Dinamo, ora è campanello d’allarme

Ancora una prova incolore per i sassaresi sconfitti a Trieste 75-69. La squadra è sfiduciata e in crisi d’identità

Non giriamoci troppo intorno, la Dinamo è ufficialmente in crisi. L’ennesima battuta d’arresto, la terza consecutiva della squadra allenata da Piero Bucchi non lascia scampo a interpretazioni fantasiose o forzate. Il problema c’è e incomincia ad essere serio. Non solo non si sono visti passi in avanti, ma addirittura si è scivolati qualche gradino più in basso. Trieste non aveva mai vinto in casa e onestamente non la si può dipingere come squadrone. Intendiamoci, ha meritato di vincere, ma la Dinamo ha fatto di tutto per agevolarla con un atteggiamento scostante e senza la minima convinzione. Non è stato un bel segnale vedere i giocatori biancoblù rifiutare tiri aperti. Un indicazione chiara della poca fiducia e della mancanza di personalità che sta emergendo sempre più. Questa Dinamo è una squadra senza un vero leader che, ha perso completamente le coordinate. Vuoi per i continui cambi di assetto, obbligati dagli infortuni che si sono susseguiti, vuoi per la mancanza di fiducia che si è impossessata dei giocatori. Questa Dinamo è fragile, si scioglie come neve al sole, non ha la cosiddetta durezza mentale che serve per affrontare e superare i momenti difficili all’interno delle partite. Ora la spia è accesa e più che mai lo staff tecnico è chiamato a cercare le chiavi giuste e a (ri)trovare quella sintonia con i giocatori che si era vista ad inizio stagione e che ora sta venendo meno. A proposito di giocatori e di leader, forse dopo le prime uscite ci si era illusi che Onuaku potesse non far sentire la partenza di Miro Bilan, ma allo stato attuale non è così. Il discorso però è complesso, Bilan oltre a fare per se, era un uomo chiave, il perno attorno al quale girava tutta la squadra, il giocatore che aiutato dal miglior Robinson (che non è quello di quest’anno) faceva crescere il rendimento dei compagni. Una cosetta questa, non proprio di poco conto nell’analizzare le attuali problematiche della Dinamo.

La cronaca: Kruslin parte in quintetto a posto di Gentile. L’inizio del Banco è morbido e distratto (0-6), ma Onuaku e Robinson raddrizzano la barca (6-6). La tripla di Davis riapre il divario (17-12). I sassaresi si fanno battere troppo facilmente in uno contro uno e gli aiuti che non arrivano ingigantiscono la falla. Inconsistenza e totale mancanza di intensità sono il marchio biancoblù dei primi dieci minuti che si concludono con soli 14 punti segnati e ben 23 subiti, da una squadra, Trieste, che nella cronistoria della sua stagione, non era mai riuscita ad arrivare a tanto.

Se i segnali arrivati nel primo quarto non sono per niente incoraggianti, nel secondo le cose vanno ancora peggio; palle perse, svagatezza, passaggio a livello spalancato in difesa. Bucchi chiama un time out con i suoi sotto di 14 sul 29-15 e manda un segnale alle sue “stelle”, proponendo un quintetto con Nikolic, Krusli, Gentile, Diop e Gandini. Nikolic paga con un tecnico una reazione nervosa eccessiva ad una chiamata arbitrale, chiaro segnale dello stato d’animo della squadra. La tripla di Kruslin (30-22), mette in partita il croato fino a quel momento non positivo. Bucchi a quel punto prova a ridar fiducia ai suoi pezzi da 90, ma non viene immediatamente ripagato. Onuaku forza un paio di tiri, sbagliando scelte (37-26), ma nel finale arriva finalmente un sussulto che parte dalla difesa e sull’asse Nikolic – Onuaku si va al riposo sotto di sole quattro lunghezze sul 38-34. Per ciò che si è visto è grasso che cola.

Al ritorno in campo la Dinamo migliora l’intensità difensiva e la tripla di Robinson la riporta a -1 sul 40-39. Una palla recuperata può valere il sorpasso, ma Trieste ha una nuova fiammata con Bartley (45-39). E’ il primo momento chiave della partita, perchè la Dinamo ripiomba nell’oscurità più totale: il Banco tira da tre con 2/19, Jones, Onuaku e Robinson si caricano di falli e gioco forza si siedono. I biancoblù scivolano sino a -13 e un canestro di Nikolic manda in archivio il penultimo mini tempo sul 57-46.

All’inizio della quarta frazione Sassari da qualche timido segnale difensivo ed è grazie ad un paio di buone difese con conseguenti recuperi che si riporta a -5 (57-52) con palla in mano, ma Gentile spreca tutto sbagliando banalmente un passaggio a Bendzius. E’ il secondo ma in realtà il reale momento chiave dell’incontro, la Dinamo si squaglia mentalmente e non riesce più a rientrare nonostante Robinson provi a defibrillarla con cinque punti consecutivi. Trieste tiene e porta a casa due punti importanti, la Dinamo cade ancora e il colpo questa volta fa male.

Trieste: Gaines, AJ Patcher, 11 Davis 9, Bartley JR 20, Spencer 19, Campogrande 4, Bossi, Vildera 2, De Angeli, Ius, Lever. All.Legovich

Dinamo: Jones 11, Robinson 14, Kruslin 5, Bendzius 13, Onuaku 10, Nikolic 2, Gentile 8, Devecchi 1, Gandini, Diop 5, Chessa, Raspino. All.Bucchi

Parziali quarti: 23-13 / 38-34 / 57-46 / 75-69

Aldo Gallizzi

Articoli Correlati

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio