Ignazio Angioni a Sassari: Apriamo una fase nuova per il Pd

Assemblea con il candidato alla segreteria regionale. Il 26 ottobre le primarie in tutta la Sardegna. Con lui Francesca Barracciu, Giovanna Sanna, Siro Marrocu, Gavino Manca, Monica Spanedda, Giovanni Giagu e altri nomi di spicco della politica isolana

 

 

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Il senatore Ignazio Angioni

Sassari. «Aprire una fase che crei un gruppo di dirigenti per la Sardegna, con persone rappresentative di mondi e generazioni differenti e con sensibilità che si pongano l’obiettivo di affrontare con ricette nuove i problemi della nostra Isola». È questa la vera posta in palio il prossimo 26 ottobre quando il Pd sardo rinnoverà la segreteria. A ricordarlo è stato giovedì sera al Bandiera Gialla di Sassari Ignazio Angioni, candidato alla segreteria regionale, che ha incontrato sostenitori e dirigenti del partito. Il successore di Silvio Lai sarà scelto con il sistema delle primarie aperte. Tre i nomi: l’europarlamentare Renato Soru, il senatore Ignazio Angioni e Thomas Castangia. A sostenere la candidatura di Angioni una galassia composita, dagli ex Ds agli ex Popolari: fra i tanti, ci sono Francesca Barracciu, Siro Marrocu, Gavino Manca, Chicco Porcu, Tore Cherchi, Tore Ladu, Giorgio Macciotta, oltre al deputato Giovanna Sanna, che a livello nazionale fa riferimento alla stessa area di Angioni, “Rifare l’Italia”, ovvero i “Giovani Turchi” del presidente del Pd Matteo Orfini. A Sassari a sostegno del senatore democratico ci sono anche i gruppi di Monica Spanedda e di Giovanni Giagu.

IgnazioAngioni3Rinnovamento quindi. «Un conto è svolgere il compito di chi aiuta, altro è essere protagonisti di una nuova pagina, altro ancora è che quelle personalità come niente fosse anche rinunciando a fare bilanci della loro attività in questi ultimi dieci anni pensino di essere ancora le uniche persone in grado di prospettare nuove soluzioni per il partito e la Sardegna», ha detto Ignazio Angioni, che era affiancato dal consigliere regionale Gavino Manca (ulivista e “renziano doc” della prima ora), dall’assessore comunale sassarese Monica Spanedda e dall’ex consigliere regionale Valerio Meloni (area Giagu).

«In questi anni il nostro partito ha rappresentato una macchina elettorale quasi perfetta. Abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere. Ma la vittoria non basta. Voglio persone che siano protagoniste delle vittorie», ha detto Angioni, nato a Cagliari nel 1967, senatore della Repubblica dal 2013, dirigente Legacoop in aspettativa e figlio di operaio. «La nuova architettura della Regione cambierà molto probabilmente il rapporto tra cittadini ed amministrazioni pubbliche. Non abbiamo detto però nulla finora sugli strumenti di sviluppo della Sardegna. Un grande partito come il nostro non può non avere una posizione collegiale comune».

IgnazioAngioni1«Il primo atto che io cercherò di fare da segretario regionale sarà di dedicare tre giorni ad un congresso con contenuti sui problemi della Sardegna senza distinzioni tra maggioranza e minoranza», ha detto ancora Angioni. «Bisogna aiutare questa Giunta regionale a lavorare al meglio. Mi preoccupa quando sento che il problema principale è il rimpasto, perché mi viene da pensare che la visione di qualcuno sia distorta più da un posizionamento di persone che da problemi reali che ci portiamo appresso da decenni. Uno tra questi è il carico burocratico, differente nel peso rispetto a quello di altre regioni italiane. Abbiamo aggiunto ad una burocrazia delle norme nazionali un carico burocratico del tutto peculiare della Regione. Ecco perché dobbiamo rivedere alcune leggi che rischiano di ritardare la nostra possibilità di riscatto economico e sociale. Sono allora convinto che il Pd debba stare vicino alla sua Giunta».

Ed i rapporti con Renzi ed il Pd nazionale? «Vogliamo essere un pezzo importante. Ma il nostro Pd deve avere come principale obiettivo la Sardegna. Mi fa piacere che Soru parli di un partito a vocazione regionale. Troppo spesso il Pd nazionale ha dettato condizioni su vicende della nostra Regione». E Sassari? «Ho grande fiducia nell’Amministrazione sassarese. Ci sono stati problemi prima e dopo le elezioni, ma è indubbio che i sassaresi abbiano fortemente voluto Nicola Sanna come sindaco. Il Pd deve fare di tutto per rendere questa giunta comunale la più forte possibile per superare le tensioni. Alcuni interventi hanno già prodotto risultati importanti. Abbiamo bisogno di una Giunta autorevole che trovi tutto il conforto perché faccia grandi cose per la città di Sassari».

I problemi però restano. «Non veniamo dalla luna e non vogliamo giocare a fare le anime candide contro le anime nere. Dico una cosa semplice: nessuno deve essere messo all’indice dalla vita del Pd della Sardegna. Dobbiamo però abbattere recinti e sensibilità interne. Il partito sardo, a differenza dei percorsi che in quasi tutte le altre regioni italiane ha avuto il Pd, è ancora la sommatoria delle forze politiche che vi hanno dato vita. Occorre puntare a valorizzare il confronto come strumento indispensabile con impostazioni nuove per affrontare i nuovi problemi della Sardegna».

IgnazioAngioni2Dopo la conferenza stampa il senatore Angioni ha incontrato amministratori locali e simpatizzanti in una doppia assemblea. Ad entrambe è intervenuto il sindaco di Sassari Nicola Sanna, presente in questi giorni alle iniziative dei tre candidati alla segreteria regionale del Pd. «In quanto appartenente all’associazione “Rifare l’Italia” le mie simpatie sono molto vicine a quelle di Ignazio. Ho sostenuto Cuperlo a livello nazionale alle primarie dello scorso anno. Ma quando ha vinto Renzi ci siamo messi a sua disposizione per la costruzione del partito. La mia responsabilità di sindaco è di saper rappresentare tutto il partito. Dobbiamo avere la capacità di pensare che siamo al governo della città e per me la prima responsabilità e preoccupazione è governare bene Sassari». (lu.fo.)

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