Pioggia di triple e vittoria all’overtime per la Dinamo
A Varese i biancoblu hanno la meglio dopo due tempi supplementari (113-117) trascinati dalle triple di Sosa e Dyson

Una vittoria pesante, sofferta ma voluta a tutti i costi con carattere e orgoglio a dispetto delle difficoltà e delle assenze. Senza Brooks e Sanders, con Devecchi che ha provato ma che dopo una manciata di minuti si è arreso per i postumi della botta rimediata da Cervi nell’ultimo match casalingo e con Logan non al meglio per un problemino fisico i sassaresi hanno offerto una prova di sostanza, trovando finalmente il canestro dalla lunga distanza (59 tiri da tre tentati, record assoluto) grazie alla coppia Sosa (40 punti) Dyson (30 punti). Bene anche Lawal che ha sprigionato la solita grande energia con rimbalzi, schiacciate e stoppate e benissimo il trio di italiani Chessa, Sacchetti e Formenti, fondamentali in difesa e pungenti in attacco quando sono stati chiamati in causa. A differenza di altre circostanze, questa volta non c’è mai stato un black out, casomai qualche fisiologico break degli avversari, ma niente di minimamente paragonabile agli “apagon” che hanno caratterizzato l’avvio di stagione della banda biancoblu. Proseguendo nell’analisi della prestazione dei singoli, l’unica vera nota stonata è stato Miro Todic alle prese con un calo di fiducia nel tiro dalla lunga e complessivamente poco efficace. Non a caso, nei migliori momenti della Dinamo, lo slavo ieri è rimasto seduto in panca a guardare. Diverso il discorso per l’ultimo arrivato Mbodj, al quale è doveroso concedere ancora un pochino di tempo.
Nell’emergenza la Dinamo ha comunque dato prova di grande carattere, dimostrando di aver superato la crisi delle scorse settimane e di aver imboccato la strada giusta dal punto di vista dell’atteggiamento. Vincere in un campo caldo come quello di Varese al cospetto di una squadra tosta e dotata di eccellenti individualità, non era facile e farlo nelle condizioni in cui ci è riuscita la Dinamo lo era ancora meno. Guardare la parte mezzo piena del bicchiere è dunque doveroso.
Aldo Gallizzi








