Accademia Sironi, numeri in crescita
All’istituzione artistica sassarese un contributo dalla Regione di 219.814 euro. Il segnale di un riconoscimento per il lavoro svolto finora
Sassari. La recente delibera regionale che concede all’Accademia di Belle Arti Mario Sironi un contributo di 219.814 euro è senza dubbio una notizia di grande importanza per l’istituzione sarda. Una decisione, quella dell’esecutivo regionale, che dimostra l’importanza dell’AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) in Sardegna. Infatti, oltre alla Sironi, destinatari del contributo sono stati anche i Conservatori di Sassari e Cagliari. Per l’Accademia sarda si tratta di un riconoscimento per il lavoro svolto in questi anni che ha portato gli iscritti da 281 agli attuali 462. Un trend di crescita continuo, frutto della qualità e del consolidamento dell’offerta formativa.
«Offerta che continuerà a migliorare – sottolinea il direttore, Antonio Bisaccia – grazie al contributo regionale che ci consentirà infatti di attivare altri due nuovi bienni e accrescere la qualità della proposta didattica a beneficio dei nostri allievi: Cinematografia e Fotografia documentaria, nell’ambito della Scuola di Nuove Tecnologie e Didattiche dei territori e comunicazione globale nell’ambito della Didattica dell’Arte. Bienni che si vanno ad aggiungere a quelli più strettamente artistici di Pittura e Grafica d’Arte e Progettazione».
Alla Sironi, la Regione ha trasferito il 44 per cento della dotazione complessiva del contributo, il 35 per cento al Conservatorio di Cagliari e il 21 a quello sassarese. Il contributo, oltre che in termini numerici, merita di essere valutato anche alla luce della richiesta da parte dei vertici dell’Accademia di entrare di fatto nell’ambito di applicazione della legge regionale n. 26 del 1996 che norma i contributi a beneficio delle Università sarde: un passo in avanti – sotto il profilo del reperimento delle risorse – di assoluta valenza in prospettiva di una crescita costante. Dell’unica Accademia di Belle Arti dell’Isola.

«I tempi sono finalmente maturi – aggiunge il direttore Bisaccia –, e lo stesso dispositivo della finanziaria regionale 2016 lo sottolinea con estrema chiarezza e precisione nelle premesse al contributo concesso per il triennio 2016-2019. Le istituzioni AFAM, alla luce del modificato quadro normativo, possono e devono a tutti gli effetti entrare nella legge 26 del 1996. E questo farebbe cessare una sorta di disparità di trattamento in atto. Noi siamo felici e riconoscenti che la Regione abbia concesso questo necessario contributo in Finanziaria, e lo saremo ancor di più quando il sistema AFAM entrerà nella legge 26 a pieno titolo. Di sicuro, il Presidente Pigliaru e l‘assessore Firino hanno mantenuto gli impegni presi e il Consiglio regionale ha confermato la linea di intervento da loro espressa».
Alla Sironi auspicano a questo punto l’entrata nella legge 26 per poter mettere a disposizione degli allievi dottorati di ricerca e ampliare l’offerta formativa per tutti gli studenti sardi che non si vedranno costretta a lasciare il territorio per completare il corso degli studi. Si tratta di altri tre bienni specializzanti in Scultura monumentale e arte pubblica, in Decorazione e in Progettazione plastica e costume per lo spettacolo e del Corso magistrale di durata quinquennale in Restauro dei materiali lapidei e superfici decorate dell’architettura, abilitante alla professione di restauratore di beni culturali. Tutti corsi progettati dall’Accademia Sironi che hanno passato il severo vaglio del MIUR – acquisendo i necessari decreti ministeriali di autorizzazione – e che attendono le risorse per l’apertura degli stessi andando a soddisfare una forte richiesta da parte degli studenti di tutto il territorio regionale.
Le relazioni con la Regione, avvalorano una volta di più la strategia di contatti continui con il territorio da parte dell’Accademia Sironi, che ha all’attivo oltre 50 convenzioni con soggetti pubblici e privati sulla produzione culturale e la ricerca, e che ha portato una serie di importanti risultati, non ultima la concessione per la gestione del Mas.Edu da parte della Provincia di Sassari e un protocollo di cooperazione con l’Amministrazione comunale sassarese.








