Troppo forte Venezia, Dinamo al tappeto

I sassaresi collezionano la nona sconfitta stagionale perdendo per 73-62 al PalaSerradimigni contro la capolista. Buon esordio di Jefferson, male Gombauld e Kruslin

Non basta il buon esordio di Jefferson alla Dinamo Banco di Sardegna, sconfitta in casa dalla capolista Umana Reyer Venezia per 73-62, al termine di una partita che si è decisa fra il secondo e il terzo quarto, dove gli orogranata hanno creato un gap che la Dinamo non è riuscita più a colmare. Il Banco ha avuto un buon approccio difensivo, al quale non ha saputo dare continuità, mentre in attacco ha confermato il trend stagionale negativo, tirando malissimo soprattutto dall’arco. A parziale consolazione la prestazione di Brandon Jefferson che, nonostante i due soli allenamenti fatti coi compagni ha mostrato buone doti di leadership e di scorer, chiudendo con 15 punti e dimostrando in una partita quasi più di quanto il suo predecessore aveva mostrato in mezzo campionato. Giornata opaca invece per l’uomo di punta Tyree che non è riuscito a fornire l’apporto di cui la squadra avrebbe avuto bisogno. Male anche Gombauld, debilitato da un attacco influenzale e Kruslin freddissimo dalla linea dei tre punti. Insufficienti McKinnie, Cappelletti e Gentile, poco incisivo Charalampopoulos, troppo nervoso Diop. La sconfitta con la capolista ci può stare, ma la classifica è sempre più preoccupante perchè anche Varese con l’innesto di Mannion ha cambiato marcia e per mantenere la categoria è necessario fare qualcosa in più e trovare un minimo di continuità. Tutte le avversarie dirette si sono rinforzate e il campionato non aspetta i tempi evidentemente molto larghi della Dinamo.

La sfida con Venezia ha sempre un fascino particolare, anche se a onor del vero quest’anno i risultati e la classifica stanno ponendo le due squadre su due gradini ben distinti. Capolista la formazione lagunare, invischiata nelle zone calde quella sassarese. Le gare secche però, si sa, spesso possono riservare sorprese ed è ciò che si augurano un po’ tutti dalle parti di piazzale Segni. I tifosi saluteranno il figlior prodigo Marco Spissu oltre agli altri ex Brooks e Tessitori, ma in questo momento più che mai il pensiero è rivolto alla propria squadra e ad una vittoria che darebbe slancio a classifica e morale. Nel Banco c’è tanta curiosità per l’esordio di Brandon Jefferson, per iniziare a capire in che termini potrà aiutare la squadra, con la consapevolezza che non potrà essere la panacea a tutti i mali e che sarà comunque necessaria una crescita di tutti per pensare di essere competitivi.

Parte bene la Dinamo con Cappelletti e Tyree (5-0), la Reyer resta li e alla terza opportunità impatta con De Nicolao (7-7 a 6.18). I sassaresi forzano qualche conclusione e comunque in generale hanno le polveri bagnate, così gli ospiti mettono la freccia con Tucker e allungano con Tessitori (7-11), scrivendo un controbreak di 6-0. A metà del quarto entra Jefferson che fa così il suo esordio. Intanto, come quasi sempre accade, McKinnie ha già due falli e lascia il posto a Treier. Brooks allunga il parziale (9-0 sul 7-14), Tyree da tre finalmente lo chiude (10-14). Diop porta Sassari a -2 e prova a dare la scossa emotiva, incitando i compagni e  non rifiutando il trash talking con un paio di avversari che lo provocano. Due bombe consecutive del neo arrivato Jefferson valgono il nuovo sorpasso. Treier ha qualche problema a tenere in difesa Wiltjer e il primo quarto si chiude in perfetta parità a quota 18. E’ una buona Dinamo, attenta e concentrata, soprattutto dopo l’ingresso di Diop.

Kruslin porta a +4 il Banco, Jefferson in contropiede segna il 24-18, piazzando un altro mini break di 6-0 che costringe al time out il coach ospite. E’ comunque la buonissima difesa messo in campo dai ragazzi di Bucchi la chiave finora. La sospensione serve a Venezia che sistema qualcosina e si rimette in scia (24-21). Gentile ristabilisce le distanze su assist perfetto di Treier (26-21) che ha sulle mani la tripla del +8 ma la manda sul ferro. Cappelletti in uno contro uno brucia De Nicolao e ne mette due (28-21) ma la tripla di Casarin è provvidenziale per i veneti che bloccano l’emorragia e arrivano a -1 con un’altra bomba, questa volta di Tucker (28-27). Il time out ora lo deve chiedere Bucchi. Kruslin ha 0/3 dall’arco, ancora Tucker rimette la freccia per gli orogranata che allungano con l’ennesimo tiro dai 6.75, firmato da Brooks per il nuovo minuto di sospensione chiesto dal tecnico sassarese sul 28-32. Bucchi è costretto a rimettere dentro Jefferson e Diop, ma Tucker è immarcabile (28-34) e il Banco va negli spogliatoi sotto di sei sul 28-34 con l’inerzia girata dalla parte della capolista, in una partita abbastanza nervosa. Sassari ha un 4/21 dall’arco (19%) con Cappelletti e Kruslin che hanno entrambi 0/4. Una percentuale che deve essere necessariamente migliorata. Un pochino di sofferenza anche a rimbalzo (19-23).

Il Banco scivola subito a -16 (29-45) dando l’impressione di non avere armi in attacco e affondando in difesa. Bucchi è arrabbiato per l’approccio dei suoi nel secondo tempo assolutamente inadeguato. La differenza in classifica fra le due squadre si vede in maniera netta sul campo. Serve quantomeno una reazione nervosa, solo partendo da questo presupposto si può tenere aperta una speranza di rientrare. McKinnie è dannoso, commette ingenuamente il suo terzo fallo. Male anche Gombauld, molto involuto paradossalmente dal rientro di Diop. Tyree e Jefferson provano a dare continuità all’attacco, ma la difesa funziona poco, Venezia continua a far canestro e le distanze rimangono sostanzialmente immutate (33-47). Diop da sotto su assist di Jefferson, riporta a -8 i suoi (39-47 a 3.09 dalla fine del quarto), ma 4 punti di Brooks rimettono le cose a posto per i veneziani. Il Banco deve contenere lo svantaggio sotto la doppia cifra, per restare aggrappato alla partita e provare a giocarsi tutto negli ultimi dieci minuti. McKinnie segna il 46-53 ed è così che si chiude il terzo quarto. La partita è di nuovo aperta. anche se le percentuali della Dinamo, soprattutto da tre sono sempre molto basse (20%).

Diop segna il -5, ma Wiltjier ricaccia indietro la Dinamo dall’arco dopo la forzatura in attacco di Gentile. Ancora il capitano sul -7 sbaglia un appoggio da sotto e Venezia con Casarin risale a +9 (51-60). Sassari spreca troppe opportunità e contro Venezia nessuno se lo può permettere, tanto meno una squadra con un attacco sterile come quella biancoblù. Sul -9 (53-62) a 3.58 dalla sirena, Bucchi chiama un time out. A 2.59 dalla fine la panchina si fa fischiare un fallo tecnico per proteste e peggiora ulteriormente una situazione ormai compromessa (53-67). Nervosismo e frustrazione in casa biancoblù sono palpabili, la Reyer vince con pieno merito inguaiando ulteriormente una Dinamo in grande difficoltà.

Dinamo Banco di Sardegna – Umana Reyer Venezia 62-73

Progressione quarti: 18-18 / 28-34 / 46-53 /

Arbitri: Giovannetti, Bettini, Dori

Dinamo Banco di Sardegna: Cappelletti 6, Tyree 11, Kruslin 2, Gentile 6, Charalampopoulos 4, Jefferson 15, Treier, Diop 13, Gombauld, McKinnie 5, Raspino, Pisano. All. Bucchi

Umana Reyer Venezia: Spissu, Tessitori 11, Brooks 12, Casarin 5, De Nicolao 6, O’ Connel, Tucker 13, Wiltjier 15, Brown JR 2, Parks 9. All. Spahija

Il commento del coach della Dinamo Banco di Sardegna Piero Bucchi:  «Complimenti a Venezia che ha giocato una gran difesa, abbiamo sbattuto contro la loro fisicità. Abbiamo sbagliato molti tiri aperti, loro no. Dobbiamo pensare alle prossime gare, allungare i minuti positivi nel corso della partita. I tiratori ? Devono continuare ad allenarsi, i tiri che hanno preso erano buoni, poi è chiaro che bisogna metterli dentro. Continuiamo a lavorare sperando che la tendenza cambi. Può darsi che i ragazzi sentano la tensione perché avvertono il momento difficile della stagione. Ma bisogna stare tranquilli. Jefferson? Mi è piaciuto molto ha portato energia e voglia di combattere, sono contento del suo impatto. Ora la priorità è ritrovare confidenza e fiducia. McKinnie? Purtroppo è alla quinta o sesta partita di fila che fa due falli dopo due minuti e questa è una cosa che gli toglie ritmo, deve riuscire ad adattarsi e capire il metro arbitrale che non è quello a cui era abituato, ma ora si trova dall’altra parte dell’oceano e deve convivere con una situazione diversa».

Brandon Jefferson: «Abbiamo preso due break importanti, dobbiamo essere più equilibrati, meno emozionali e giocare di squadra. Contento della reazione finale ma la partita è stata persa prima. Abbiamo sbagliato tanti tiri aperti, se li avessimo segnati sarebbe stata una partita diversa, fa tutta la differenza del mondo. Le percentuali oggi ci hanno condannato. Dobbiamo restare compatti nei momenti in cui la squadra si sgonfia, sono qui per aiutare i miei compagni. Il pubblico? Bella atmosfera, mi dispiace non aver esordito con una vittoria. La mia partita? Ho sbagliato dei tiri che di solito metto, non sono ancora a posto con le gambe, comunque non mi servirà tanto, nella prossima partita starò già meglio».

Aldo Gallizzi

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