Assemblea a Fiume Santo, verso lo sciopero

Negativa la procedura di raffreddamento, spiegano Flaei-Cisl e Uiltec-Uil. «L’Azienda non ha mai coinvolto le segreterie nazionali sulla riorganizzazione locale»

 

 

AssembleaFiumesanto10dic2015Sassari. Giovedì scorso, presso la centrale di Fiume Santo, è stata convocata l’assemblea dei lavoratori convocata da Flaei-Cisl e Uiltec-Uil. «Il 10 dicembre, nonostante l’evidente boicottaggio aziendale (sala riunioni chiusa e con temperature polari) e di altre organizzazioni (nel tentativo di non far partecipare i lavoratori) – è riportato in una nota delle organizzazioni sindacali –, si è svolta l’assemblea alla presenza delle segreterie nazionali. Dopo la presentazione della situazione da parte delle segreterie regionali di Flaei e Uiltec e grazie al contributo di numerosi interventi, i segretari nazionali di Flaei e Uiltec hanno con i loro interventi confermato la bontà delle posizioni assunte dalle nostre organizzazioni a tutela di tutti i lavoratori di Fiumesanto. È stato confermato infatti che l’Azienda non ha mai coinvolto le segreterie nazionali per avviare un confronto sulla scellerata riorganizzazione imposta localmente, né ha mai concordato a quel livello di delegare ai territoriali il confronto. È stato confermato che quanto fatto dall’Azienda a Fiumesanto non ha eguali in altre Aziende, nemmeno in quelle che stanno chiudendo impianti, e questo atteggiamento di EPH è assolutamente da contrastare per evitare danni sia ai lavoratori direttamente interessati sia all’intero sistema di relazioni del settore elettrico.

«Peraltro le segreterie nazionali confermano i dubbi sulle reali intenzioni di EPH circa il futuro della centrale e dell’intero ramo aziendale italiano, e si apprestano a chiedere conto il prossimo 15 dicembre direttamente all’Amministratore Delegato delle prospettive future per Fiumesanto come anche del perché si tenta di imporre una riorganizzazione a Fiumesanto in dispregio delle normali relazioni tra sindacato e Azienda. L’11 dicembre abbiamo invece svolto in Prefettura la procedura di raffreddamento dopo la nostra dichiarazione di stato di agitazione. Abbiamo in primo luogo evidenziato che i tempi imposti dall’Azienda ci impediscono di attivare azioni di sciopero prima del 7 gennaio, e come ancora una volta responsabilmente abbiamo atteso i tempi (volutamente lunghi) di EPH senza trovare altrettanta responsabilità da parte dell’Azienda. Dopo una illustrazione nel merito da parte nostra dei motivi dello stato di agitazione, l’Azienda ha tentato, con argomentazioni tentennanti e scorrette, di convincere la prefettura della bontà delle proprie azioni, chiedendoci di riprendere genericamente i confronti locali, senza chiare garanzie e senza modalità certe di rispetto delle reciproche regole di relazione. A questo timido ed improprio invito abbiamo contrapposto la richiesta che l’Azienda rinunci ad azioni prepotenti e ripristini il rispetto sia delle regole condivise, sia dei legittimi diritti di azione sindacale delle nostre due organizzazioni e dei propri rappresentanti. Abbiamo pertanto espresso un giudizio di conferma delle motivazioni della vertenza, notificando alla prefettura la probabile attivazione di azioni di mobilitazione nei prossimi giorni. Senza apertura concrete da parte dell’Azienda, a partire dall’incontro nazionale del giorno 15 dicembre, sui temi che abbiamo posto nella dichiarazione di stato di agitazione, anche con il conforto delle nostre segreterie nazionali attiveremo le azioni di mobilitazione utili a tutelare i diritti dei lavoratori di Fiumesanto».

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