Fiume Santo, l’eredità tedesca e la nuova proprietà fantasma

Le segreterie regionali di Flaei-Cisl e Uiltec-Uil assicurano: «Non faremo sconti neanche al nuovo arrivato EPH»

 

CentraleFiumeSanto1Sassari. «Fiume Santo è un sito in questi ultimi anni malamente maltrattato dalla multinazionale tedesca E.On. Nonostante la fuga di quest’ultima è costretto tuttavia a conservarne e subirne l’amara eredità». È quanto ricordano in una nota le segreterie regionali di Flaei-Cisl e Uiltec-Uil, che individuano cinque punti critici. «1: tutti gli incidenti ambientali procurati, con anche impatto sul territorio circostante non hanno ancora trovato soluzione sia in termini di pena verso i responsabili che di bonifica per l’ambiente. 2: la promessa di sostituire i vecchi gruppi 1 e 2 con uno nuovo moderno a ridotto impatto ambientale, vede al momento l’iniziato smantellamento dei primi ma nessuna azione per il secondo (che procurerebbe un flusso di attività lavorative vitali per un territorio stremato dalla disoccupazione). 3: l’intento di privilegiare la manodopera locale, rimane ampiamente disconosciuto visto il massiccio ricorso ad imprese esterne del continente anche per attività normalmente praticate in modo eccellente dalle maestranze locali. 4: la necessità di riduzione del personale diretto, per meri scopi di speculazione finanziaria, che ha creato uno stato di pericoloso degrado nella gestione degli impianti, affrontata con riorganizzazioni selvagge ed impopolari volte solo alla ulteriore precarizzazione ed instabilità degli stessi. 5: un ricambio di figure dirigenziali che al momento non ha comportato alcuna modifica della peggior rotta della E.On tedesca da parte della nuova EPH ceca».

«Come organizzazioni dei lavoratori ci chiediamo quindi se la nuova proprietà voglia perseguire nella tresca del “mordi e fuggi” perpetuato dalla precedente». Non solo. I due sindacati chiedono se «le amministrazioni pubbliche vogliano imporre il rispetto dei contratti e delle norme o intendano continuare a tenere “molto” larghe le maglie dei controlli» e se «i cittadini si accontentino del finanziamento pubblicitario alla squadra di calcio del capoluogo di regione o finalmente decidano di imporre come prioritarie le proprie necessità di lavoro e di salute ambientale».

«Come organizzazioni dei lavoratori e dei cittadini continueremo nel lavoro di vigilanza e denuncia senza fare sconto neanche al nuovo arrivato EPH che comunque dall’esordio, ma speriamo questa volta di sbagliare, non sembra abbia grande voglia di modificare l’immagine del predecessore».

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