Faradda 2023, conclusione con l’Intregu a Palazzo Ducale

Dopo lo scioglimento del Voto a Santa Maria Massai e Municipalità rientrano a Palazzo Ducale

Sassari. La Faradda non si chiude con lo scioglimento del Voto a Santa Maria, quest’anno in piazza a causa della chiesa inagibile per i lavori di messa in sicurezza e consolidamento in corso. O meglio, c’è un ultimo atto che deve essere svolto al termine della lunga serata dedicata alla festa di Sassari. Dopo la funzione religiosa guidata dal padre guardiano del convento francescano e la benedizione dell’arcivescovo, i Massai e la Municipalità, con il sindaco e gli assessori, rientrano a Palazzo Ducale, insieme alle due bande che a ogni Discesa curano gli aspetti musicali dell’intero evento (quest’anno è toccato alla Banda Città di Sassari in apertura e alla Banda “Luigi Canepa” in chiusura di corteo: la prima ha eseguito i brani al momento delle danze dei Candelieri in piazza Santa Maria, la seconda è rimasta sotto Palazzo di Città per poi accompagnare sindaco e Municipalità lungo il percorso). Al rientro a Palazzo Ducale, e quest’anno è stato intorno alle tre della notte di Ferragosto, avviene l’Intregu dei Massai. Ultimo atto dell’intera Faradda, si diceva, che completa altri due momenti della giornata del 14 che vedono protagonisti i Massai. Al mattino infatti, poco dopo le 10, i Massai si recano a Palazzo Ducale e in piazza del Comune si unisce a loro il sindaco con gli assessori, che in corteo si recano a Palazzo di Città. Qui, nella sala dell’Intregu, “vestono” la bandiera bianca del gremio, che viene subito esposta al balcone, dove rimane fino alla cerimonia del brindisi “A zent’anni”. I Massai infatti chiudono la lunga processione dei Candelieri e intorno alle 21 (ma quest’anno erano le 21,50) arrivano a Palazzo di Città. A questo punto, insieme al sindaco salgono al piano superiore, nella stessa sala dove al mattino è avvenuta la vestizione. Qui, presenti le più importanti autorità cittadine e gli ospiti dell’Amministrazione comunale, l’obriere maggiore subentrante prende in consegna il gonfalone del Comune, che quindi sfila alla Faradda nelle mani dei Massai, mentre l’obriere uscente riceve dal sindaco la bandiera del gremio, rimasta esposta al balcone per tutto il giorno e ritirata solo a questo punto dal fisco maggiore (è il nome di una carica interna, ovvero l’ex obriere maggiore) uscente del gremio. Questo è il momento del brindisi “A zent’anni!”: i gremianti invitano il sindaco a unirsi al corteo. C’è insomma un rapporto strettissimo tra Massai e Municipalità.

A notte inoltrata, a Palazzo Ducale, avviene il passaggio inverso: il gonfalone del Comune rientra così nella casa comunale e viene restituito al sindaco. Secondo il disciplinare che sovrintende alla Faradda, al termine dello Scioglimento del Voto a Santa Maria il vicesindaco anticipa sindaco e Municipalità e si avvicina a Palazzo Ducale. Qui attende l’arrivo del primo cittadino. Alle 3,12, come detto, il vicesindaco Gianfranco Meazza ha accolto il sindaco Nanni Campus, al quale il Gremio dei Massai ha reso un ultimo omaggio con la bandiera, mentre le due bande “Luigi Canepa” e “Città di Sassari”, eseguivano la Marcia a Sassari di Edmondo Crovetti. A questo punto, nell’androne di Palazzo Ducale, dopo la restituzione del gonfalone del Comune al primo cittadino, si è svolto l’intregu tra obriere maggiore uscente e nuovo obriere maggiore del Gremio dei Massai, con la bandiera che viene passata direttamente dal sindaco. Gavino Venerdini è il nuovo obriere maggiore per il 2023-24 e subentra a Pierluigi Polo, che assume la carica di fisco maggiore. Obriere minore è Edoardo Usai, il segretario è Guido Mulargia. Il sindaco in carica, per tradizione, è socio onorario.

Il Gremio aveva ufficializzato le cariche sociali già il 1° maggio, in occasione della Festa Maggiore: solo al termine della Faradda sono diventate però effettive.

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E martedì prossimo, 22 agosto, con l’Ottava dei Candelieri la Faradda 2023 va definitivamente in archivio. I grandi ceri di legno verranno ricollocati nelle rispettive cappelle nelle diverse chiese in città che li ospitano nel corso dell’anno.

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