Giovedì Concerto di Pasqua a San Giuseppe
L’orchestra e il coro da camera del Conservatorio “Luigi Canepa” saranno diretti da Andrea Raffanini

Sassari. Giovedì 17 marzo alle 21 nella chiesa di san Giuseppe si rinnova il consueto appuntamento con il Concerto di Pasqua organizzato dal Conservatorio di musica “Luigi Canepa”. L’istituzione musicale ha avviato la tradizione del concerto pasquale nell’anno accademico 2005-2006 prevedendo per questa occasione rivolta alla città una produzione affidata al coro e all’orchestra dell’Istituzione da realizzarsi in una delle chiese della città nella settimana che precede quella pasquale. Sino ad ora i concerti si sono tenuti nella Cattedrale, nella Basilica di Santa Maria e nella Chiesa di Santa Caterina, quest’anno per la seconda volta volta il concerto approda a San Giuseppe. Come da tradizione il programma del concerto prevede l’esecuzione di musiche liturgiche o di ispirazione religiosa di non frequente ascolto. Quest’anno il Coro e l’Orchestra del Conservatorio diretti da Andrea Raffanini saranno impegnati nell’esecuzione di un programma particolarmente originale e raffinato.
La serata si aprirà con “The Unanswered Question” (per orchestra) di Charles Ives a cui seguirà “Leonore III” (per orchestra) di Ludwig van Beethoven. Il concerto si concluderà con “Requiem for the living” (soli, coro e orchestra) di Dan Forrest.
Una sorta di filo rosso collega in una riflessione unica i tre brani scelti per il concerto di Pasqua. «C’è una cosa che accomuna – dice il direttore del Conservatorio, Antonio Ligios – nell’immaginario collettivo il senso della vita e quello della morte: il mistero. Cercare di dare una risposta ad una di queste due immense realtà, ha da sempre messo l’uomo di fronte ai propri limiti. Probabilmente era proprio su questo che Charles Ives rifletteva quando nel 1906 (poi revisionata nel 1930-1935) compose “The Unanswered Question”, ovvero “la domanda senza risposta”. Paradossalmente, titolo di maggiore eloquenza non si potrebbe avere e la realizzazione musicale esprime benissimo, negli interventi dissonanti e “disordinati” dei fiati, l’incapacità umana di trovare una risposta plausibile alla propria esistenza. Ma forse la domanda irrisolta di Ives trova una risposta proprio in quei valori che sono stati per Ludwig van Beethoven una fonte di ispirazione per tutta la sua parabola creativa. Senza cadere nell’ingenuità di fare biografia attraverso la musica, non si può negare che per il compositore tedesco il messaggio artistico avesse una valenza etica che fino a quel momento probabilmente mai la musica aveva assunto. E se volessimo trovare quello che per lui fosse il valore guida tra quelli che più erano in gioco negli anni della sua esistenza, probabilmente sarebbe la libertà. Non a caso l’unica opera (Singspiel, viste le caratteristiche) da lui composta, “Fidelio”, pone al centro della vicenda proprio la libertà. Nata come terzo rifacimento dell’ouverture, “Leonore III” aveva assunto dimensioni troppo importanti per ricoprire quel ruolo e ben presto era stata sostituita dalla quarta versione, oggi ancora normalmente in uso. L’ultima parte del programma propone quindi “Requiem for the living” di Dan Forrest una preghiera di pace per i morti e per i vivi per cominciare degnamente nella vita quel percorso che proseguirà con la morte e in cui i valori umani più intangibili e meno effimeri possono dare una risposta a quella domanda irrisolta con cui comincia il programma di questo concerto».
Il direttore Andrea Raffanini durante la sua attività ha diretto nel repertorio operistico, sinfonico e da camera numerose orchestre In Europa, Giappone e stati Uniti. Attualmente è docente di esercitazioni orchestrali al Conservatorio Canepa di Sassari.








