il Partito Sardo sarebbe stato il “luogo e lo strumento ideale” nel quale poter praticare azione politica e buon governo e per il quale spendere il proprio nome. Si mette quindi a disposizione della comunità, per conto del partito, dando un contributo misurabile non solo in termini di impegno amministrativo quotidiano ma anche in termini di voti. Parallelamente Gilda ha anche evidenziato un’ottima capacità di discernimento. Non ha mai firmato deleghe in bianco né si è mai prestata a ratificare iniziative, atti o comportamenti se non interpellata sul merito e soprattutto e se non persuasa della loro bontà. Qualcuno ha detto: “non era in linea con il partito”. Sullo sfondo della “questione” s’intravvede un tema spesso lasciato tra le righe: il rapporto con il potere. Un potere “maschile”, quello di Porto Torres. È evidente che quando la diversità stabilisce un confine che la differenza continuamente attraversa; nuove pratiche emergono dal confronto nei ruoli decisionali. Gilda ha avuto il pregio di mantenere vivo il suo stupore dinnanzi a ciò che le è apparso insensato, ingiusto, fonte di disvalore ed in quest’ottica, le relazioni al comune di Porto Torres anziché trarre profitto dal ragionevole dissenso, si sono radicate unicamente a favore di un’inflessibile diversità. Qualcuno ha dimenticato però che non si può contrapporre il principio di autodeterminazione e autorealizzazione, ad una dimensione relazionale ed inclusiva, che è una forma privilegiata dell’essere femminile. Le frequenti richieste di allinearsi a consuetudini da lei non condivise, hanno determinato un’inevitabile distanza in aperto contrasto con chi le si è rivoltato contro e le si è rivolto in termini di questo tipo: ”o ti allinei o te ne vai”. Gilda Usai ha dimostrando che è possibile schivare l’aut aut anche se, a costo di una arbitraria esclusione. La sua esperienza nel PSd’Az. Si è chiusa con un triste epilogo: un sms recapitatole al telefono cellulare che ha calpestato e mortificato le sue prerogative ed i suoi diritti di iscritta al PSd’Az nonché l’immagine e la credibilità del “mittente”. Modi di fare in cui, più o meno consapevolmente, si trasgredisce ad un codice di comportamento etico che in ultima analisi determinano quella disaffezione nella partecipazione delle donne in politica. Fortunatamente non ha leso l’immagine personale e la credibilità di Gilda Usai Cermelli che viceversa, nonostante tutto, ha dimostrato di avere consolidato. La sua candidatura per il rinnovo del C. C. di Porto Torres, il 25 maggio, infatti, ha ottenuto la fiducia del suo bacino elettorale. Quello che non si capisce è che si ha tanto bisogno di una cultura declinata al femminile per curare l’attuale classe politica dalla sua patologia più grave: l’individualismo e l’autoreferenzialità e sostituirla con la cultura del dialogo e del confronto. Quello che non si accetta è che si deve ripartire dalle donne, perché riconoscere maggiore dignità al potere esercitato dalle donne significa saldare libertà e servizio in una nuova visione del potere proprio come servizio e non come esclusiva affermazione di sé. Per questa ragione esprimo la mia stima personale e la mia solidarietà a Gilda Usai Cermelli e ribadisco l’idea delle donne Sardiste che nella politica c’è bisogno di tante donne come Lei.
Carla Puligheddu, presidente dell’Associazione delle Donne Sardiste – A.Do.S.








