Al Teatro Comunale di Sassari il Concerto di fine anno accademico del “Canepa”

Questa sera con l’Orchestra sinfonica del Conservatorio e due solisti allievi. In programma musiche di Mozart, Dvořák, Rodrigo e Chaminade. Replica il giorno dopo al Conference Center di Porto Cervo

Sassari. Il Conservatorio Canepa torna al Teatro Comunale per il concerto di fine maggio che segna la conclusione dell’anno accademico in corso. L’appuntamento è fissato per oggi, venerdì 29 maggio, alle 20.30. Come da tradizione, protagonista della serata – a ingresso gratuito – sarà l’Orchestra sinfonica, diretta da Andrea Barizza e formata da studenti e docenti del Conservatorio sassarese, insieme agli allievi solisti vincitori della selezione interna: a salire sul palcoscenico del Comunale saranno quest’anno il flautista Antonello Porcu e la chitarrista Francesca Floris.

Il programma del concerto prevede l’esecuzione del Concertino per flauto e orchestra op. 107 di Cécile Chaminade, le Danze slave n. 1, 5, 6, 7, 8 di Antonín Dvořák, Fantasia para un gentilhombre per chitarra e orchestra di Joaquín Rodrigo e infine la Sinfonia n. 35 K385 “Haffner” di Wolfgang Amadeus Mozart. L’ingresso al concerto è libero ma i posti sono numerati. Per questo motivo sarà necessario ritirare i biglietti al botteghino del teatro – massimo tre a persona – nei giorni 27, 28 e 29 maggio dalle 17 alle 20.

«Questo programma non è soltanto una successione di brani belli o celebri, ma volevo che raccontasse qualcosa del percorso compiuto durante l’anno: il rapporto tra identità individuale e lavoro collettivo, tra il solista e l’orchestra, tra lo studio tecnico e la capacità di dare senso a ciò che si suona – spiega il direttore d’orchestra Andrea Barizza –. Non è soltanto un’occasione di visibilità, ma un momento formativo vero, in cui lo studente si assume una responsabilità artistica davanti ai compagni, ai docenti e al pubblico. Il Concertino di Chaminade e la Fantasia para un gentilhombre di Rodrigo permettono due modi molto diversi di intendere il ruolo del solista: da una parte la brillantezza, l’eleganza, la cantabilità dello strumento; dall’altra una scrittura che guarda al passato e lo reinventa con sensibilità moderna, quasi come se la tradizione fosse una memoria da attraversare, non un museo da conservare sottovetro, perché a quanto pare alla musica non basta essere bella, vuole anche metterci al lavoro. Le Danze slave di Dvořák introducono invece un’energia più collettiva, popolare, corporea: sono pagine in cui il ritmo, il colore e il gesto della danza diventano una forma di racconto condiviso. La Sinfonia “Haffner” di Mozart, con la sua vitalità e il suo equilibrio, mi sembra un modo ideale per chiudere il programma, perché riporta tutto a una chiarezza superiore, a quella capacità mozartiana di trasformare energia, teatro e forma in qualcosa di immediato e necessario. Il filo rosso, per me, è proprio questo: la musica come esercizio di libertà dentro una disciplina, come spazio in cui l’individuo può emergere solo se sa stare dentro una comunità sonora. In questo senso, il concerto di fine anno non è soltanto una conclusione, ma una verifica pubblica del lavoro fatto: mostra cosa significa studiare in Conservatorio non solo dal punto di vista tecnico, ma anche umano, musicale e culturale».

Il concerto sarà replicato il giorno seguente, sabato 30 maggio, alle 18 al Cervo Conference Center di Porto Cervo, in via Porto Vecchio. L’ingresso sarà gratuito anche in questa occasione e non è necessaria la prenotazione.

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