Unioni civili, sabato in piazza d’Italia la manifestazione

L’evento è promosso dal coordinamento Diritti al Cuore e il Sardegna Pride. La Questura alla fine favorevole

 

 

SvegliatiSardegnaSassari. Alla fine l’accordo con la Questura è arrivato. «Sabato prossimo #‎SVEGLIATISASSARI‬ si farà!!! La manifestazione potrà svolgersi in piazza d’Italia dalle 18 (slittamento 1 ora)», è spiegato sulla pagina Facebook del Mos (Movimento Omosessuale Sardo). In vista della discussione al Senato del ddl sulle unioni civili il coordinamento Diritti al Cuore e il Sardegna Pride promuovono nell’Isola due eventi a sostegno delle unioni civili. Sabato 23 gennaio gli appuntamenti sono a Sassari alle 18 in piazza d’Italia e a Cagliari alle 16 sulla Scalinata di Bonaria.

La manifestazione promossa da diverse sigle nazionali tra cui Arcigay, Arcilesbica, AGedO, M.I.T., Famiglie Arcobaleno e l’adesione di diverse associazioni nazionali come ARCI, UAAR, SEL ecc, conta l’adesione di diverse associazioni sarde fra cui MOS, ARC Cagliari, Famiglie Arcobaleno Cagliari, Agedo, noiDonne2005, Emergency Sassari, collettiva_femminista, FLC CGIL Sassari, CGIL Sassari, PD Sardegna, Theatre en vol, Amnesty International Sassari, UILDM Sassari, M5S Sassari.

Appena martedì sera però la manifestazione ha rischiato di saltare. Un no, quello della Questura, che ha scatenato su Facebook parole di meraviglia e di delusione. Cosa era successo? Un problema di “quasi contatto” con un’altra manifestazione organizzata nella stessa piazza d’Italia ma un paio di ore prima dalle Sentinelle in piedi, a sostegno del messaggio diametralmente opposto, ovvero che l’unica famiglia è quella costituita da uomo, donna e figli. «Il buon senso e, forse, l’intervento del sindaco e di altri hanno avuto la meglio e il questore è ritornato sui propri passi», scrive ancora il Mos su Facebook. «Ci sono volute più di 24 ore per riconoscere che la proposta di mediazione fatta da Diritti al Cuore era giusta. Ora possiamo ricominciare a pubblicizzare una manifestazione che dovrà essere il più partecipata possibile, in gioco non c’è solo la regolamentazione delle Unioni civili per gay e lesbiche e il riconoscimento delle coppie di fatto etero/gay, ma i valori alla base della nostra convivenza civile: laicità, libertà e uguaglianza nel pieno rispetto del diritto all’autodeterminazione sul corpo e nelle scelte di vita».

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