Campus: «Sul Capodanno non mi devo scusare»
«È stata offesa l’assessore Useri». Il sindaco ribatte al capogruppo del Pd in Consiglio comunale Giuseppe Masala. Il centrosinistra abbandona l’aula
Sassari. Il flop del Capodanno sassarese è un argomento che rimane ancora oggetto di discussione non solo sui social ma, giovedì pomeriggio, anche in Consiglio comunale. «Non devo porgere le scuse a nessuno. Semmai, se c’è qualcuno che si deve scusare in questa città sono quelli che hanno offeso non tanto il sindaco che, per usare un termine che si usava molti anni fa, se ne frega, ma chi ha offeso l’assessore Useri». Il sindaco Nanni Campus ha replicato così al capogruppo del Pd, Giuseppe Masala, che in apertura di seduta ha presentato una mozione d’ordine prendendo la parola a nome di tutta l’opposizione di centrosinistra. «Invitiamo il sindaco a compiere un gesto che abbiamo atteso invano dal 7 gennaio scorso», ha esordito Masala, sollecitando così il primo cittadino a presentare le scuse ai sassaresi per le parole utilizzate in un’intervista rilasciata il 6 gennaio e «che ha fatto il giro in migliaia di smartphone di nostri concittadini diventando virale. Affermazioni false, supponenti, offensive, che tanta indignazione e sdegno hanno provocato in tutta la città. Apostrofare come “imbecilli” quanti (tanti) l’hanno criticato in ogni modo, raccontare che il clamoroso e colpevole flop del Capodanno sia stato causato da un misterioso boicottaggio architettato in città, offendere tutta la città senza distinzioni definendo le critiche “ragli d’asino”, vede, per noi è inaccettabile e non è assolutamente accoglibile. Un sindaco non può e soprattutto non deve permettersi di dare dell’imbecille a nessuno né tantomeno può e deve permettersi di insultare nessun concittadino. A meno che, oggi, in questa sede istituzionale, la più alta e nobile di questa città, il sindaco non dovesse dare una spiegazione o, meglio, porgere le scuse per quel momento di sfogo dettato probabilmente dalla stanchezza o dalla eccessiva pressione mediatica».
«Mi chiedevo chi sarebbe stato ad aprire le danze, ne prendo atto – ha replicato Nanni Campus –. Innanzitutto vorrei capire perché da tre anni e mezzo ci sia una minoranza convinta di parlare per tutta la città. Continuamente sentiamo “sindaco, se ne vada”, “sindaco, dia le dimissioni”, “la città non la vuole, non la ama”, “la città si sente offesa”. Mi pongo il problema se parliamo di due città diverse, perché anche io vivo la città, ricevo e parlo con persone, tutta la giunta riceve persone, altrettanto i consiglieri. Voi parlate con una parte di città, minoritaria per la verità, perché se siete lì in numero ridotto e non qui dove sto io probabilmente la vostra città è più piccola dell’altra. E questo è un dato di fatto inoppugnabile, non offende nessuno, è un dato storico. Vorrei davvero capire allora chi via ha dato la patente di sentirvi i messaggeri di 126mila residenti. Parliamo di offendere? Certamente credo che in questi 40 giorni abbiamo davvero sentito offendere in maniera diretta sindaco e assessori, e in particolare in maniera particolarmente schifosa l’assessora Useri, offesa come donna, come mamma e come moglie. E quando si arriva a offendere in maniera diretta una donna in quanto donna, credo che davvero si sia toccato il fondo. Penso allora che la definizione di imbecilli sia il minimo che possa dire in pubblico, perché de visu direi a queste persone esattamente cosa penso io di loro in maniera molto ma molto chiara. E anche chi ha pensato di buttarla in cionfra scrivendo una gobbula che parrebbe simpatica ma che è piena di sottintesi volgari nei confronti di una donna, definirlo imbecille è il minimo che la mia educazione mi consentiva di dire. Se qualcuno si senta offesa lo venga a dire alla mia persona e spiegherò ancora di più come li giudico».
Capodanno a Sassari, la polemica corre su Facebook (e Wikipedia)
«Siamo qui, stiamo lavorando, riceviamo messaggi come li ricevete voi – ha proseguito Campus –. Probabilmente ne riceviamo anche di più, perché in qualche maniera noi con la città abbiamo preso un impegno maggiore di quello che avete preso voi o per meglio dire, la città a noi ha dato un impegno molto maggiore di quello che ha voluto riconoscere a voi dopo 15 anni di cattiva gestione».
Parole che hanno irritato il centrosinistra che ha immediatamente abbandondato l’aula, affidando a una nota le motivazioni della decisione. «Il sindaco non solo non ha colto l’occasione per fornire spiegazioni circa le sue esternazioni, non solo non ha neanche provato ad abbozzare una scusa verso la cittadinanza, ha voluto eludere il tema rivolgendo irricevibili affermazioni verso chi non solo esercita un ruolo in quell’aula, ma come tutti sanno in questa occasione ha espresso il giudizio della città nei suoi confronti. Il sindaco seguita a usare argomenti da campagna elettorale quando proprio la sua maggioranza ha perso pezzi e si regge grazie a chi era candidato contro di lui come il M5stelle cittadino che si mostra cieco di fronte a questa situazione. Questo reiterato e ottuso comportamento verso il Consiglio Comunale e verso la città ha determinato la nostra uscita dall’aula. Noi riteniamo che la città abbia compreso che tipo di guida ha questa città, ci auguriamo che questa città sappia voltare pagina quanto prima». Firmato Partito Democratico (Giuseppe Masala, Fabio Pinna, Giuseppe Mascia, Carla Fundoni), Futuro Comune (Marco Dettori, Mariano Brianda) e Italia in Comune (Lello Panu).
«È un piacere vedere la vostra educazione – ha controreplicato il primo cittadino mentre i consiglieri di centrosinistra lasciavano la seduta –. Sono molto sereno perché so di rappresentare la città. Probabilmente la vostra uscita non può che sollevare il livello di questa sala consiliare. Ci vuole rispetto per l’aula, per il mandato elettorale, per la città».









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