Dinamo, gli errori vengono da lontano
La classifica è impietosa e mette a rischio la Final Eight di Coppa Italia, un’abitudine ormai consolidata negli anni
di Aldo Gallizzi
Ebbene sì, ci eravamo illusi un po’ tutti. L’ottimo precampionato, il tutto sommato buon avvio di stagione, ci avevano fatto pensare ad una Dinamo magari senza grosse stelle, ma sicuramente più squadra rispetto a quella bruttina e senza mordente dello scorso anno. Invece con l’andare delle settimane la situazione è progressivamente peggiorata, sino a diventare molto preoccupante. Stiamo esagerando? Pensiamo di no, perché la classifica è impietosa e mette a rischio la Final Eight di Coppa Italia, un’abitudine ormai consolidata negli anni. Parlare di play off adesso sarebbe invece quanto mai inopportuno e fuori luogo, ma certo è che, continuando di questo passo non è per niente scontato riuscire a giocare la post season.
La disfatta di Brindisi ha confermato l’inadeguatezza di certi giocatori, bocciando in maniera piuttosto netta l’operato della società in sede di mercato estivo. Su tutti il reparto esterni, con Trevor Lacey e Josh Carter inguardabili e soprattutto inaffidabili. Una squadra che ha ambizioni non può consentirsi due giocatori così, il primo timido e senza attributi, il secondo assolutamente incostante. Lacey è stata una scommessa un po’ presuntosa, perché in ruolo determinante come quello di guardia, dove tutte le squadre (almeno quelle ambiziose) hanno un fuoriclasse che garantisce punti e pericolosità, servono garanzie. Gli anni scorsi nel suo ruolo c’erano stelle come Drake Diener e David Logan. Ovvero due certezze e i risultati si sono visti. Che dire di Carter, c’è poco da sorprendersi, perché se è vero che questa a livello di numeri è la sua peggior stagione da professionista, è anche vero che la sua carriera è stata contrassegnata da alti e bassi e l’affidabilità non è mai stata il suo biglietto da visita. Poi c’è Dusko Savanovic, è stato un grande giocatore, un manuale del basket che la Dinamo non si sarebbe mai potuta permettere qualche anno fa, quando era al top. L’errore non è stato portarlo a Sassari, ma pensare che un giocatore ormai a fine carriera potesse stare in campo per 30 minuti a partita, perché questo è ciò che aveva in mente coach Pasquini all’inizio. Reparto lunghi; Olaseni e Lydeka. Il primo è un bravo ragazzo, un buon giocatore, ma se in lui si cercava energia e intimidazione, bè allora anche in questo caso la scelta è stata sbagliata. Dal punto di vista della grinta ricorda un certo Kito Benson, un tipino che a Sassari non ha lasciato un gran ricordo. Lydeka invece è questo, lo è sempre stato e lo si conosceva. Può dare una mano, ma non chiedetegli magie. L’ingaggio di Gani Lawal è un ammissione di colpa, un tentativo di correggere in corsa e in questo caso la scelta potrebbe essere azzeccata e dare i suoi frutti.
Il problema principale di questa squadra però, restano gli attributi, la faccia cattiva. L’unico che ce l’ha, Johnson Odom, sta lasciando la barca, pare per sua esplicita richiesta. Al suo posto arriva David Bell, esperto americano con buone cifre e caratteristiche importanti, sia a livello di leadership e punti nelle mani, che come assist man. Un ultimo tentativo per provare a trovare l’uomo in grado di accendere proprio Lacey e Carter dal cui rendimento, che piaccia o no, dipendono le sorti del Banco. Si potrebbe poi parlare anche di Lollo D’Ercole, giocatore che quando è stato chiamato in causa ha sempre dato il suo contributo, ma che troppo spesso rimane seduto a guardare. Scelta tecnica (molto discutibile) o è successo qualcosa? Dulcis in fundo non si può non toccare l’argomento allenatore. La sensazione è che Federico Pasquini non stia riuscendo a trovare il giusto feeling con i suoi giocatori. A parte il discorso strettamente tecnico, troppe volte la squadra ha clamorosamente toppato l’approccio alla partita (Brindisi è solo l’esempio più recente) e questa spesso è una responsabilità che ricade sul tecnico, a cui spetta il compito di motivare e caricare a dovere i suoi giocatori. La sensazione generale è comunque che più di tanto da questo gruppo sia difficile ottenere e che si stiano pagando gli errori fatti al momento della costruzione della squadra. Si sa, cercare di rimediare è sempre difficile, ma ora alla Dinamo non resta che questo. In bocca al lupo.








