Desirè Manca (M5s), dal Comune alla Regione

Candidata alle elezioni di domenica prossima, se eletta porterà a Cagliari le istanze del sassarese. Ma non solo: «Le indennità dei consiglieri regionali sono troppo alte. Vanno ridotte drasticamente»

Desirè Manca (M5s)

Sassari. Desirè Manca è candidata al Consiglio regionale nella lista del Movimento 5 stelle. Da cinque anni è consigliere comunale e dall’opposizione non ha mai fatto mancare il suo apporto critico verso la Giunta Sanna. Se sarà eletta porterà diverse istanze sassaresi, ma non solo, direttamente in Regione. Una su tutte: la riduzione delle indennità dei consiglieri regionali, oggi ancora troppo alta. E poi l’Ats: sarà smantellata e smembrata in quattro asl. Negativo, è scontato, il giudizio sulla Giunta Pigliaru. L’intervista video è di Ico Ribichesu. Di seguito un’anticipazione.

Dopo 5 anni di Consiglio comunale lei è candidata al Consiglio regionale. Perché questo passaggio?
«Sì, dopo cinque anni da consigliere comunale ho scelto di provare a entrare in Regione perché mi sono resa conto che le vere pedine si muovono lì. È risaputo che i finanziamenti da parte della Regione agli enti locali sono sempre più scarsi ma è anche vero che le scelte politiche decidono la vita delle persone. Per cui tentiamo di arrivare in Regione per cercare di dare più dignità al nostro territorio».

Sono sassaresi Pigliaru e Ganau. Qual è il suo giudizio sui cinque anni della Giunta regionale uscente?
«Credo di non avere mai fatto mistero della totale insoddisfazione da parte della popolazione del nostro territorio. Il Movimento 5 stelle non è altro che un movimento che porta la voce della gente. Possiamo mentire, e molti partiti lo fanno, ma la realtà che si vive quotidianamente è quella di un territorio abbandonato a se stesso. La Giunta Pigliaru in cinque anni non ha messo in campo quelle strategia e soluzioni che aveva tanto decantato nella sua campagna elettorale».

E invece il centrodestra? A Roma la Lega condivide con voi il governo nazionale.
«Ho sempre detto che noi non abbiamo fatto un’alleanza con la Lega. Ci siamo ritrovati una legge elettorale nazionale che non ci permetteva, nonostante fossimo il primo partito, di andare al governo da soli. Per cui abbiamo stipulato con la Lega un contratto che stiamo portando avanti. La dimostrazione è che in questi sette mesi abbiamo iniziato a mettere in pratica quello che avevamo promesso. Dalle parole siamo passati ai fatti e questo è quello che dimostra sempre il Movimento 5 stelle».

Parliamo di problemi della nostra regione: sanità, trasporti, lavoro. Quali sono le vostre proposte?
«Sono tantissime le urgenze. Queste che lei ha elencato sono in effetti le priorità. Per il lavoro, la prima cosa che faremo sarà mettere mano alle tasse: andremo a tagliare notevolmente la pressione fiscale. La Giunta Pigliaru ha promesso tanto, ma alla fine non ha mai applicato tutto questo. Teniamo presente che abbiamo una pressione fiscale che tra tasse comunali, regionali e nazionali arriva al 72 per cento per le aziende. Poi ci sarà un occhio di riguardo per i giovani e le persone che hanno perso il lavoro e soprattutto le donne. Andremo a togliere il vecchio tirocinio e ripristineremo il vecchio apprendistato, che sarà solamente e prettamente sardo. Ancora, incentivi per aziende che assumeranno in Sardegna, un doppio bonus e incentivi per le donne.
Sulla sanità, aboliremo l’Ats e istituiremo quattro asl. Soprattutto toglieremo la politica dalla nomina dei dirigenti, che saranno scelti solo per meritocrazia. Avremo un’unica centrale acquisti per tutta la Sardegna.
Per quanto riguarda i trasporti, la Sardegna dove riprendere la sua capacità di avere voce in capitolo nella continuità marittima. E l’aeroporto, lo devo dire perché sono sassarese. C’è un disegno della politica regionale che ha cercato di spostare tutto verso Olbia. Il nostro obiettivo è di restituire a Sassari il ruolo di seconda città per importanza della Sardegna».

Francesco Desogus

Perché Francesco Desogus è il candidato giusto alla presidenza della Regione?
«Francesco è una persona magari meno conosciuta rispetto agli altri candidati governatori. È molto preparato, onesto e scelto dal popolo».

Lei ha già detto che proporrà una riduzione dell’indennità dei consiglieri regionali.
«Certo. Non si può pensare che in un contesto storico come quello attuale, specialmente sardo, un consigliere regionale possa arrivare ad avere uno stipendio di 8-9 mila euro. Non è veramente pensabile. La scelta politica del Movimento 5 stelle a livello nazionale si conosce benissimo. Si sa che tutti i nostri parlamentari e consiglieri regionali si tagliano lo stipendio. Non è possibile che i consiglieri regionali sardi possano prendere stipendi così alti. Proporremo una riduzione drastica per tutti».

 

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