Pili: intervento cardiochirurgico bloccato dalle mosche
Denuncia del deputato di Unidos. All’ospedale di Sassari stava accadendo questo. «Trasmetterò questi atti alla Procura della Repubblica. Inchiodati alle loro responsabilità i vertici della sanità»
Sassari. «Un paziente che doveva essere operato al cuore da un momento all’altro rispedito in corsia di tutta fretta. Causa: mosche in sala operatoria. Il tutto non dicerie ma atti scritti e firmati. L’oggetto della missiva che doveva restare riservata è esplicito: presenza di mosche in sala 9. Ad assumersi la responsabilità del rinvio dell’intervento è il cardiochirurgo dott. Portoghese che vista la situazione indecente nella sala operatoria blocca le procedure per avviare l’intervento. La comunicazione del direttore del presidio è chiara: Il dottor Portoghese ha dovuto rinviare l’intervento programmato per stamattina a causa della presenza di mosche nella sala 9 di cardiochirurgia. Una situazione che non ha precedenti. È sempre il responsabile del Presidio a mettere nero su bianco il disastro: la gravità di quanto accaduto fa seguito alle numerose segnalazioni sula presenza di insetti nelle rimanenti sale, per le quali evidentemente gli interventi tecnici effettuati finora non sono stati risolutori. Tra i destinatari della comunicazione il commissario straordinario. Ovvero l’inviato dell’assessore regionale a governare la sanità sassarese. Un’irresponsabilità tutta politica che assume con questo documento i risvolti giudiziari che merita. Ci sono gravissime responsabilità e soprattutto nella comunicazione si ammette che tale situazione non era sporadica, già di per se gravissima, ma era consuetudinaria. Per questo motivo il documento pubblicato è una vera e propria confessione che trasmetterò formalmente alla Procura insieme a tutti i documenti di cui sono in possesso sulla vicenda». Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili pubblicando su facebook i documenti riservati intercorsi tra le strutture da un mese a questa parte sulla vicenda chiusura sale operatorie del SS.Annunziata.

«Documenti – ha detto Mauro Pili – che devono essere a disposizione dell’autorità giudiziaria perché possa valutare l’accaduto e il rischio che hanno corso i pazienti sottoposti ad intervento chirurgico. La vicenda assume, però, un rilievo politico gestionale gravissimo. I vertici della Asl, esponenti direttamente avvallati dall’assessore della sanità, erano da mesi a conoscenza di questa vicenda e non hanno fatto assolutamente niente per risolvere radicalmente il caso. Aver tenuto aperte le sale operatorie un solo giorno in più dopo la prima segnalazione è un fatto rilevante e gravissimo proprio perché ha messo a rischio gli stessi pazienti che si sottoponevano a delicati interventi chirurgici. È scritto nella comunicazione che sono venuti meno i presupposti per operare in sicurezza a tutela della salute dei pazienti e del lavoro degli operatori. Se questi vertici avessero un minimo di dignità, da quelli locali all’assessore regionale si dimetterebbero per manifesta incapacità e per evidente irresponsabilità gestionale della Sanità Sarda. Per quanto mi riguarda – ha concluso Pili – le dimissioni sono un atto obbligato proprio per la gravità inaudita di quanto è successo nella gestione della Asl di Sassari».






