Dinamo, un cantiere aperto con grandissime potenzialità

La vittoria della Supercoppa e ieri la prima di campionato con Bologna. Il coach Sacchetti chiede più impegno ed attenzione

 

 

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Meo Sacchetti

Sassari. La solidissima prestazione contro l’Olimpia Milano, valsa la vittoria della Supercoppa, aveva illuso un po’ tutti che la nuova Dinamo avesse già immagazzinato e fatto suoi tutti gli elementi necessari per essere una grande squadra. La vittoria, perché di questo poi alla fine comunque si tratta, ottenuta ieri (Dinamo Banco di Sardegna 89 – Virtus Granarolo Bologna 76) in un PalaSerradimigni ai limiti dell’impraticabilità per il caldo opprimente, ha invece evidenziato come per coach Meo, letteralmente imbufalito coi suoi nel dopo gara, ci sia ancora tanto da lavorare, soprattutto sotto l’aspetto mentale. L’approccio molle e presuntuoso avuto dai suoi ragazzi contro una pimpante Bologna, non è piaciuto e soprattutto non è da grande squadra, ma da chi pensa di essere una grande squadra. Intendiamoci, niente di particolarmente grave in questa fase della stagione, dove i lavori devono necessariamente essere “in corso”, anzi un bene che il “difettuccio” sia emerso quando ancora il cantiere è aperto, perché consentirà a Sacchetti e al suo staff di dare immediatamente una raddrizzata. Le note positive comunque ci sono state e a livello di squadra riguardano la lunghezza del roster e la sua forza. Se si pensa che il centro della Nazionale italiana Cusin non ha praticamente visto il campo e che Rakim Sanders, uno dei migliori in pre-season ha chiuso con zero punti e nonostante tutto la squadra ha vinto largamente, è facilmente deducibile quali siano le potenzialità di questo gruppo. L’accelerazione data nella seconda parte del terzo quarto, quando la Dinamo si è messa a difendere ha di fatto spaccato in due la partita, con i giocatori bolognesi bravi sino a quel momento nel riuscire a trovare con continuità il canestro, che hanno addirittura incominciato, letteralmente, a non vedere più il cerchio arancione, con tre, quattro tiri definibili air ball o per dirla all’italiana: mattoni. Questo a significare che se la Dinamo non si specchia in se stessa e difende come aveva sino a ieri mostrato di saper fare, non ce n’è per nessuno. Compito di Sacchetti sarà quello di tenere sempre alta la concentrazione e l’intensità mentale dei suoi, evitando atteggiamenti presuntuosi che potrebbero costare cari, soprattutto in Euroleague. In altri tempi, muovere qualche critica dopo una vittoria ottenuta con 13 punti di scarto e con a tratti del puro show time, sarebbe stato giudicato una bestemmia, ma ora l’asticella delle ambizioni si è alzata e non accontentarsi sta alla base per compiere lo step decisivo verso il top.

Aldo Gallizzi

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