Apre l’Ambulatorio Medico di prima accoglienza della Caritas sassarese

È rivolto a stranieri temporaneamente presenti (S.T.P.) ed europei non iscrivibili (E.N.I.) nel territorio di Sassari. Martedì prossimo l’inaugurazione. Firmata la convenzione con la Asl 1

 

CaritasTurritanaSassari. Firmata da qualche giorno la convenzione con l’Azienda Sanitaria Locale 1, la Caritas diocesana gestirà l’Ambulatorio Medico di prima accoglienza per stranieri temporaneamente presenti (S.T.P.) ed europei non iscrivibili (E.N.I.) nel territorio di Sassari. Dopo alcuni mesi in cui non veniva garantita l’assistenza sanitaria agli stranieri non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale, la Caritas ha preso l’iniziativa di farsi carico di questo fondamentale servizio mettendo a disposizione struttura e organizzazione medica. Martedì 7 aprile verrà inaugurato l’Ambulatorio nei locali di via Galileo Galilei 13 in cui già opera lo studio dentistico, alla presenza dell’arcivescovo padre Paolo Atzei e del commissario della Asl Agostino Sussarellu.

Il nuovo servizio vedrà impegnati, per due pomeriggi alla settimana, 21 volontari (13 medici, 5 infermieri professionali e 3 segretarie) che si alterneranno per offrire l’assistenza sanitaria di medicina di base, pediatria e ginecologia. Nella Convenzione, che ha una durata di tre anni, vengono specificate le funzioni e le competenze della Caritas e dell’Asl 1, le responsabilità, le coperture assicurative, la formazione e l’aggiornamento dei volontari. Queste le attività che si svolgeranno (così come descritte nella Convenzione):

  1. Servizio di prima accoglienza che garantisca l’assistenza sanitaria di base, le prescrizioni per accertamenti e alcune consulenze specialistiche rivolte alla popolazione immigrata con particolare attenzione alla condizione delle donne e dei bambini;
  2. Accrescimento dell’offerta assistenziale alla donne straniere in stato di gravidanza e riduzione al ricorso all’IGV;
  3. Attività di sensibilizzazione ai programmi di prevenzione (in specie per la riduzione dell’incidenza dell’HIV, delle malattie sessualmente trasmesse e della TBC);
  4. Sensibilizzazione per il raggiungimento di una copertura vaccinale della popolazione infantile immigrata pari a quella ottenuta per la popolazione italiana;
  5. Educazione sanitaria di primo livello in relazione all’igiene e alla cura della persona, dell’ambiente di vita, delle abitudini alimentari;
  6. Prestazioni infermieristiche per la somministrazione di terapie e medicazioni di piccole ferite.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio