Il Centro Democratico sollecita il sindaco di Sassari
Dopo i primi 6 mesi di mandato il consigliere Franco Era elenca una serie di proposte su Ztl, centro storico, zone franche urbane e campus universitario, per il quale va chiesto un incontro al presidente Pigliaru

Sassari. Tanti temi affrontati ed analizzati in poco più di quattro mesi di lavoro nelle Commissioni permanenti di Palazzo Ducale. E alcuni punti già portati a termine, a cominciare dal Puc. Ma resta ancora tanto da fare. Franco Era, consigliere comunale del Centro Democratico, sollecita il sindaco Nicola Sanna con una serie di richieste. Ecco il documento di Era.
Tenendo conto che la proclamazione è avvenuta in ritardo e che le commissioni sono state formate ai primi di settembre, in poco più di quattro mesi si sono approvate le controdeduzioni relative al PUC pubblicato, è stato inserito in bilancio il finanziamento per il Centro Intermodale. Azioni supportate anche se solo solidaristicamente dalla nutrita ed attenta rappresentanza in Consiglio regionale di esponenti del territorio che si confida potranno incidere nella giusta misura per Sassari e il Nord Sardegna. Oltre a questo le commissioni hanno già cominciato a trattare diversi argomenti ed obbiettivi del programma quali la partecipazione, la cultura, l’integrazione, le pari opportunità, le diverse abilità, la coesione e l’assistenza sociale, il PLUS, la sanità, la programmazione con proposte per i vari settori anche delle attività produttive e della informazione pubblica e privata, proposte per la realizzazione di nuove opere pubbliche e manutenzioni. Ancora Politiche abitative, ambientali, industriali e sulla produzione di energia e bonifiche lavorando a pieno ritmo praticamente quasi sempre convocate. Non si vuole promuovere il lavoro del consiglio o della giunta ma evidenziare l’impegno.
Sono in corsa anche questioni importanti su cui si lavora da decenni quali il recupero del Centro Storico, la Ztl, il campus universitario. Sul centro storico occorre insistere sulle zone franche urbane con politiche concrete di detassazione ma assistite anche da politiche di incentivazione e agevolazione finanziaria tramite accordi con istituti di credito per supportare le nuove attività produttive. Il Centro Democratico ritiene che si debba richiedere alla Regione di rifinanziare e rielaborare la Legge regionale n. 29 del 1998 per la “Tutela e valorizzazione dei centri storici della Sardegna” per il recupero urbanistico edilizio nonché ai fini del rilancio della residenzialità atteso che un gran numero di unità immobiliari risultano essere abbandonate. Ciò costituirebbe una boccata d’ossigeno per l’edilizia ormai da rianimazione. Sempre alla Regione si richiede di rielaborare una nuova legge che sia capace di incentivare per altro verso la residenzialità turistica al centro storico attraverso la promozione dell’albergo diffuso ai fini turistici rielaborando la legge regionale 12/08/1998 n. 27.
Infine occorre incentivare la residenzialità studentesca predisponendo agevolazioni per gli studenti che scelgono di abitare al centro storico formalizzando apposito protocollo tra Università, Comune e associazione proprietari e inquilini
Quanto alla Ztl il Centro Democratico unitamente al Comitato Ritorniamo al Centro già il 4 dicembre 2013 (protocollo n. 152234) aveva depositato una proposta di modifica della Ztl sottoscritta con 3.200 firme. La proposta prevedeva un compendio di zona pedonale in corrispondenza delle piazze d’Italia e Castello, largo Cavallotti, via Luzzati e piazza Tola. L’apertura in senso unico ascendente al traffico con limitatori o dossi fra Emiciclo e viale Umberto e di via Brigata a Sassari e via Cagliari. La circolazione veicolare in senso unico circolare da via Cagliari a via Brigata Sassari con ingresso del flusso veicolare discendente in via Enrico Costa. Il ripristino di alcuni stalli a fascia bianca con limite orario oltre a modifiche del senso in viale Italia. Ma al di la di tali proposte che sono state riconsiderate è di tutta evidenza che al fine di individuare la soluzione più appropriata occorre avere il coraggio di provare dei correttivi o variabili senza snaturare la valenza della Ztl piuttosto che rimanere inerti avendo timore di sbagliare atteso che ancora non è stata raggiunta la quadra.
Sul campus universitario: è legittima la preoccupazione di chi ha timore di perdere i finanziamenti nessuno sarebbe contento di rinunciare a tutti quei posti letto soprattutto gli studenti. Ed ove non vi fosse altra alternativa sarebbe lecito ipotizzare anche una soluzione nell’immediata periferia. Ma vi sono delle questioni essenziali ed oggettive che si devono considerare: prima fra tutte l’indirizzo politico programmatico della coalizione che sullo stesso ha ricevuto il consenso elettorale; secondo, la volontà degli studenti che hanno sempre votato contro una scelta di periferizzazione e il parere dell’Università: terzo, la necessità di una compatibilità tecnica urbanistica in assenza della quale deve esprimersi sull’eventuale variante il Consiglio Comunale che fa le scelte urbanistiche nel suo territorio. Contemperando tutti i vari aspetti della questione è evidente che il rischio di perdere i finanziamenti e l’insussistenza delle alternative deve essere motivata e provata al fine di prendere in esame una soluzione differente rispetto a quella contenuta nel programma dell’amministrazione sottoscritto dalla coalizione a cui anche il sottoscritto consigliere fa riferimento. Una diversa scelta deve essere quindi decisa da tutta la coalizione. Il programma dell’amministrazione prevede infatti che gli studenti non siano periferizzati ma che vivano la cultura e colgano il senso dell’identità della città vivendo il più vicino possibile vicino al centro. Tale indirizzo preelettorale condiviso da tutta la coalizione è stato infatti indicato agli elettori che in base a ciò hanno espresso il loro consenso e che per coerenza non può essere disconosciuto da alcun partito della maggioranza che governa. Ma ove non dovesse essere praticabile la collocazione nella Caserma La Marmora indicata nelle linee programmatiche, occorre prendere in esame altre alternative perché con tali somme possono riqualificarsi aree urbane e fabbricati pubblici in primis già esistenti. Perché l’utilizzo di questi denari possibilmente deve ritornare alla parte pubblica che può reinvestirli in ulteriori servizi agli studenti ed alla collettività. La cronistoria dice che l’Ersu aveva già scartato altre proposte: quella dell’ex hotel Turritania in piazza Sant’Antonio, l’ex brefotrofio di via Sant’Anna, di proprietà dell’Università, la proposta della Zanfarino srl, l’area ex Iveco tra via Rizzeddu e via Verona nella vicinanze della quale non è mai stata presa in considerazione l’area dell’ex ospedale di Rizzeddu e l’area dell’Università di circa 3 ettari tra il Tribunale dei minori e l’Orto botanico. Gli aggiudicatari attuali risulterebbe abbiano proposto un’area che è divisa in due appezzamenti da una striscia di terreno di proprietà del Comune e di un Istituto religioso e gravata di servitù. Conseguentemente così com’è non sarebbe idonea ad essere utilizzata almeno senza una variante urbanistica.
Ma, a parte quest’area e l’ipotesi della Caserma La Marmora, si è anche parlato dell’ex sede della Fondazione della Brigata Sassari già di proprietà dello stesso ente allo studio, senza dimenticare l’area proposta dall’Università che ha un prezzo per ettaro inferiore al 50% di quello della proposta classificatasi prima nel bando Ersu che cosa di non poco conto non avrebbe bisogno di varianti al Puc e risulterebbe più vicina alla città. Ma ipotesi ancora più vicine al centro potrebbero essere costituite dall’edificio dell’ex Questura e Provveditorato agli studi di proprietà della Provincia ed anche l’edificio di largo Brigata a Sassari proprietà Telecom. Questo sarebbe un tema sul quale si sarebbe potuto indire certamente un referendum cittadino, ma i sassaresi che hanno votato la coalizione e il suo programma e in varie altre forme hanno sostenendo la prospettiva degli studenti in centro. Quello che è certo è che i posti letto servono per i nostri studenti e servirebbe una struttura ulteriore anche per garantire ospitalità a quelli Erasmus che fortunatamente ormai arrivano sempre più numerosi.
Il Centro Democratico che utilizza lo slogan Diritti e Libertà porta con grande trasparenza la discussione e il dibattito su questo tema molto importante per la città universitaria di Sassari e le future generazioni, senza alcun timore di critica interno od esterno al fine di promuovere un costruttivo confronto atteso che persegue il solo preminente interesse dei cittadini e in questo caso degli studenti in particolare. Occorre quindi un incontro urgente con il presidente Pigliaru visto che la sua Giunta ha inserito la realizzazione del campus universitario nell’elenco delle opere strategiche per discutere la situazione, della scadenza dei fondi, per valutare l’eventuale richiesta di rimodulazione al Cipe ed al fine di conseguire l’obbiettivo di portare in porto quanto prima un accordo di programma integrato per definire una volta per tutte la questione.
Sulla ripresa economica e sociale: gli sforzi dell’amministrazione dovranno però essere orientati alla creazione dei presupposti per contrastare il crescente disagio economico e sociale da un lato con il fondo di solidarietà indicato nel programma e dall’altro con la costituzione ad hoc di un settore, o un nucleo in grado di progettare con efficacia per accedere ai bandi del programma europeo di finanziamento onde creare sviluppo ed occupazione. L’applicazione dei principi al centro delle zone franche urbane con forme di detassazione per la rinascita del centro storico.
Dulcis in fundo creare il collegamento strategico ferroviario con l’aeroporto di Alghero ove potrebbe predisporsi un prolungamento della pista dell’aeroporto per l’atterraggio dei grandi jet al fine di poter costituire aeroporto di Scalo per le grandi rotte, e altri strumenti di pianificazione strategica per dare a Sassari funzioni metropolitane e ruolo guida al centro dell’area vasta e quindi al centro delle politiche urbane nell’ambito della programmazione europea 2014-2020 come indicato nel programma sottoscritto e per raggiungere gli obbiettivi del piano strategico intercomunale e comunale approvato nel 2008. Tali obbiettivi ovviamente, possono raggiungersi solo con il metodo del confronto, della maggiore condivisione e con il riconoscimento a ogni componente del suo ruolo politico.
Il consigliere del Centro Democratico
Francesco Era
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