Accordo italo-francese su mare sardo: interpellanza Rossomori-Sel

Il presidente Pigliaru reagisca con forza alla violazione delle prerogative statutarie della Regione Sardegna, scrivono Paolo Zedda ed Emilio Usula

 

 

Consiglioregionale2014Cagliari. «Con la premessa che non ci interessano nè vogliamo entrare nelle polemiche sorte intorno alle vere o presunte bufale mediatiche, entriamo in questa vicenda con molti dubbi e perplessità». È quanto scrivono in una nota Paolo Zedda ed Emilio Usula, a nome del gruppo Riformatori-Sel. «Dal nostro punto di vista, tuttavia, emergono una serie di fatti che ad oggi sembrano acclarati. E cioè: 1) Esiste un Accordo firmato a Caen nel marzo 2015 tra i rappresentanti italiani e quelli francesi per un’intesa generale sui confini di mare e che di conseguenza interessano anche la Sardegna; non solo, per bocca del Sottosegratario per gl affari esteri, tale accordo modificherebbe le modalità di sfruttamento di eventuali giacimenti di risorse del fondo marino o del suo sottosuolo; 2) Tale accordo si è concluso nella quasi totale segretezza e, a quanto pare, senza il coinvolgimento delle comunità interessate; 3) L’Accordo rientra tra quelli che debbono essere ratificati dal Parlamento, e quindi non è ancora entrato in vigore».

«Alla luce di questi fatti, che oggi appaiano incontestabili, noi chiediamo al Presidente Pigliaru di reagire con forza alla violazione delle prerogative statutarie della Regione Sardegna, all’impudenza con la quale lo Stato cerca in ogni modo di ridurne la portata, all’arroganza con la quale si è tracciata una nuova linea di confine senza che nessuno si sia preso la briga di coinvolgere la comunità regionale sarda per sentire cosa avesse da dire. Possibile che, quando c’è in gioco la nostra sovranità, noi dobbiamo apprendere questioni tanto delicate dalla stampa? Ricordiamo a tutti, infatti, che l’art. 47 dello Statuto prevede che il nostro Presidente partecipi alle sedute del Consiglio, con il rango quindi di Ministro, per le questioni che interessano particolarmente la Regione Sardegna. E ricordiamo a tutti che il nostro Statuto, benchè vetusto, è una norma di rango costituzionale. Chiediamo al Presidente Pigliaru di riferire in Aula sulla vicenda per investire il Consiglio regionale della questione, che è questione di sovranità dei sardi. Chiediamo, inoltre, di portare la vincenda in prima istanza e in via prioritaria con la Corsica, in quanto le 2 sono quelle maggiormente interessate, anche in relazione ai rinnovati rapporti istituzionali sardo-corsi, e di di formare un coordinamento con le Regioni italiane interessate, che già hanno fatto richieste in tal senso».

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