Inaugurato il Museo scientifico dell’Università di Sassari

È il mUNISS ed ha sede nel Polo bionaturalistico di Piandanna. La collezione comprende 150 mila pezzi, tra strumenti, reperti storici, esempi di animali e insetti

 

 

mUniss2Sassari. È stato inaugurato mercoledì 8 giugno nel Polo bionaturalistico di Piandanna il Museo scientifico dell’Università di Sassari, il nuovo “mUNISS”. Dopo il saluto del sindaco Nicola Sanna, hanno preso la parola il rettore Massimo Carpinelli, il delegato al Museo scientifico, memoria storica e biblioteche, Antonello Mattone, e la curatrice del mUNISS Stefania Bagella. È intervenuto il fisico Guido Tonelli. Nicolò Ceccarelli, docente del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica, ha presentato il piano multimediale di divulgazione scientifica del museo sviluppato dal Laboratorio AnimazioneDesign del DADU nell’ambito del progetto del MIUR per la Diffusione Scientifica.

L’apertura del Museo scientifico dell’Università di Sassari mUNISS costituisce un importante traguardo per il recupero e la valorizzazione delle tradizioni e delle collezioni scientifiche dell’Ateneo. L’obiettivo del museo, che raccoglie una parte delle collezioni di fisica, anatomia umana, botanica, zoologia, mineralogia, chimica, agronomia, medicina veterinaria, entomologia dell’Università di Sassari, per un totale di circa 150 mila pezzi, è non soltanto quello di conservare il patrimonio scientifico dell’Ateneo, ma quello di favorire le conoscenze e la divulgazione scientifica tra le nuove generazioni studentesche.

mUniss1Negli anni Novanta del Novecento si diffondeva nelle Università italiane la consapevolezza dell’importanza dei beni culturali a carattere storico scientifico, così caratterizzanti per le istituzioni accademiche, in linea con un orientamento generale concretizzato nelle norme nazionali sulla diffusione della cultura scientifica (legge 113/1991 e 6/2000). A Sassari il rettore Alessandro Maida costituiva nel 1998 una Commissione per la costituzione del Museo della Scienza e della Tecnica, per «l’ingente patrimonio di beni culturali a carattere storico-scientifico presenti nell’Ateneo, testimonianza concreta della storia e del progresso scientifico dell’istituzione a partire dalla sua fondazione fino ai nostri giorni». L’idea era quella di ricostruire una parte della storia dell’Università di Sassari e del suo progresso scientifico e tecnologico percepibile attraverso gli oggetti conservati in varie strutture universitarie (laboratori, istituti, dipartimenti).

Lo screening dei beni culturali dell’Università ha portato all’acquisizione di dati generali utili a conoscere e preservare le serie di materiali e i singoli elementi che testimoniano la ricerca, la didattica e la sperimentazione. Si tratta in maggioranza di apparecchiature scientifiche, piccola strumentazione, arredi, organismi vegetali o animali. Nell’Università di Sassari si trovano le seguenti collezioni: Collezione Agronomica, Collezione Entomologica, Museo Geomineralogico “Serra-Pietracaprina” presso il Dipartimento di Agraria, Collezione Anatomica presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Collezione di Botanica e Collezione Zoologica presso il Dipartimento di Scienze della Natura e del Territorio, Collezione di Botanica Farmaceutica e Collezione Farmaco- chimico – tossicologica presso il Dipartimento di Chimica e Farmacia, Collezione di Veterinaria presso il Dipartimento di Veterinaria, e Collezione di Fisica presso questo Museo scientifico.

mUniss3Le Collezioni si sono formate a partire dai primi decenni dell’Ottocento per stratificazione di acquisizioni successive e per accantonamento di strumentazioni non più in uso, oppure, fin dall’origine, con l’intento di costituire delle serie didattiche o un “Museo” (per esempio il Museo mineralogico e quello zoologico, allestiti nell’Ottocento). Il 21 aprile 2015 (d.r. n. 1152) il Museo scientifico assume la denominazione di mUNISS.

Si parte con alcuni reperti degli anni di Rolando, dal 1804, con gli encefali. Ma ci sono anche volumi antichi, apparecchi storici, collezioni di entomologia e mineralogia. Tutti i pezzi sono classificati secondo un criterio storico. Per il nuovo mUniss è stato possibile accedere ad un finanziamento di 60 mila euro, grazie ai quali è stato possibile allestire un’esposizione di 200 mq. Ma l’obiettivo è proseguire con un secondo lotto (sono previsti 600 mq).

Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre presentato il catalogo del museo curato da Stefania Bagella, Nicolò Ceccarelli e Antonello Mattone.

 

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