Campus universitario, Poggiu contro Serra

Duro contrasto interno all’Ersu di Sassari. Il presidente chiede alla direttrice di annullare la determina con la quale si annulla la graduatoria sui terreni destinati alla residenza studentesca

 

PoggiuSerraSassari. E sul campus universitario scoppia un duro contrasto tutto interno all’Ersu tra la direttrice Maria Assunta Serra ed il presidente Gianni Poggiu. È infatti di martedì scorso la lettera, portata a conoscenza dei vertici dell’Università, del sindaco di Sassari e del presidente della Regione, con la quale il presidente dell’Ersu sassarese contesta la determina del 21 maggio con la quale la direttrice Serra chiudeva definitivamente, di fatto cancellandola, la graduatoria che individuava i terreni adatti a ospitare la residenza studentesca da 40 milioni di euro.

«Ho esaminato la determina n. 37 del 21 maggio 2015, da Ella adottata, che non condivido affatto», rimarca Poggiu. «Pertanto, con la presente La invito a valutare la (giuridica) possibilità di provvedere ad un suo annullamento in sede di autotutela, mentre l’opportunità di una tale decisione è stata dal sottoscritto già ampiamente ritenuta sussistente, per le seguenti ragioni: (a) intanto segnalo alcune imprecisioni ed omissioni ivi contenute per quanto attiene gli incontri avvenuti – alla presenza della S.V. quale verbalizzante – con il Sindaco di Sassari ed il Rettore dell’Università di Sassari. In tali occasioni, proprio al fine di salvaguardare le risorse destinate al progetto Campus Universitario oltreché evitare azioni legali – anche di natura risarcitoria – da parte della società aggiudicatrice del bando pubblico per l’area Campus, tanto nei confronti dell’Ersu quanto personalmente nei confronti degli organi di vertice politico e amministrativo, era stato chiarito (per ben tre volte) che al fine di interrompere l’iter del bando stesso il Comune di Sassari avrebbe dovuto impegnarsi a dare una risposta (positiva o negativa) sulla possibilità che l’area aggiudicatrice “provvisoria” potesse ottenere una variante urbanistica necessaria alla realizzazione del progetto. Questo parere, la cui competenza è del Consiglio Comunale, avrebbe consentito di procedere o non procedere alla aggiudicazione definitiva della predetta area».

C’è poi un secondo punto da ricordare. L’8 maggio scorso c’è infatti stato un vertice negli uffici dell’Assessorato regionale della Pubblica Istruzione in viale Umberto a Sassari, alla presenza dell’assessor Firino, del sindaco di Sassari, del rettore dell’Università e dello stesso Poggiu. Alla fine si è unanimemente convenuto che «onde evitare di interrompere l’iter del bando pubblico per l’assegnazione definitiva del progetto Campus, stante la resistenza opposta dal sindaco e del rettore che chiedevano l’individuazione di altri siti per la realizzazione del campus, il che avrebbe significato abbandonare la procedura di gara in corso con le immaginabili conseguenze in sede giudiziaria, l’assessore dott.ssa Firino si rivolgesse all’ufficio legale della Regione Sardegna per chiedere un parere in merito all’esistenza o meno delle segnalate criticità indicate da sindaco e rettore, nonché una specifica indicazione di come, eventualmente superare dette criticità (ove esistenti)».

La risposta non è però ancora pervenuta. «Davvero non comprendo la frettolosa adozione della citata determina n° 37/2015, peraltro assunta senza il conforto dell’organo politico dell’Ersu (che rappresento), senza adeguatamente valutare le conseguenze di una siffatta scelta anche in ottica risarcitoria che i proprietari dell’area aggiudicatrice provvisoria del bando pubblico, che proprio (5) giorni fa hanno inoltrato l’ennesima richiesta di accesso agli atti, potrebbero richiedere».

«Infine – conclude Poggiu –, non posso che richiamare le mie numerose sollecitazioni (protocollate dal mese di febbraio 2015), sui ritardi evidenziati riguardo l’iter del Bando per l’area Campus, dirette ad un controllo gestionale dovuto al ruolo che mi compete, tenendo conto che la commissione tecnica nominata dall’Ente per valutare le offerte pervenute aveva chiuso i lavori il 18 novembre 2014».

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