Anche a Sassari conclusi i riti della Settimana Santa, domenica S’Incontru

Ieri sera la Deposizione (S’Iscravamentu) e la Via Crucis per le vie del centro storico. Al duomo l’intervento dell’arcivescovo Saba

Sassari. Con il rito della Deposizione (S’Iscravamentu) nella chiesa della Trinità e la processione con il Cristo Morto e la Via Crucis si sono conclusi ieri i tradizionali riti della Settimana Santa anche a Sassari. Oggi, sabato, a partire dalle 22 è in programma la Veglia pasquale e alla mezzanotte saranno sciolte le campane, con la Pasqua di Resurrezione. Domani infatti, alle 10,30, è previsto l’incontro (S’Incontru) tra il Cristo Risorto e la Madonna. Le due processioni, partite alle 10,15 dalla Trinità e dai Servi di Maria, insieme a una rappresentanza dei Gremi, si ritroveranno in piazza Santa Caterina con le confraternite riunite per poi dirigersi verso il duomo di San Nicola dove alle 11 l’arcivescovo Gian Franco Saba presiederà il solenne pontificale.

Ieri la giornata del Venerdì Santo si è aperta con la processione della Madonna dei Sette Dolori, che ha attraversato il centro città.

Nel tardo pomeriggio, nella chiesa della Santissima Trinità, è stata celebrata l’azione liturgica con la lettura del “Passio” dal Vangelo di Giovanni e l’eucarestia. Il momento culminante è stato il rito della Deposizione (S’Iscravamentu) del Cristo morto. Il pregevole simulacro ligneo del XV secolo, con le braccia mobili, uno degli esempi più belli presenti in Sardegna, è stato prima issato sulla croce al centro della chiesa e poi deposto da due figuranti che interpretavano Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo.

Verso le 19 è partita la processione guidata dal babbarrottu (con cappuccio bianco e croce di legno) per la Via Crucis per le vie del centro storico, a cura dell’Arciconfraternita di Santa Croce e del Gonfalone, guidata dal priore Armando Fazzino, con la partecipazione di tutte le confraternite. Le tappe della Via Crucis e le riflessioni sono state lette da don Costantino Poddighe, parroco di Li Punti, affiancato dal prefetto della processione Cristian Zedda. In testa al corteo, anche quest’anno, la Banda musicale “Giuseppe Verdi”. Intorno alle 20,15 l’arrivo alla scalinata della cattedrale, con la croce e i simulacri di San Giovanni, di Cristo deposto e della Madonna Addolorata presi in consegna dall’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte (composta esclusivamente da confratelli appartenenti alle antiche famiglie nobiliari sassaresi e vestiti con il tradizionale e caratteristico saio e cappuccio nero, abito che in passato veniva indossato quando si accompagnavano al patibolo i condannati a morte) e dai volontari del CISOM (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta).

L’arcivescovo Gian Franco Saba ha ricordato alle centinaia di fedeli che hanno seguito la processione il significato del camminare insieme. «Dopo avere celebrato la liturgia della Passione siamo invitati a seguire Cristo, insieme con Maria e Giovanni per divenire suoi discepoli. Gesù con la sua morte in croce ricorda l’amore di Dio per l’umanità e per ciascuno di noi. In questa sacra rappresentazione non c’è solo il passato, ma è quanto viviamo costantemente nella celebrazione dell’eucarestia. È lì che Cristo continua a parlare a noi – ha detto Saba –. Il cammino esteriore che compiamo lo trasformiamo pian piano in un cammino interiore, ovvero il nostro impegno a rispondere con generosità alla chiamata di Gesù, per testimoniare la sua presenza nel mondo e nella vita. Proseguiamo con fede il cammino che con la processione cogliamo esprimere. Accompagnando Gesù deposto dalla croce vogliamo anche impegnarci per essere vicino alle tante persone che vivono il lutto, la malattia, il male della guerra. Una grazia di riconciliazione che celebriamo. Questo è un mondo lacerato dalle divisioni. Accogliamo l’invito dell’apostolo “lasciatevi riconciliare con Cristo”». L’intervento del presule, che tra qualche settimana lascerà Sassari per il nuovo incarico di Ordinario militare d’Italia, si è concluso con la solenne benedizione.

Al termine, la processione ha proseguito il suo percorso con una sosta nella chiesa di San Giacomo, di fronte a San Nicola, per poi dirigersi verso le chiese delle Monache Cappuccine, di Sant’Antonio Abate e della Santissima Trinità. Qui si è svolto il rito della Sepoltura di Gesù.

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