18 novembre, un anno dopo

Alla vigilia dell’anniversario dell’alluvione il presidente della Regione Pigliaru ha presentato il lavoro della Giunta regionale. Al primo posto prevenzione e sicurezza

 

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Francesco Pigliaru

Cagliari. Alla vigilia dell’anniversario dell’alluvione che un anno fa ha duramente colpito la Sardegna, il presidente della Regione Francesco Pigliaru, insieme agli assessori della Difesa dell’Ambiente e dei Lavori Pubblici, Donatella Spano e Paolo Maninchedda, ha presentato il lavoro della Giunta regionale, improntato all’idea di mitigazione del rischio. Politiche attive di organizzazione nella gestione della protezione civile per far funzionare in modo efficiente la macchina della sicurezza e massima accelerazione dei tempi per reperire le risorse e per ricostruire in maniera adeguata, i principi chiave della strategia.

«È preciso dovere dell’ente pubblico far sì che il rischio sia ridotto il più possibile, lavorando su tre fronti: efficacia del sistema di allarme, piccoli interventi sul territorio come la pulizia dell’alveo dei fiumi e grandi modifiche che portano a una trasformazione anche profonda di quanto già esiste, dando una accelerazione decisa per sbloccare ciò che è stato a lungo bloccato», ha dichiarato il presidente Francesco Pigliaru. «È così che stiamo agendo, mettendo al primo posto le politiche attive per la prevenzione. La protezione civile, che deve essere una macchina ottimamente organizzata in cui ognuno deve fare bene la propria parte, ora ha finalmente il Centro Funzionale decentrato e abbiamo già presentato il Manuale Operativo delle Allerte. Dopo 10 anni dall’alluvione di Villagrande del 2004, firmiamo oggi i primi due progetti dei sei per la ricostruzione, ed entro dicembre saranno appaltati lavori per 11 milioni di euro. Si sblocca anche la situazione di Capoterra, dove in primavera si apriranno i cantieri per i lavori del primo lotto, quello di Rio San Gerolamo, che saranno conclusi entro il 2015. Significa che tutto ciò che possiamo fare subito lo facciamo e, in parallelo, lavoriamo per semplificare i percorsi, con la consapevolezza che difficilmente avremo risorse per fare tutte le opere pubbliche necessarie. Da questo punto di vista, il disordine che regna in ambito nazionale crea incertezze. È tempo di avere subito da parte dello Stato un quadro chiaro di come sono state affrontate le emergenze in Italia regione per regione: sulla base di quei dati siamo decisi ad ottenere tutto ciò che ci spetta. A parità di danno, non vogliamo un euro in più rispetto alle altre regioni, ma rivendicheremo con forza qualunque euro dovesse risultare in meno».

Sulle politiche per il sistema della sicurezza è intervenuta l’assessore Donatella Spano, che ha illustrato i nuovi cardini della gestione della sicurezza, ovvero il Centro Funzionale decentrato, il Manuale operativo delle allerte e la comunicazione dell’emergenza, annunciando inoltre la presentazione di un disegno di legge istitutivo di un Fondo speciale per le emergenze che permetterà di erogare le risorse in tempi brevissimi e di trasferire le donazioni.

L’assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda ha infine fornito le cifre relative agli interventi specificando risorse disponibili, destinazioni e stanziamenti effettuati. A fronte di una stima dei danni di circa 660 milioni di euro, sono 185 i milioni disponibili di cui 16.3 milioni di fondi di solidarietà UE attesi entro dicembre e 46 milioni di euro già impegnati dall’assessorato per interventi urgenti e mitigazione del rischio idrogeologico.

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