I riti di Pasqua, oggi l’ultimo atto
Anche a Sassari conclusa la Settimana Santa. Venerdì scorso la Via Crucis per le vie del centro storico. Stamattina alle 10,30 in piazza Santa Caterina il rito di S'Incontru
Sassari. La Settimana Santa in tutta la Sardegna si è chiusa venerdì scorso con il rito chiamato S’Iscravamentu, ovvero la Deposizione. Un momento solenne e molto sentito che racchiude il cuore della devozione popolare. Anche Sassari ha registrato una grande partecipazione di fedeli. Oggi è invece in programma l’incontro (S’Incontru) tra il Cristo Risorto e la Madonna. Le due processioni, partite alle 10,15 dalla Trinità e dai Servi di Maria, insieme a una rappresentanza dei Gremi, si ritroveranno in piazza Santa Caterina con le confraternite riunite per poi dirigersi verso il duomo di San Nicola dove alle 11 l’amministratore diocesano Antonio Tamponi presiederà il solenne pontificale.
S’Iscravamentu e Via Crucis. La giornata del Venerdì Santo si è aperta con la processione della Madonna dei Sette Dolori, che ha attraversato il centro storico, con tappa al Duomo.
Nel tardo pomeriggio, nella chiesa della Santissima Trinità, è stata celebrata l’azione liturgica con la lettura del “Passio” e l’eucarestia. A partire dalle 18,30 il momento culminante con il rito di S’Iscravamentu, il Discendimento dalla croce del Cristo morto. Come avviene ogni anno, il pregevole simulacro ligneo del XV secolo, con le braccia mobili, già issato al mattino sulla croce al centro della chiesa, è stato deposto da due figuranti che interpretavano Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo.
Dopo le 19 è partita la processione aperta dal crocigero babbarrottu (con cappuccio bianco e croce di legno) per la Via Crucis per le vie del centro storico, a cura dell’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone (le cui origini risalgono al 1200), guidata dal priore Armando Fazzino, con la partecipazione di tutte le confraternite. In testa al corteo, anche quest’anno, la Banda musicale “Giuseppe Verdi”. Intorno alle 20 l’arrivo alla scalinata della cattedrale, con la croce e i simulacri di San Giovanni, di Cristo deposto e della Madonna Addolorata presi in consegna dall’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte (composta esclusivamente da confratelli appartenenti alle antiche famiglie nobiliari sassaresi e vestiti con il tradizionale e caratteristico saio e cappuccio nero, abito che in passato veniva indossato quando si accompagnavano al patibolo i condannati a morte) e dai volontari del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta). Dopo la benedizione di don Eugenio Cavallo, parroco di San Nicola, la processione ha proseguito il suo percorso con una sosta nella chiesa di San Giacomo, di fronte a San Nicola, per poi dirigersi verso le chiese delle Monache Cappuccine, di Sant’Antonio Abate e della Santissima Trinità. Qui, nella tarda serata, si è svolto il rito della Sepoltura di Gesù.









