Assegnata la Dote di San Nicola
Nel giorno della festa del patrono di Sassari sono state estratte le parrocchie del Duomo, di Mater Ecclesiae e di Sant’Apollinare
Sassari. Mercoledì 6 dicembre i sassaresi hanno rinnovato la devozione al loro patrono, San Nicola. Ancora una volta il duomo, a lui intitolato, ha accolto i fedeli che hanno partecipato al solenne pontificale presieduto dall’arcivescovo Gian Franco Saba. Una celebrazione che è culminata, al termine della messa, nel rito dell’estrazione della Dote del santo, vescovo di Mira ed esempio di carità cristiana. «Nicola partecipò e fu protagonista del Concilio di Nicea del 325. In quell’occasione si stabilì che il Padre e il Figlio sono della stessa sostanza – ha detto monsignor Saba nell’omelia –. Nicola manifestò la sua vicinanza a Dio, rigettando la tesi avversa (sostenuta da Ario, ndr) e ancora oggi ci rende partecipi di questa visione: una Chiesa della vicinanza, della prossimità. Si tratta di un’attitudine dell’anima, un modo di porgersi con l’ospitalità e non con la chiusura. Nicola è stato pagina vivente di Cristo e anche noi siamo chiamati a essere una Chiesa di vicinanza, che non significa essere sempre connessi a internet o ai media o trascorrere tempo in cose inutili. Vicinanza significa assumere un atteggiamento di responsabilità verso gli altri. È allora questa la Chiesa del seme caduto in terra e che matura un nuovo modo di sentire e vedere le cose alla luce del Vangelo». La chiesa della vicinanza non è quella delle manifestaizoni teatrali ma della presenza, ha insistito l’arcivescovo. Non solo «È anche una chiesa del linguaggio e che rende viva la parola del Signore, facendola risuonare con quella discrezione con cui la fece risuonare Nicola». E poi il riferimento diretto a Sassari. «Viviamo un tempo nel quale la nostra città sarà segnata da cose importanti anche dal punto di vista sociale. Siamo chiamati a compiere scelte di inclusione, frutto dell’impegno, come sottolineo nel Messaggio in vista del Natale, che ho presentato in questi giorni».

«La vicinanza – ha insistito Saba – è propria di una Chiesa che sa guardare e che punta a ospitare. “Colui che pensa sa anche vedere” ci dice la tradizione greca che fu fatta propria dalla Chiesa cristiana delle origini. Ecco perché siamo chiamati sempre a contemplare la presenza di Dio, altro aspetto del magistero di Nicola, che ha pensato non secondo le logiche terrene o umane ma proiettandosi a giudizio verso la casa ospitale nella quale un giorno ci ritroveremo. È questa l’ospitalità del Paradiso. Dante, alla fine del Purgatorio, parla, riferendosi al Paradiso, di un locus amenus, di suoni e melodie, di frutti buoni», ha proseguito il presule. «Nicola è un esempio per il suo dedicarsi a Dio ed è importante che una città si riconosca in un santo patrono, ammirato da credenti e non credenti, ma anche da appartenenti ad altre fedi. Questo ne fa una figura civica che trasmette messaggi oggi sempre validi».
«La vita cristiana – ha ripreso Saba – è partecipazione alla comunità religiosa e civile. Ogni chiusura nel proprio io isolato non giova a sé stessi né alla comunità. Entrare in una logica di pensiero ospitale significa passare da una visione isolata a una di comunione, attenta a promuovere cammini per la cultura della pace e dell’inclusione, vedendo in modo diverso l’alterità. Voglio richiamare un testo di Luigi Tenco, che nella “Ballata del marinaio” raccontava del militare che ha l’ordine di eliminare un nemico. Lo fa, ma mentre questi va a fondo scopre che si tratta di un suo simile che portava in tasca le stesse cose che anche lui aveva portato con sé prima di combattere».
Al termine della messa il parroco della chiesa cattedrale monsignor Marco Carta ha guidato l’estrazione delle parrocchie che beneficeranno della Dote di San Nicola, ovvero un sostegno economico riservato alle ragazze che affrontano il matrimonio. Sono state estratte le parrocchie di San Nicola-Santa Caterina, di Sant’Apollinare e di Mater Ecclesiae. In totale erano quattro le parrocchie iscritte: oltre alle tre estratte c’era infatti anche Gesù Buon Pastore. La dote di quest’anno consiste in una somma di 8mila e 500 euro assegnati a ciascuna delle tre spose; alla quarta andranno comunque 5200 euro. Per tutte anche capi di corredo donati dai commercianti. Il fondo per il 2023 è stato di 30700 euro (Comune di Sassari 14 mila euro, Fondazione Fanny Righi 6mila, Fondazione Sardegna 5mila, Fondazione Accademia 2000 euro, Inner Wheel Club Sassari Castello 400, Congregazione dei Filippini di Sassari 500, parrocchia di Mater Ecclesiae 300, San Nicola e Santa Caterina 300, Sant’Apollinare 200, altre offerte da privati pari a 2000 euro, più le fedi nuziali per una coppia offerte dalle gioiellerie Ledda Ruiu e Linea Oro Mesina). Lo scorso anno il fondo a disposizione era invece di 36710 euro.
Hanno partecipato alla concelebrazione parroci e superiori degli ordini religiosi, oltre all’abate di San Pietro di Sorres dom Luigi Tiana. Il Vangelo è stato letto dal diacono don Emanuele Piroddu. Sono intervenuti il coro della parrocchia di San Nicola, i gremi dei Calzolai, dei Fabbri, degli Autoferrontravieri (questi tre hanno il candeliere a San Nicola) e dei Massai, le confraternite dei Misteri e di Santa Croce, i Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme, i cori di Usini e di Nulvi, il gruppo folk San Nicola di Sassari. In conclusione, ha preso la parola il sindaco Nanni Campus per un saluto e un ringraziamento alla Diocesi e a tutti i sassaresi. Tra le autorità presenti, il rettore Gavino Mariotti, il comandante della Brigata Sassari generale Stefano Messina, il presidente dell’Assemblea Civica comunale sassarese Maurilio Murru, assessori e consiglieri comunali.
In piazza Duomo, la Coldiretti anche quest’anno ha proposto alcuni stand natalizi con prodotti tipici sardi. A vigilare sulla manifestazione due Carabinieri a cavallo.
Luca Foddai








