Alluvione un anno dopo, Francesco Pigliaru a Olbia

Al primo posto prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico. Dibattito con li assessori all’Ambiente Donatella Spano e ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda

 

 

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(foto tratta dalla pagina ufficiale della Regione Sardegna su Facebook)

Olbia. Un appello in video di Paolo Fresu, immagini che raccontano di macerie ancora accumulate nei luoghi colpiti dal disastro di un anno fa e un unico, accorato appello alle istituzioni: sicurezza, per riuscire a vivere nelle certezza che drammi come l’alluvione del 18 novembre del 2013 non debbano più accadere. Questo hanno chiesto gli studenti del Liceo Classico Gramsci di Olbia al dibattito organizzato dalle associazioni #18Undici e Sardegna_Chi ama in occasione del primo anniversario dell’alluvione che ha provocato 19 morti e 650 milioni di euro di danni alla Sardegna, al quale hanno partecipato il presidente della Regione Francesco Pigliaru e gli assessori all’Ambiente Donatella Spano e ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda.

«È importantissimo, in giornate come questa, fermarsi a ragionare», ha detto il presidente Pigliaru in apertura dell’incontro. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il presidente della Regione ha fatto il punto sui risultati raggiunti in questi mesi. «Ciò che può essere fatto subito, lo abbiamo fatto – ha spiegato – e abbiamo dato una forte accelerazione a quanto era bloccato. Abbiamo messo al primo posto prevenzione e mitigazione del rischio, con il nuovo Centro Polifunzionale decentrato della Protezione Civile e con il Manuale delle allerte. Nello stesso tempo siamo riusciti a sbloccare fondi per l’alluvione di Villagrande del 2004 e quella di Capoterra del 2008, risorse che erano ferme». Relativamente al rapporto con lo Stato, il presidente Pigliaru ha detto di aver accolto con soddisfazione le dichiarazioni del sottosegretario Graziano Delrio sullo sblocco del vincolo di spesa all’interno del Patto di stabilità per i Comuni sul fronte del dissesto idrogeologico, sottolineando che però questo non basta. «Abbiamo bisogno di uno Stato ordinato, trasparente, e che davanti a emergenze come queste non assegni o prometta risorse sull’onda dell’emozione, ma ci sia un criterio e ci sia una valutazione del danno uguale in tutte le Regioni». Francesco Pigliaru ha proseguito comunicando che il governo «ha appena annunciato che ci sono 500 milioni di euro per l’assetto idrogeologico in Sardegna per i prossimi 5 anni e questa è una buona notizia che ora andiamo ad approfondire, ma ricordiamoci che la sicurezza delle persone non dipende solo dalle risorse ma anche da come siamo organizzati per rispondere alle emergenze e perciò abbiamo dato priorità al Centro di Protezione Civile». Ai ragazzi del Liceo, infine, il presidente della Regione ha illustrato le azioni nel campo dell’edilizia scolastica, evidenziando che «i 30 milioni stanziati per le emergenze nelle scuole sarde sono solo l’inizio. Nella programmazione che va dal 2015 al 2020 puntiamo a investimenti che facciano dialogare l’aspetto edilizio con quello didattico». E, sulla sensibilità per le questioni ambientali: «Ho fatto parte della Giunta Soru – ha concluso il presidente – che ha varato un piano paesaggistico rigoroso».

«I tanti giovani che vedo oggi qui, e che sono traumatizzati dall’esperienza dell’alluvione dell’anno scorso, possono sentirsi più sicuri: abbiamo riorganizzato la Regione in termini di Protezione Civile – ha detto l’assessore dell’Ambiente Donatella Spano intervenendo al dibattito. – Aver rimesso a posto la Protezione Civile regionale significa contribuire a sistemare quella nazionale, e noi l’abbiamo fatto istituendo nel giro di pochi mesi il Centro funzionale decentrato che da gennaio sarà completamente autonomo e approvando il nuovo Manuale operativo, che consentirà di attivare un sistema di allerta più rapido ed efficiente». L’assessore Spano ha inoltre annunciato un disegno di legge che, colmando un vuoto normativo, istituirà in Regione un fondo speciale per le emergenze.

Decisivo, per dare una svolta forte per il futuro, puntare sulla prevenzione. «Il Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico è fatto di politiche attive, ossia l’azione della Protezione Civile, e politiche passive cioè i piani delle infrastrutture. Questa Giunta ci sta lavorando dal primo minuto, e per la prima volta abbiamo un Piano organizzato per metterci nelle condizioni di non dover più subire tragedie come quella dell’alluvione dello scorso anno». L’ha detto l’assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda intervenendo a Olbia al dibattito fra gli studenti. «Si fanno tante polemiche sulle mancate ricostruzioni, polemiche inutili però, perché fino a che vivremo con un sistema normativo che impedisce la rapidità, l’assessore ai Lavori Pubblici non può fare assolutamente nulla».

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