Centrale dello spaccio a Sassari
Operava in pieno centro storico. Arrestati dai carabinieri coniugi nigeriani e un loro complice
Sassari. Smantellata dai Carabinieri della compagnia di Sassari una centrale dello spaccio nel centro storico. Nell’operazione, sono stati arrestati tre nigeriani, marito e moglie e un loro complice, sequestrati oltre 5000 euro, frutto della loro attività e sequestrati 12 grammi di eroina.
Espletate le formalità di rito, per i coniugi Humphery Enogieru (classe 1989) e Sofia Tony (classe 1986) e per il loro connazionale Williams Obasohan (classe 1988) si sono quindi aperte le porte del carcere di Bancali, dove i tre dovranno restare a disposizione dell’Autorità Giudiziaria con l’accusa di spaccio aggravato e continuato in concorso tra loro. Sarebbero almeno otto gli episodi di spaccio documentati dai carabinieri da gennaio ad oggi nella zona tra piazza Mazzotti e la parte bassa del corso, dove era stato notato un frequente viavai di noti tossicodipendenti.
Sono stati necessari lunghi appostamenti per individuare con precisione il luogo in cui avvenivano gli scambi e le dinamiche della cessione dello stupefacente, per giunta in un contesto ambientale ostile agli investigatori, caratterizzato da un non facile accesso e dalla presenza di “vedette” in grado di dare l’allarme al passaggio di forze di polizia.
La “centrale dello spaccio” è stata alla fine individuata nella stretta via Infermeria San Pietro, dove gli occupanti dell’immobile erano in grado di monitorare a distanza le vie d’accesso e riconoscere gli acquirenti prima di farli entrare nell’abitazione. La prassi era sempre la stessa: dopo aver aperto la porta blindata che proteggeva l’ingresso, veniva effettuato un primo controllo sulla strada, facendo attenzione a tenere ben chiuso un cancello in ferro posto a ulteriore protezione dell’immobile. Dopo aver identificato l’acquirente quale persona “già conosciuta”, solo in assenza di ulteriori sospetti o anomalie, veniva allora consentito l’ingresso. Per uscire si seguiva la medesima procedura: anche in tal caso era necessario assicurarsi che non vi fossero improvvisi ingressi indesiderati.
Nel corso dei servizi di osservazione appositamente predisposti, i Carabinieri in borghese della Compagnia di Sassari, una volta compreso il meccanismo, sono riusciti a fare una serie di riscontri e avere così la prova materiale che le tante visite a domicilio non erano affatto casuali. Chi si recava in quell’abitazione lo faceva con l’unico scopo di approvvigionarsi dello stupefacente e per farlo era disposto a pagare in contanti ovvero anche a cedere beni personali, come computer e cellulari.
Nella giornata di ieri l’operazione di sevizio è stata portata a termine. Dopo aver individuato idonei nascondigli, i militari dell’Arma sono restati in attesa per diverse ore e, alla prima occasione utile, quando un potenziale acquirente ha bussato alla porta dell’abitazione e gli occupanti, eseguite le verifiche di routine, hanno aperto, hanno fatto ingresso nei locali prima che gli interessati riuscissero a chiudere la porta.








