Area Blu nel centro storico di Sassari, perché tornare indietro?

La riflessione di Michele Azara, ex assessore comunale alle Politiche della Mobilità, attualmente consigliere regionale. «Le modifiche non serviranno a superare le criticità della Ztl»

 

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Michele Azara

Sassari. «È da qualche settimana che leggendo i principali quotidiani locali e in particolare le pagine dedicate alla cronaca di Sassari, nella mia testa rimbomba con forza un solo grande quesito: Perché? Perché l’amministrazione comunale che oggi governa la città ha deciso di ritornare indietro? Perché la grande conquista di civiltà, costruita a fatica e con un duro lavoro di anni deve essere messa da parte, senza una ragione plausibile?». Sono le domande che pone Michele Azara, assessore comunale alle Politiche della Mobilità dal 2010 fino al gennaio del 2014, quando lasciò Palazzo Ducale per il Consiglio regionale, dove oggi fa parte del gruppo consiliare di Sardegna Vera, eletto nella lista dell’Idv.

«Eppure gli amministratori che oggi siedono ai banchi della Giunta comunale di Sassari sono per la gran parte gli stessi compagni di viaggio che con me e l’allora sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, hanno lavorato con dedizione e condiviso un percorso difficile che ha portato ad un nuovo modo di pensare la città, nella convinzione che Sassari potesse davvero fare quel salto di qualità che l’avrebbe portata a competere con le altre città italiane ed europee», ricorda Azara. «Certo, il progetto da noi avviato con l’istituzione dell’Area Blu era solo all’inizio di un percorso molto più ampio ed articolato, sicuramente perfettibile, ma una pietra essenziale delle fondamenta di quella che sarebbe dovuta diventare Sassari: una città finalmente a misura d’uomo, sostenibile e vivibile per tutti con un centro completamente rinnovato, libero dalle auto con piazze, slarghi e vie a disposizione dei pedoni. Semplicemente una città migliore per i nostri figli».

«Sono convinto che le modifiche che oggi cambieranno il volto dell’Area Blu di Sassari non miglioreranno la qualità di vita del nostro centro storico e non serviranno a superare quelle criticità che sin dal giorno della sua istituzione, 21 marzo 2011, sono emerse e nei mesi successivi in parte anche superate con l’aiuto dei cittadini, i comitati e gli stessi commercianti. L’istituzione dell’Area Blu a Sassari è avvenuta solo dopo che una serie di condizioni essenziali sono state, prima della sua apertura, realizzate: in primis la costruzione dei parcheggi al servizio del centro (piazza Fiume ed Emiciclo Garibaldi), senza considerare quelli già esistenti e comunque da subito disponibili (Corte Santa Maria, Fosso della Noce, piazza Mazzotti, piazza Università, Santi Angeli); l’incremento del numero delle corse dei bus pubblici finalmente dirottati verso il centro e lo studio sulla viabilità realizzato da un professionista di indiscussa professionalità, senza il quale difficilmente avremmo potuto scegliere quali vie chiudere al traffico e quali aree pedonali istituire».

«Ed è forse questa la prima grande pecca di questa “nuova rivoluzione” della viabilità nel centro storico di Sassari: la mancata condivisione di uno studio trasportistico – magari anche già commissionato e realizzato ma sicuramente ad oggi non pubblicato – che chiarisca dal punto di vista tecnico le ragioni per cui sia necessario riaprire alle auto le vie Brigata Sassari, Enrico Costa e Cagliari. Con la riapertura di quest’asse al passaggio delle auto, sarà ancora una volta l’utilizzo dei mezzi pubblici ad esserne penalizzato, soprattutto se all’inversione di marcia di via Manno seguirà – almeno a quanto annunciato e dopo una prima fase di sperimentazione – anche quella di via Bellieni. Gli automobilisti che da via Manno vorranno raggiungere le vie Amendola e Napoli saranno costretti a svoltare in via Regina Margherita, sostare al semaforo dell’Emiciclo Garibaldi, svoltare in viale Italia, sostare ancora una volta al semaforo all’altezza dei Giardini pubblici prima di svoltare in viale Mancini e fermarsi all’incrocio con via Manno. Non è difficile pensare quale ingorgo di auto e mezzi pubblici si andrà a creare nelle ore di punta nella stessa via Manno e nei viali Trento e Umberto».

«Le modifiche vengono giustificate dal fatto che nelle 24 ore i parcheggi di piazza Fiume ed Emiciclo Garibaldi hanno una bassa percentuale di stalli occupati; in realtà le statistiche dimostrano che nelle ore di apertura degli esercizi commerciali, soprattutto quello di piazza Fiume, è quasi sempre al completo. Infine vorrei ricordare che precedentemente all’istituzione dell’Area Blu, nell’ultima settimana prima del Natale, l’Amministrazione comunale sia stata costretta proprio a causa degli ingorghi stradali, a chiudere l’accesso nelle vie oggi controllate dai varchi elettronici».

«Ciò che a mio avviso avrebbe dovuto impegnare quotidianamente la nuova giunta comunale era solo e soltanto il raggiungimento di un obiettivo, lo stesso guarda caso già condiviso dagli assessori, miei colleghi, con il sindaco Ganau: trovare le risorse per il rifacimento dei sottoservizi ed il recupero dei basolati delle vie e degli slarghi nella parte bassa del centro, così come realizzato nella parte alta prima di istituire l’Area Blu. Era questo l’impegno preso con i cittadini ed era questo l’obiettivo primario da raggiungere», conclude Michele Azara.

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