Come soccorrere persone con disabilità

Presentato il progetto portato avanti dai Vigili del Fuoco di Sassari insieme a Comune, Università e Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale

 

 

PresentazioneProgettoCalamita4Sassari. L’obiettivo è ridurre al minimo i rischi e velocizzare quanto più possibile l’evacuazione di un edificio o le operazioni di intervento in caso di calamità o situazione di grande pericolo. Le persone fragili, che non sempre si identificano semplicemente in coloro che sono costretti su sedie a rotelle, necessitano di un’attenzione differente. Si pensi inoltre a persone con un passeggino, che hanno problematiche di movimento simili a quelle di una persona in cui la parte inferiore del corpo è affetta da paralisi motoria o carenza funzionale. E poi ci sono tutte le persone anziane affette da patologie che condizionano la loro capacità di muoversi liberamente. I Vigili del fuoco, insieme all’Università di Sassari – Istituto di igiene, con la collaborazione del Comune di Sassari e della Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale (SIMLII), hanno condotto uno studio presso Casa Serena a Sassari, casa di riposo per anziani che fa riferimento all’Amministrazione comunale, per testare il comportamento dei soccorritori e dei pazienti. Una sorta di esperimento, i cui risultati ottenuti sono davvero sorprendenti e gettano una nuova luce sul soccorso delle persone con disabilità. Tutto questo ha permesso di mettere a punto un software innovativo, che sarà ulteriormente implementato e che si pone come apripista per altri interventi importanti di carattere nazionale.

PresentazioneProgettoCalamita2Il progetto è stato illustrato martedì mattina nella sede del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco dal comandante Angelo Porcu, dal sindaco di Sassari Nicola Sanna, dal rettore dell’Università Massimo Carpinelli, dalla professoressa Ida Mura della Sezione Igiene del Dipartimento di Scienze Biomediche e dal segretario della Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale dottor Antonello Serra. «Migliorare le condizioni di soccorso agevola l’intervento di noi soccorritori. I risultati del progetto sono sorprendenti», ha sottolineato in apertura il comandante Porcu. «Tutto questo nasce a Casa Serena, struttura oggetto di continuo aggiornamento, in particolare relativamente alle prescrizioni antincendio. Prepararsi a un evento calamitoso deve diventare prassi comune. Se c’è una consapevole preparazione al rischio il lavoro dei soccorritori è più facile e nelle fasi del pericolo immediato nessuno viene preso dal panico, che è l’elemento che crea le conseguenze più tragiche. Per questo reputo molto importante l’esperienza fatta con questo momento di informazione e ricerca durato oltre un anno», ha detto il sindaco Nicola Sanna.

«L’Università è il luogo pubblico per eccellenza, dove ci sono laboratori e spazi che necessitano di competenze e dove poter accogliere tutti. Ecco perché è importante il nostro pieno coinvolgimento», ha evidenziato il rettore Carpinelli. Il progetto ha preso il via con la stipula dell’accordo nell’aprile del 2014. «L’iniziativa è seguita dall’ingegner Luca Manselli, che oltre ad essere un dirigente dei Vigili del Fuoco è anche un nostro dottorando. Da tempo studiamo la prevenzione nella disabilità. La collaborazione ci consentirà di andare avanti con i nostri programmi, con simulazioni che puntano a migliorare la situazione di intervento, per fare sì cioè che gli operatori sanitari possano intervenire più prontamente», ha spiegato la professoressa Ida Mura.

«Sebbene la struttura di Casa Serena sia gestita in maniera ottimale, i problemi presentati con le simulazioni ci sono stati. Abbiamo sperimentato aspetti psicologici, tecnici ed ergonomici. Un elemento importante che si pone come necessario, lo abbiamo verificato, è il piano personalizzato di emergenza per ciascun ospite. Da questo siamo partiti», ha spiegato Antonello Serra (SIMLII). Normalmente le classificazioni delle disabilità tengono conto dei deficit. Noi abbiamo preso tutto questo dal senso opposto, partendo cioè dalle qualità residue e dalle abilità che permettono di muoversi. Abbiamo così ottenuto risultati sorprendenti, in termini di velocità e qualità». «È importante che il personale ma anche il disabile sappia dove andare in caso di evacuazione e come muoversi. Un punto di partenza può essere ridisegnare la planimetria dell’edificio in cui ci si trova, che spesso è complicatissima», ha aggiunto Luca Manselli, vicecomandante provinciale dei Vigili del Fuoco, che ha seguito il progetto nel dettaglio. È stato così realizzato un software che con una serie di input, come la velocità degli operatori e altri fattori, può calcolare il tempo di evacuazione o quanti operatori possono lavorare. Lo studio serve anche per capire quale percentuale di diminuzione del rischio è possibile determinare.

Il futuro è allora avere a disposizione immediatamente un piano del rischio e i dati per un intervento il più sicuro e veloce possibile direttamente su un tablet a disposizione dell’operatore. Un salto culturale non di poco conto ma che sarà agevolato dall’informatica.

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