“Così fan tutte” dei giovani inaugura l’anno accademico del “Canepa”
Per la seconda volta il Conservatorio di Sassari ha proposto un’opera completa. Una bella rappresentazione di uno dei capolavori del duo Mozart-da Ponte
Sassari. Con una doppia rappresentazione (sabato 8 febbraio e domenica 9) di “Così fan tutte”, uno dei capolavori operistici di Wolfgang Amadeus Mozart, su libretto di Lorenzo Da Ponte, il Conservatorio musicale “Luigi Canepa” di Sassari ha inaugurato l’anno accademico 2024-25. Un appuntamento che è ormai entrato nella tradizione e che i sassaresi ben gradiscono. E se in passato era l’angusta Sala Sassu del Conservatorio a ospitare la cerimonia, da qualche anno a questa parte è il Teatro Comunale che apre le porte a un evento che comprende una parte istituzionale e poi un concerto. O un’opera, come quest’anno per la seconda volta. Se nel 2023 era stato proposto “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, stavolta la scelta è caduta sull’ultimo titolo in ordine cronologico del trittico mozartiano su testi di Lorenzo da Ponte. Caposaldo dell’opera buffa, “Così fan tutte” non necessita di molte presentazioni. Si sa che è un capolavoro e che la musica che il genio di Salisburgo compose nel 1789-90 si colloca al top. Del resto, Mozart, autore completo che spaziava con felici risultati in tutti i generi, è stato, senza alcun dubbio, il più grande operista della storia. “Così fan tutte” è forse, rispetto a “Le nozze di Figaro”, “Don Giovanni” e “Il Flauto Magico” (che in realtà è uno singspiel), un’opera meno convincente sul piano del soggetto (che, secondo una vulgata mai confermata, sarebbe stato suggerito dall’imperatore Giuseppe II prima ad Antonio Salieri e poi lasciato a Mozart) l’infedeltà femminile. Definitivamente superate nel corso del XX secolo le perplessità che si presentarono già dalle prime rappresentazioni e che per buona parte del 1800 portarono a una uscita di fatto dal repertorio dei maggiori teatri, oggi “Così fan tutte” è una delle opere più rappresentate (fonte Operabase). Merito, come detto, soprattutto della musica. Ma, analizzandolo a fondo, è anche il libretto, con il ricorso a una lingua lontana dalla tradizione ricercata del melodramma, a contribuire a conferire al capolavoro mozartiano un carattere di freschezza artistica che manca invece a composizioni di autori di epoche successive.
Il Conservatorio “Canepa” ha quindi scelto bene, puntando su un vero e proprio gioiello musicale, ricco di geniali (beh, è Mozart!) invenzioni sonore. Un allestimento essenziale, rispettoso del libretto e molto godibile, grazie alla regia di Giovanni Scandella, autore anche delle scene, docente di Teoria e tecnica dell’interpretazione scenica, con i costumi di Carla Galleri e il disegno luci di Marcello D’Agostino. Scandella ha scelto di ricorrere all’artificio del “teatro nel teatro”: davanti alla scena è così rimasto un secondo pubblico, in abiti del 1700, costituito dal coro e dagli stessi cantanti che qui si avvicinavano confondendosi. Ci voleva proprio un evento esterno alle stagioni organizzate dagli enti lirici per poter assistere (finalmente!) a un’opera rappresentata senza le eccessive pretese interpretative (spesso al limite del sopportabile) dell’improvvisato regista di turno (perché oggi il mestiere del regista lirico sembra purtroppo accessibile anche a chi di musica poco capisce o conosce).
Bene anche i cantanti, giovani allievi che hanno garantito una qualità esecutiva che non si riscontra sempre in più blasonate produzioni, facilmente recuperabili anche sul web. Sul palcoscenico del Comunale si sono così presentati Carlotta Doppiu (soprano) e Aurora Carta (mezzosoprano), convincenti nei ruoli di Fiordiligi e Dorabella, e Filiberto Bruno (baritono) e Murat Can Guvem (tenore), rispettivamente Guglielmo e Ferrando, con quest’ultimo che ha palesato un limite evidente nell’emissione (si sentiva poco, complice la notta brutta acustica del Comunale), affiancati da una spigliata Alessia Cozzolino (soprano) nel ruolo di Despina, sostituita domenica da Alessia Salaris, e da Marco Solinas (baritono) – nel 2023 era stato un applaudito Dulcamara -, che ha proposto un buon Don Alfonso, “vecchio filosofo” napoletano (“io son uomo di pace, duelli non fo se non a mensa”). Ottima l’esecuzione del terzetto “Soave sia il vento”, uno dei brani più celebri dell’opera. Il Coro del Conservatorio è stato preparato dalla docente di Lettura della partitura Clara Antoniciello. In scena anche otto mimi.
Non ha sfigurato l’orchestra, composta da circa quaranta elementi, tra studenti dell’istituto, ex allievi e diversi docenti. Andrea Certa, maestro concertatore e direttore, docente di Accompagnamento pianistico, ha ben amalgamato palcoscenico e compagine orchestrale.
Ingresso gratuito (con prenotazione) e alla fine pubblico soddisfatto, numeroso davvero per un evento che ha visto protagonisti giovani cantanti e allievi dell’istituzione musicale cittadina. E che in parte compensa le scelte dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis”, nelle ultime stagioni concentrate soprattutto sul repertorio di fine Ottocento primi del Novecento.
La cerimonia. Prima della rappresentazione di “Così fan tutte”, sul proscenio del Comunale si sono alternati al microfono le autorità accademiche, insieme al sindaco Giuseppe Mascia e all’assessore regionale Antonio Piu. «Il ringraziamento più importante è diretto a voi che siete venuti ad abbracciare i nostri allievi. La musica è come la vita e può essere fatta in un solo modo, insieme», ha detto Ivano Iai, presidente del Conservatorio. «Quest’anno, per la seconda volta, inauguriamo l’anno accademico con un’opera lirica completa. Si tratta di un lavoro molto impegnativo che ha una valenza soprattutto didattica. La messa in scena coinvolge cento maestranze – ha precisato Mariano Meloni, direttore del “Canepa”, giunto alla conclusione del secondo mandato, come ha ricordato lui stesso –. Ringrazio tutti, studenti, docenti, personale amministrativo e l’orchestra per una tangibile dimostrazione delle enormi potenzialità del nostro Conservatorio, nonostante le risorse contenute». A breve partiranno le rassegne che il “Canepa” offre gratuitamente al pubblico sassarese, a cominciare da “I mercoledì del Conservatorio”, e i concerti sinfonici, come quelli di Pasqua e poi di primavera inoltrata. Da aprile fino a luglio sarà inoltre possibile iscriversi ai 60 corsi dell’offerta accademica. Ha inoltre preso la parola Stefano Melis Sechi, presidente della Consulta degli studenti.
“Una sinfonia per…” a Filomena Moretti. Durante l’intervallo tre i due atti dell’opera è stato inoltre consegnato per la quinta edizione il riconoscimento “Una sinfonia per…”, destinato a una personalità sarda della cultura che ha dato lustro al territorio. Quest’anno l’onorificenza è stata assegnata quest’anno alla chitarrista Filomena Moretti e consegnata dalla prefetta Grazia La Fauci, che ha presieduto la commissione per l’assegnazione del riconoscimento, a Nardo Moretti, padre della premiata, che non ha potuto intervenire alla cerimonia. Nelle precedenti edizioni erano stati premiati il trombettista Paolo Fresu, il tenore Francesco Demuro, l’ex ministro Luigi Berlinguer e il violinista Alessandro Moccia. La serata è stata presentata dalla giornalista Silvia Orrù.
Luca Foddai








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