Florinas in giallo, conclusa domenica sera la quinta edizione
Gli ospiti dell’ultima serata sono stati Piero Mannironi, Gaetano Savatteri, Giuseppe Rizzo, Gianluca Arcopinto e Rosaria Capacchione
Florinas. Tre intense giornate, ricche di appuntamenti ed incontri, tutto dedicato al romanzo giallo e al noir, ma anche ai misteri d’Italia, alla criminalità ed al giornalismo investigativo e giudiziario. Florinas in giallo – L’Isola dei Misteri si è confermato per il quinto anno punto di riferimento per la letteratura d’inchiesta ed il racconto giallo.
Domenica sera gli ultimi incontri con gli autori. Il giornalista della Nuova Sardegna Piero Mannironi ha ripercorso insieme a Flavio Soriga alcune delle sue inchieste più celebri, dal caso Volpe al tragico rogo della Moby Prince, dal banditismo corso fino ai poligoni militari. Subito dopo lo scrittore Giuseppe Rizzo ha parlato di mafia e di Sicilia con il giornalista, già inviato per L’indipendente e per il Tg5, Gaetano Savatteri.
La serata è proseguita con un viaggio nel mondo della malavita campana. Il produttore televisivo e cinematografico Gianluca Arcopinto ha ricordato, sollecitato da Flavio Soriga, le vicissitudini legate al Laboratorio Mina di Scampia, un luogo simbolo della criminalità camorristica. Sono stati proiettati due corti realizzati dai giovani che animano il laboratorio, che prende il nome da una vittima della camorra, la numero 114 della faida di Scampia, Gelsomina, torturata ed uccisa nel 2004 ad appena 21 anni.

La conclusione della tre giorni dedicata alla letteratura noir e gialla è stata affidata alla giornalista, oggi senatrice del Pd, Rosaria Capacchione, autrice di “L’oro della camorra”, intervistata da Lalla Careddu. «Quando ho iniziato non sapevo niente di camorra. Mi volevo occupare di cultura e di spettacoli. Poi piano piano, “rubando” il mestiere, ho costruito una memoria storica degli omicidi. Da un anno e mezzo non sono più al giornale (“Il Mattino”, redazione di Caserta, ndr) ma ancora oggi seguo i fatti criminali», ha raccontato. Presa di mira da Schiavone detto “Sandokan” e da Jovine, Rosaria Capacchione oggi vive sotto scorta. Le sue inchieste sul clan dei casalesi le sono costate minacce e messaggi minatori, alcuni riferiti al pubblico del festival. Ma in Parlamento si conoscono i problemi legati alla presenza della criminalità sul territorio? «Mi sono accorta al Senato che c’è un livello di consapevolezza su questi temi molto bassa, colpa anche della scarsa rappresentanza di persone che vengono dalle zone interessate. Negli ultimi anni la selezione del personale politico non è stata rivolta a chi si occupa di queste cose ma agli esperti di economia e di lavoro. Il primo passaggio è allora fare raggiungere un livello di conoscenza almeno minima», ha detto.
La serata si è chiusa con le musiche della Tinto Brass Marching Band.






