Gruppi 1 e 2 a Fiumesanto, che fine ha fatto la demolizione?

Interrogazione dei senatori del Pd Silvio Lai, Massimo Caleo e Giuseppe Luigi Cucca al ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Chieste verifiche sull’avvio delle bonifiche del sito di E.On

CentraleFiumeSanto1Roma. «Sono passati sei mesi dalla cessazione dell’esercizio dei gruppi 1 e 2 a Fiumesanto, che ormai non sono più in grado di rispettare i limiti sulle emissioni imposti dalla UE, e non ci sono notizie sull’avvio della conseguente demolizione come previsto dall’AIA. Non vorremmo pensare ad un tentativo di rinvio delle opere e delle attività obbligatorie di demolizione, smaltimento e ripristino delle aree». Così i senatori Pd, Silvio Lai, segretario regionale sardo, Massimo Caleo, capogruppo in Commissione Ambiente, e Giuseppe Luigi Cucca, che con altri senatori hanno inviato una interrogazione al ministro per l’ambiente per sollecitare verifiche sul tema.

Silvio Lai
Silvio Lai

«Solo grazie all’atteggiamento serio e univoco del ministero dell’ambiente guidato dal ministro Orlando si è finalmente chiuso il capitolo di due gruppi altamente inquinanti che sono anche all’origine del gravissimo incidente del 2011 che ha inquinato le acque del Nord Sardegna. Non sarebbe accettabile che la società tedesca tentasse di non ottemperare ai propri obblighi, allungando i tempi con grave danno alle imprese del territorio che godrebbe da subito di oltre 20 milioni di lavori previsti. Oltretutto ora che E.On ha avviato la vendita di tutti gli asset italiani, e quindi anche della centrale di Fiumesanto, il rinvio dei lavori di demolizione dei gruppi 1 e 2 costituirebbe un costo in più per eventuali acquirenti, che non potrebbero non preoccuparsi del possibile grave inquinamento presente nel terreno dove sono situati i gruppi e l’intero impianto. Per questo abbiamo segnalato il problema con una interrogazione – dichiara il senatore Silvio Lai, anche a nome dei colleghi – al Ministro Gian Luca Galletti, lunedì in Sardegna per l’inaugurazione di una nuova iniziativa industriale nel campo della chimica verde, che ha preso impegni con i rappresentanti istituzionali del territorio, in particolare i sindaci e la presidente della provincia, di convocare immediatamente un tavolo per verificare lo stato delle bonifiche di ENI sulla zona industriale. Non sarebbe giustificabile che mentre si sollecita Eni ad accelerare le bonifiche ci si dimentichi di una bomba inquinante a pochi km di distanza che anche l’Europa ha chiaramente segnalato nel recente passato».

Infine una richiesta alla Giunta regionale. «Abbiamo salutato con soddisfazione – afferma Lai – le affermazioni dell’assessore regionale all’ambiente sul rapido riavvio del processo delle bonifiche industriali e, confido, militari. Si tratta di un argomento cui guarda con interesse l’intero sistema industriale regionale, che chiede che gli annunci degli anni scorsi si tramutino in realtà. Di questa realtà devono essere protagoniste le aziende sarde che hanno competenze adeguate. Eni – conclude Lai – ha preso impegni sul coinvolgimento delle imprese sarde e sull’avvio rapido delle bonifiche, ora aspettiamo che vengano mantenuti ma è giusto, come ha anticipato l’assessore, mettere in agenda il controllo serrato anche delle altre aziende come E.On».

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio