Il Comune di Sassari intervenga contro le barriere architettoniche
Il consigliere Giuseppe Masala (Pd) presenta una mozione rivolta al sindaco Sanna e sollecita l’adozione del PEBA, il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche. «Occorre dare un segnale di forte discontinuità»

Sassari. L’Amministrazione comunale adotti un Piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA). È quanto propone il consigliere del Pd Giuseppe Masala, che ha presentato una mozione in merito. L’iniziativa riprende una sollecitazione dello stesso Masala formulata in passato in occasione del tavolo di lavoro dedicati ai servizi sociali della Conferenza programmatica del Partito Democratico e poi ripresa con modalità più incisive in sede istituzionale da presidente di Circoscrizione.
Il punto di partenza è la Costituzione della Repubblica, che all’art. 16 garantisce il diritto alla mobilità di ogni cittadino, mentre l’articolo 3 si riferisce alla tutela dei diritti: da questo deriva l’obbligo per la Pubblica Amministrazione di eliminare le barriere architettoniche. «Con l’entrata in vigore in Italia della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità del 2006, con la legge n. 18 del 3 marzo 2009 il predetto diritto alla mobilità si è qualificato ulteriormente come diritto all’accessibilità. Tale diritto è strettamente correlato alla realizzazione di alcuni dei più rilevanti principi, a cui è finalizzata la Convenzione stessa vale a dire il diritto per le persone con disabilità alla vita indipendente ed all’inclusione sociale», ricorda Masala. Le leggi italiane prevedono l’adozione da parte dei comuni di Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). Il PEBA è uno strumento di gestione urbanistica per pianificare gli interventi per rendere accessibili gli edifici e spazi pubblici, previsti dalla legge 41 del 1986 e dalla legge quadro sull’handicap del 1992, la n. 104. Si tratta di Piani che avrebbero dovuto essere adottati, fin dal febbraio 1987, dagli Enti centrali e locali in base alle rispettive competenze sull’edificio o sullo spazio pubblico da adeguare, pena, per i piani di pertinenza dei Comuni e Province, la nomina di un Commissario ad hoc da parte della Regione. La normativa sui PEBA prevede che “Per gli edifici pubblici già esistenti non ancora adeguati alle prescrizioni del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384, dovranno essere adottati da parte delle Amministrazioni competenti piani di eliminazione delle barriere architettoniche entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge”. Inoltre “per gli interventi di competenza dei comuni e delle provincie, trascorso il termine previsto dal precedente comma 21, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nominano un commissario per l’adozione dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche presso ciascuna amministrazione”. Questa normativa è stata poi modificata dall’art. 24, comma 9, della legge 104/92: “I piani di cui all’articolo 32, comma 21, della citata legge n. 41 del 1986 sono modificati con integrazioni relative all’accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all’individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all’installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate”.
«L’Amministrazione comunale – riprende il consigliere Giuseppe Masala – ha fatto tanto negli anni passati, ed alla luce di tutti i lavori fatti in città, ha avuto molta attenzione per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ci si è mossi però senza una programmazione circostanziata, metodica, sistematica ovvero senza un piano. La città è migliorata, ma presenta ancora tante falle sulle quali abbiamo l’obbligo di intervenire. Il PEBA contiene la rilevazione e la classificazione di tutte le barriere architettoniche presenti negli spazi pubblici (strade, piazze, parchi, etc.) e negli edifici di proprietà comunale, le proposte per la loro eliminazione, la stima dei costi per gli interventi di abbattimento. Il PEBA è anche lo strumento di programmazione cui riferire le risorse finanziarie disponibili per la realizzazione degli interventi. Il PEBA, infine, è la cornice quadro per il coordinamento delle diverse politiche d’intervento rivolte all’accessibilità e mobilità delle persone disabili, non necessariamente limitate alla realizzazione di opere pubbliche, ma anche rivolte al miglioramento dei servizi prestati (trasporto pubblico, trasporto dedicato, comunicazione e informazione, etc.)».
Nel 2008 il Comune di Sassari ha istituito la figura del “referente comunale per le barriere architettoniche”, figura di raccordo tra l’Amministrazione e la Commissione Urbanistica comunale. Il tema dell’abbattimento delle barriere è all’attenzione della Giunta, tanto che il sindaco Nicola Sanna l’ha più volte indicato come una priorità. Nei giorni scorsi inoltre il presidente dell’Anci Piero Fassino con una lettera ha invitato tutti i sindaci, ad «avviare, se già non è stato fatto, le attività necessarie per l’adozione nei Comuni dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche e, soprattutto, a sollecitare ed impegnare gli organi comunali preposti perché sia assicurata la piena fruibilità degli spazi pubblici da parte di tutti i cittadini».
La richiesta di Giuseppe Masala rivolta a Palazzo Ducale è quindi di «avviare immediatamente, con il coinvolgimento delle associazioni competenti, ogni attività necessaria a giungere all’adozione del Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche per il Comune di Sassari con la massima urgenza, dando un segnale di forte discontinuità sul tema della mobilità dei disabili».






