Capodanno a Sassari, la polemica corre su Facebook (e Wikipedia)
Ancora forti critiche a sindaco e assessora alla Cultura a distanza di una settimana dal flop dell’ultimo dell’anno in città

Sassari. È passata più di una settimana ma le critiche (e il disappunto soprattutto da sostenitori delusi che confidavano in un netto cambio di rotta rispetto al recente passato prepandemia con altre giunte) rimangono più accese che mai. Il Capodanno sassarese – anzi, i balli in quattro piazze cittadine organizzati per accogliere il nuovo anno – rimane al centro di discussioni e contrapposizioni. Non tanto politiche: le opposizioni sono già intervenute due volte nelle ore immediatamente successive (qui e qui). La polemica, con lo scontato corollario di espressioni anche pesanti, corre ancora sui social, su Facebook in particolare. E, seppure per lo spazio di appena tre giorni, perfino su Wikipedia.
Cominciamo allora proprio dall’enciclopedia online, che ha come caratteristica di essere aperta al contributo di tutti. Basta registrarsi e inserire modifiche a testi già esistenti, oltre a poter creare nuove voci. E così, il profilo del sindaco Nanni Campus lo scorso 4 gennaio è stato integrato con una lunga parte finale. «Nel [[2019]] si ricandida a [[Elezioni amministrative in Italia del 2019|sindaco]] di Sassari con una coalizione di lista civica. Dopo aver superato il primo turno con il 30,5% dei voti, vince al ballottaggio del 30 giugno con il 56,22%, sconfiggendo il candidato sindaco del [[centro-sinistra]] Mariano Brianda e diventando per la seconda volta dopo diciannove anni [[Sindaci di Sassari|sindaco di Sassari]]». E fin qui il testo è rimasto invariato. Ma la sorpresa è subito dopo. «Durante il suo periodo come primo cittadino, Nanni Campus diede luogo a uno dei peggiori capodanni che ci siano mai stati nel comune di Sassari, portando balli di gruppo in diverse piazze della città, inutile dire che la città era deserta dunque i cittadini hanno optato per altri comuni come Alghero, Cagliari, Olbia e Oristano, che hanno scelto (a differenza di Sassari) di portare nelle proprie piazze artisti di fama nazionale e internazionale. Criticato da chiunque (opposizione, cittadini sassaresi e non), si difende dicendo che voleva destinare fondi alle piccole aziende sassaresi che si sono impegnate ad organizzare il capodanno appunto. Non si capisce però, la scelta di destinare 6 mila euro di fondi per il capodanno a una ditta di riprese, ci si poteva aspettare quindi, una poca partecipazione a questo evento viste le aspettative dei cittadini. P.S. se queste righe verranno eliminate sarà come avere censura, buon anno».
Frasi provocatorie, in realtà un po’ lontane dallo spirito cionfraiolo tipico dei sassaresi. Stavolta insomma pochi hanno voglia di ridere. A cominciare dai revisori che approvano le modifiche ai testi (un passaggio che non è istantaneo ma che può arrivare anche alcuni giorni dopo la riscrittura). Sabato 7 gennaio alle 19,51 il testo è ritornato quello precedente, senza alcun riferimento al capodanno 2023. La motivazione? «Per le lamentele ci sono i social, se non gli uffici preposti del comune di Sassari».
Non è finita, anzi. Sempre sabato è stato diffuso e rilanciato, su Facebook ma anche su whatsapp, un breve video con il sindaco Nanni Campus, che riprendeva con alcuni commenti alcuni passaggi di un’intervista rilasciata la mattina del 6 gennaio in piazza d’Italia alla pagina di Youtube Kstv Live sulle polemiche del flop di capodanno. «Un anno in cui questa città può riiniziare, dopo il covid e le angoscie della crisi economica che ancora è presente, a vivere insieme, il segnale più importante. Vivere insieme nelle istituzioniv credo sia il segnale più bello […]. Abbiamo Alghero a 25 km. Allora non è pensabile che Sassari si metta a fare concorrenza a quello che è l’evento più importante che si svolge nella città catalana. E allora è giusto che Alghero abbia la visibilità che debba avere. A Sassari abbiamo provato a portare la musica nei quartieri. Purtroppo, devo dire, questo è stato un errore, perché in qualche maniera qualcuno ha voluto boicottare… […]. C’è stato un boicottaggio, una vera e propria aggressione soprattutto nei giorni successivi nei confronti sia del sindaco che dell’assessore, ma, come si dice, raglio d’asino non arriva in cielo. Noi continueremo a lavorare e abbiamo dimostrato che lavorando si fanno miracoli. E allora francamente non saranno certo cento imbecilli che ci spaventano o che possono infangare l’immagine di questa città. Loro dicono che l’abbiamo offesa noi. Io credo che la stiano offendendo, e molto, loro». E nei secondi finali sono state inserite delle parole di commento dall’autore del rimontaggio sui social: «Sei lontano anni luce da Sassari e dai sassaresi!!!».
Capodanno a Sassari, dall’opposizione la richiesta di dimissioni all’assessora Useri

Nei giorni scorsi era stata invece presa di mira l’assessora alla Cultura Laura Useri, oggetto di una gobbula canzonatoria in sassarese (qui il testo) sempre sull’evento dell’ultimo dell’anno in città. Un testo sul quale lei stessa è intervenuta sulla sua pagina di Facebook. «Poesie, foto, accuse sul web. Siamo oltre sarcasmo e ironia. Non v’è dubbio che la politica non sia infallibile. Le critiche e le ammonizioni dei cittadini sono un punto d‘inizio, non di arrivo. Per capire, per riflettere, e nella baraonda di una severa polemica che mi ha identificato come capro espiatorio d’ogni male, io sto davvero pensando molto. Ma siamo certi di non aver superato il limite? Scrivere poesie ad hoc, con contenuti tutt’altro che nobili, pescare immagini personali dal profilo di qualcuno, in questo caso il mio, per deriderlo o per avanzare illazioni infondate, non è oltre il limite umano che tutti dovremmo rispettare? Non viola alcune regole morali che distinguono le brave persone da quelle meno buone? Apprezzo l’ironia, molto meno la cattiveria. Da donna da sempre impegnata nel sostegno dei più deboli, da madre, da persona normale ma onesta e trasparente. E credo siamo andati oltre, tanto che ad uscirne peggio non sarà chi si impegna per migliorare, come farò io, ma chi è stato in grado di partorire tanta malvagità. Una malvagità che io, lo garantisco già oggi, non restituirò mai indietro».








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